Oggi sono andato avanti con alcune particolari dalla parte inferiore delle delta che avevo tralasciato.
Ho carteggiato e riverniciato nuovamente le paratie laterali dei montanti posteriori del baule per avere la stessa tonalità di alluminio.
Ho preso sottomano il terminale dello scarico al quale ho eliminato il piolo di fissaggio al paraurti posteriore; l’ho successivamente forato ed aperto per aumentarne la profondità e dargli un maggior senso.
Il terminale è poi stato riverniciato in alluminio e ha ricevuto altre due mani di trasparente fumé....successivamente verrà poi trattato con le polveri wheatering per ricreare affetto scottatura bruciatura misto a sporco tirato su in gara....l’interno sarà scurito fortemente (causa i frequenti ritorni di fiamma)
Ho poi lavorato il bocchettone di carico della benzina; dalle foto di reference si vede che è composto da due pezzi che sembrerebbero in ergal rosso e che sono collegati tramite un manicotto centrale di silicone.
Dopo averlo stuccato e levigato nella giuntura l’ho verniciato in alluminio come base; successivamente ho dato due mani di metallic red: come risultato sono abbastanza soddisfatto direi che si avvicina decentemente all’effetto ergal.
Aspetto che asciughi e poi aggiungerò con la termo restringente rossa e le fascette d’alluminio il manicotto di giuntura.
Grazie ad una preziosa informazione da parte di un utente che mi sta dando una grande mano nei dettagli più difficili da scovare/interpretare, non avevo notato che le delta avevano sulla pedana del navigatore un pulsante da azionare con i piedi.
Tale pulsante (mi è stato spiegato) è il clacson obbligatorio per i trasferimenti sulle strade pubbliche tra le varie tappe.
Nella realtà si presenta come il classico fungo a pressione.
Per ricrearlo mi sono aiutato come al solito con i bric lego e ho cercato di riprodurlo al meglio. Per mantenere rialzato il bric che funge da pulsante ho fissato 2 rondelle da m2
Con una basetta d’alluminio ho ricreato la piastra che lo fissa alla pedana in kevlar. Fase successiva sarà di aggiungere il cablaggio elettrico verde.
Sempre delle preziose informazioni da parte di questo mio compagno di avventura nella costruzione di questa delta, ho notato un’altra incongruenza abbastanza evidente.
Per chi come me sta cercando di replicare il Montecarlo 91 la presa d’aria del tetto non è dotata di convogliatore ricurvo come proposto da hachette.
La presa d’aria ricurva è presente all’incirca dalla seconda metà della stagione e di sicuro a Sanremo.
A Montecarlo, che è la prima gara del campionato, lo sportello della presa d’aria aveva la stessa dimensione del buco del tetto.
Utilizzando la carrozzeria di Roberto come banco di prova, ho chiuso i fori con la tecnica della cianoacrilica e bicarbonato.
Successivamente ,con l’utilizzo di carta 12.000 e acqua e lama nuovissima del bisturi, ho cercato di pareggiare di lisciare il riempimento dei due foti.
Una volta fatto ciò ritoccato con il tamiya X2; posso dire che si avvicina molto al colore bianco originale.
Ovviamente rendere liscia la carrozzeria come se non ci fossero mai stati fori è utopia. Il lavoro perfetto sarebbe di chiudere stuccare levigare e riverniciare tutto da capo; dato che la livrea Martini è parecchio complicata cercherò di fare questo lavoro anche sulla mia poi con il wheatering s e sporcatura alla sommità del parabrezza cercheró di mimetizzare al meglio Il riempimento di questi due buchi.
Ovviamente il nuovo sportello della presa d’aria tetto è in lavorazione.
Ho poi terminato l’ultima traversa centrale di rinforzo tetto che mi mancava internamente.