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Vecchio 13-06-19, 08:35 PM   #436
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Evidenza. Ecco come Hachette contempla la finale del incollaggio delle serrette.
ed ecco come presenta l'interno a pag 33 della rubrica "Velieri nel tempo".
Torno a ribadire che questo modello non ha nulla a che fare con il modellismo navale. Non è prevista per niente la chiodatura
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Vecchio 13-06-19, 08:56 PM   #437
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Evidenza. Ecco come Hachette contempla la finale del incollaggio delle serrette.
ed ecco come presenta l'interno a pag 33 della rubrica "Velieri nel tempo".
Torno a ribadire che questo modello non ha nulla a che fare con il modellismo navale. Non è prevista per niente la chiodatura
per la chiodatura hai ragione domanda ma dove era posizionata in quella nave che misure avevano i chiodi? ho visto chiodature di modellisti molto bravi in ammiragliato che non hanno niente a che vedere con la vera chiodatura di quei tempi chiodi in ottone o rame poi verniciati in nero o bruniti addirittura senza la testa per rispettare la scala ,quando sappiamo benissimo che i chiodi erano in ferro se non ricordo male battuti a mano alla prossoma
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Vecchio 13-06-19, 11:18 PM   #438
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utinam ha avuto comportamenti non adeguati in passato...
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Evidenza. Ecco come Hachette contempla la finale del incollaggio delle serrette.
ed ecco come presenta l'interno a pag 33 della rubrica "Velieri nel tempo".
Torno a ribadire che questo modello non ha nulla a che fare con il modellismo navale. Non è prevista per niente la chiodatura

Premesso che questo modello alla fine con o senza chiodatura , siano essi di ferro, ottone legno o altro,risulterà sempre una ipotesi di costruzione. Pertanto nel mio modello che non vuole essere un modello perfetto o da studio,ho previsto una ipotetica chiodatura delle ordinate ed ora , per la prima volta, mi sto cimentando alla realizzazione della chiavagione. Ovviamente non ho messo nessun chiodo e poi coperto con un tappo di legno come nella realtà , ma solo il tappo di legno. Alla fine il mio modello dovrà avere quanti più particolari possibili (anche se non rispecchiano la realtà) ma se vogliamo parlare di realtà, che i cannoni dati da Hachette sono dello stesso materiale esistente a quei tempi?
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Vecchio 14-06-19, 08:26 AM   #439
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Stai facendo un ottimo lavoro da certosino. Io, avendo chiodato già un vascello, non so se ripeterò l'avventura. Forse non riuscirò nemmeno a finirla vista la situazione della mia schiena che mi permette di lavorare in piedi e chino solo per pochissimo tempo.
Per i cannoni, la tecnica d'arsenale prevede di farseli nel metallo originale (ferrò, bronzo ecc.) con tanto di colata a cera a perdere.
Ecco un esempio di chiodatura e di chiodi Per quanto riguarda La Belle da quanto si può evincere dai modelli sembra trattarsi di chiodi in ottone o ancor meglio in rame. Col tempo il rame diventa scuro e quindi non si può farli neri essendo il modello in arsenale o ancora da finire.
Attenzione sullo stesso corso i chiodi devono essere posti sfalsati altrimenti inciderebbero sul legno aprendo una crepa.
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Vecchio 14-06-19, 01:14 PM   #440
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Stai facendo un ottimo lavoro da certosino. Io, avendo chiodato già un vascello, non so se ripeterò l'avventura. Forse non riuscirò nemmeno a finirla vista la situazione della mia schiena che mi permette di lavorare in piedi e chino solo per pochissimo tempo.
Per i cannoni, la tecnica d'arsenale prevede di farseli nel metallo originale (ferrò, bronzo ecc.) con tanto di colata a cera a perdere.
Ecco un esempio di chiodatura e di chiodi Per quanto riguarda La Belle da quanto si può evincere dai modelli sembra trattarsi di chiodi in ottone o ancor meglio in rame. Col tempo il rame diventa scuro e quindi non si può farli neri essendo il modello in arsenale o ancora da finire.
Attenzione sullo stesso corso i chiodi devono essere posti sfalsati altrimenti inciderebbero sul legno aprendo una crepa.
possono essere di ottone orame per comodità dl modellista ma in realtà erano in ferro e su modelli dell'epoca in ammiragliato vedi pag 289 del libro l'arte del modellismo sono in ferro modello del museo così dorebbro essere come l'Ammiraglito di oltre200 anni fa bello il modello dl frolich non è così veritiero,quello che voglio dire è che se vogliamo guardare il pelo nell'uovo nessun modello oggi è fatto in ammiraglito
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Vecchio 14-06-19, 04:28 PM   #441
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Passione navi hai perfettamente ragione. Come già detto, molti sostengono che i francesi amino corredare i loro modelli con parti in nero e chiodi in ottone anacronisticamente errato, ma loro rispondono che è bello così. Quindi il modello diventa un soprammobile più che altro.
Inoltre non sono certo comprensibili queste foto dove si evince che le cinte a babordo sono in legno chiaro e a tribordo in legno nero (foto di presentazione del modello) e poi in lavorazione diventano nere (foto da dispensa)
Mi sembra che Hachette come al solito faccia confusione.
Sarebbe logico che le cinte a babordo fossero in legno non trattato perché in face di completamento e quindi la prima foto sarebbe comprensibile.
Debbo prendere in considerazione quanto scrive Boudriot nella monografia de La Belle a pag 60 che viene ripetuta da Hachette a pag 20 della rubrica "Le tavole de La Belle". Hachette poteva pure scriverlo nei fascicoli riferendosi non solo ai carabottini, ma a tanti particolari che per cause editoriali e con esecuzioni in serie non sono fattibili. Non dico al inizio in quanto qualche cliente potrebbe essere indotto a rinunciare ad andare avanti, ma ad un certo punto si. Inoltre Hachette nella succitata rubrica mette in evidenza tanti particolari che se uno vuole li può copiare.
La foto ultima, fa capire che Hachette ha realizzato La Belle sulla monografia del Boudriot (ovviamente) con libere interpretazioni per far si che modellisti da strapazzo come il sottoscritto fossero in grado di affrontare la sua costruzione. Hanno atto uno sforzo non indifferente, bisogna darne atto.
Molto efficace è stata l'idea di realizzare il quartabuono dei quinti con le mascherine blu e rosse ricavate dalle tavole della monografia dove invece sono rappresentate da una linea tratteggiata.
Anche coloro che non sono in possesso della monografia del Boudriot possono attingere nella parte enciclopedica di Hachette molto ben fornita.
Grazie passione navi della dritta. Avendo molto materiale da consultare mi era sfuggito il particolare da te citato. Infatti volevo significare il fatto che i chiodi venissero tappati. Essendo inferro si arrugginivano perdendo non solo l'efficacia, provocando infiltrazioni, ma anche macchiando il legno, come si evince dalla foto. Quindi non credo che per una nave come La Belle poco più di una chiatta si sia ricorso alla tappatura sulle fiancate. Quindi che ognuno faccia di testa propria per personalizzare il modello.
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La Belle Hachette-img-top-home.jpg   La Belle Hachette-img_20190608_083237.jpg   La Belle Hachette-img_20190615_151648.jpg  

La Belle Hachette-tavola-sezione-ossatura.jpg   La Belle Hachette-img_20190616_100242.jpg   La Belle Hachette-img_20190617_081155.jpg  


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Vecchio 19-06-19, 10:09 AM   #442
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Altro esempio di chiodi (bulloni) passanti viene rappresentato nel modellino " posto di combattimento" della Mantua riguardante i cannoni. Questi se fossero fissati solo con chiodi infissi, al rinculo potrebbero venir divelti. Si noti sul portello, l'apertura per la fucileria.
Ciò si evince anche da questa stampa. Da questa ho realizzato "Le Soleil Royal"
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La Belle Hachette-img_1740.jpg   La Belle Hachette-img_20190619_152823.jpg   La Belle Hachette-img_20190619_153104.jpg  

La Belle Hachette-img_20190619_153134.jpg   La Belle Hachette-mantel12.jpg  

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Vecchio 22-06-19, 08:44 AM   #443
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Ritornando a La Belle, in base alle ricerche ed anche a questo modello, ritengo che la sua chiodatura non sia molto fedele. Penso quindi che ognuno la potrà eseguire secondo la propria idea di modellismo.
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Vecchio 23-06-19, 11:21 AM   #444
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Desidero fare copia incolla di un intervento di matiz che ha realizzato il 74 cannoni modello che ha ricevuto notevole successo e diversi premi.
Sappiate che l'ha ricavato da un albero di pero regalatogli da un amico che purtroppo morì. Sono certo che tanta magnificenza è stata ottenuta in quanto quel amico dall'aldilà gli ha guidato la mano.
Andate a vederlo in questa rubrica perchè merita veramente
Volevo ritornare un attimo sul discorso della valutazione dei modelli.
I tre criteri che vengono presi in considerazione sono:
- Fedeltà costruttiva
- Qualità del lavoro
- Mole di lavoro
va da se che un modello costruito in arsenale, senza omissioni di particolari e con una ricerca costruttiva alle spalle, avrà qualcosa in più rispetto ad un modello semplificato nella sua struttura, anche se poi il risultato finale è pressochè uguale, per questo fa fede il dossier costruttivo ed il disegno da presentare assieme al modello in fase di valutazione.
La qualità del lavoro tiene conto, o dovrebbe tenere conto, della precisione della costruzione e del suo aspetto estetico generale, l'uso di materiali appropriati, ed, ovviamente, della scala del modello, senza voler offendere nessuno, un conto è costruire per esempio in scala 1:24, un conto è costruire in scala 1:48, diverso è costruire in scala 1:56
Sulla mole di lavoro ho visto alcune, secondo me, incongruenze, e comunque non si può dare il massimo del punteggio come mole di lavoro a chi presenta, per esempio, solo tre lanterne o una sezione, rispetto a chi presenta un modello intero più o meno impegnativo, da una ventina d'anni il range per ottenere la medaglia d'oro si è ristretto a 5 punti, da 96 a 100, prima il range era di 10 punti, e, secondo me, era più equa la valutazione.

Per mia considerazione personale, quindi, una valutazione equa parte innanzi tutto dalla scala di costruzione, poi dalla mole di lavoro, poi dalla fedeltà costruttiva.
Questo, ovviamente, per chi crede in queste cose.
Io potrei essere quello che si potrebbe vantare più di tutti, visto che, presentando il 74 cannoni 4 volte nel corso degli anni, a Porotto (Ferrara), a Corciano (Perugia), a Besana e questa volta a Perugia, ho sempre ottenuto il punteggio più alto della manifestazione, ma chi mi conosce, e qualcuno che mi conosce, c'è, sa benissimo che delle medaglie non mi interessa niente, dovevo partecipare anche a due mondiali, ma non ci sono andato perchè organizzati in posti improbabili in paesi dell'est, quello che mi è sempre interessato è stata la diffusione della filosofia del modellismo d'arsenale, la sua accettazione a livello di federazione, il riconoscimento di un lavoro e di una ricerca importanti, una valutazione equa, dopo la mia partecipazione a Ferrara dove fu sottolineato che il mio modello era il primo modello in arsenale presentato ai campionati, dalla edizione successiva fu creata una sezione apposita, la C3DA per raccogliere tali modelli, questa sezione è solo a livello nazionale e non internazionale, dove tutti i modelli sono riuniti nella solita C3D.
Delle medaglie, ognuno fa quello che crede, chi le incornicia col diploma, chi se ne vanta, chi le mette dentro la teca del modello con le legende, chi, come me, le ha messe tutte dentro una coppa ad impolverarsi, posso capire l'euforia di qualcuno che è la prima volta che partecipa, ma credo che alla fine, quello che conta sia la costruzione, la gratificazione, un campionato può essere luogo di incontro e di scambio, la medaglia è solo un gioco.

Queste credo siano le parole giuste per definire un lavoro in arsenale. Grazie Matiz anche se io non sarò mai in grado nemmeno di copiare il più semplice dei tuoi particolari.
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Vecchio 25-06-19, 10:23 AM   #445
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Giustamente è da osservare che le monografie sono progetti per la realizzazione di un modello e non del originale. Come rileva Matiz è il modellista che, senza omissioni di particolari e con una ricerca costruttiva alle spalle, potrà ottenere qualche cosa in più rispetto al modello semplificato.
Altro esempio di chiodatura con cavicchi in legno e chiodi in ferro.
Pure l'Editore Berti nella biografia di Fissore "la Gemma" a pag 29 afferma:
Le conoscenze di base contenute nel " vascello da 74 cannoni" e l'insieme delle spiegazioni he possono essere reperite nelle varie opere generali che riguardassero l'architettura navale, non possono essere riprodotte in ogni monografia. Si presume, pertanto, he esse sino già state acquisite dal lettore.
Infatti posseggo diverse monografie e volumi attinenti oltre ai 74cannoni che effettivamente fa testo. Ho avuto il piacere i seguirne la costruzione scaricando quanto realizzato da Tiziano Mainardi e quindi vivendovi dentro.
Sempre di Fissore un altra sua opera di rilievo è la Scuna, dalla quale si possono rilevare molti particolari di costruzione in arsenale.
La chiodatura ne la Belle rispetta i canoni. Non è certo facile eseguirla
chiodi sulle cinte e cavicchi sui corsi. Si notino i bulloni passanti per i cannoni.
A questo punto i cerchi sulle cinte rappresentano le teste dei chiodi oppure i tappi?
Se il Frolich ha usato sulle cinte (nere) chiodi di ottone, posso senz'altro utilizzare chiodi in ferro che sarebbero più consoni.
Questo fatto non mi convince in quanto se le cinte venivano dipinte sarebbero stati dipinti pure i chiodi o no?!
Quindi le cinte potrebbero essere in mogano. Fatto poco credibile per una barca poco più che una chiatta.
Allego la foto riguardante la colorazione del La Belle tratta dalla monografia.
Fate voi
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Vecchio 30-06-19, 11:31 AM   #446
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Non avendo alcuna cultura riguardante l'architettura e l'ingegneria navale, ma solo alcuni flash attinti dalle monografie, mi permetto di formulare una ipotesi
sul armamento de la Belle partendo da quanto scrive il Boudruiot.
Salvo una mia cattiva interpretazione, il Boudriot avanza delle ipotesi sia sulla collocazione della scialuppa sia sul posizionamento dei cannoni.
La mia ipotesi sarebbe la seguente. Durante la traversata i cannoni furono posti nella stiva, ma non per essere usati nel forte, quindi a terra, ma sulla barca in quanto giunti a destinazione avrebbero calato a mare la scialuppa lasciando libero tutto lo spazio necessario alla loro manipolazione.
La scialuppa quindi non era concepita come dotazione di salvataggio se non durante la traversata, ma come appoggio per recarsi a terra giunti sul fiume che non avrebbe potuto consentire a La Belle l'accostamento alle rive.
Le petriere quindi sarebbero state installate per difendere la nave durante la traversata, compresa la dotazione di fucili, non avendo a disposizione i cannoni.
Altra cosa che mi sorprende è che da pag.20 a pag.24 della rubrica "Velieri nel tempo" viene descritta la "chiatta" paragonabile a La Belle. A pag. 23 si legge ."Tuttavia le chattes avevano uno o due alberi, mentre La Belle era dotata di tre alberi" Faccio notare che a pag. 47 "Monografia de La Belle" il Boudriot scrive: Ho scelto di attrezzare La Belle con tre alberi, nonostante la sua lieve lunghezza, basandomi su alcune testimonianze e prevedendo solo un alberetto come albero di mezzana. Questa quindi è libera e lecita interpretazione del Boudriot che non si identificherebbe con la realtà.
Scusate l'ardire!
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Vecchio 01-07-19, 11:18 AM   #447
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A seguito di queste mie osservazioni mi è stato consigliato di studiare i problemi dal volume: ELEMENTI DI ARCHITETTURA NAVALE DI H.L.DUHAMEL DU MONCEAU - 1758 II edizione , confermato dal Boudriot e Berti, che ho subito ordinato al mio libraio fornitore.
Il TRATTATO PRATICO DI COSTRUZIONE DEI VASCELLI è a pieno titolo la più celebre delle opere francesi sull’architettura navale.
Duhamel du Monceau, nominato ispettore Generale della Marina nel 1739, nel 1741 creò e diresse la Scuola della Marina a Parigi fino alla data della sua morte, che avvenne nel 1782.
Avendo notato che la maggior parte dei costruttori lavorano a casaccio e senza alcuna regola, l’autore redisse quest’opera con la speranza di togliere il “segreto dei costruttori”, fino ad allora gelosamente custoditi per preservare la posizione acquisita da alcune famiglie.
Tre quarti di secolo dopo il saggio di Dassié, Duhamel du Monceau ci dà il primo ed autentico trattato di costruzione navale stampato (*).
La prima edizione datata 1752, è formata da nove capitoli che trattano la carpenteria, le proporzioni dei vascelli, la concezione della nave, i metodi adottati dai costruttori, la pesantezza (gravità, ndt) del vascello, il volume che deve avere una carena per l’idrostaticità ed infine l’idrodinamica.
Il successo è immediato e considerevole (l’opera viene subito tradotta in inglese), questa prima edizione è seguita immediatamente da una seconda, pubblicata nel 1758 alla quale l’autore aggiunge un decimo capitolo che tratta la stabilità della nave.
Quella che vi proponiamo è la seconda edizione, perché più completa e più ricercata.
Il trattato indirizzato ai giovani costruttori e alle guardiamarina (allievi ufficiali) è sostanzialmente pratico, in quando ha avuto il contributo di costruttori, ma il merito più grande di Duhamel du Monceau è di esporre, in una pubblicazione stampata e accessibile a tutti, i calcoli fondamentali dati dai piani, che sono il supporto indispensabile per il ragionamento e l’avviamento ad una costruzione.
I principi essenziali esposti nel libro, basati sulla descrizione precisa delle maestranze del cantiere, saranno all’origine dei progressi della scuola di architettura navale francese.
Opera di base, gli Elementi di architettura Navale non deve mancare nella biblioteca dell’amante della marina. Auguriamo, proponendo questa ristampa , che questo libro diventi indispensabile al lettore.
Mi sembra un volume interessantissimo.

Ultima modifica di marioA; 01-07-19 a 11:28 AM
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Vecchio 01-07-19, 01:20 PM   #448
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A seguito di queste mie osservazioni mi è stato consigliato di studiare i problemi dal volume: ELEMENTI DI ARCHITETTURA NAVALE DI H.L.DUHAMEL DU MONCEAU - 1758 II edizione , confermato dal Boudriot e Berti, che ho subito ordinato al mio libraio fornitore.
Il TRATTATO PRATICO DI COSTRUZIONE DEI VASCELLI è a pieno titolo la più celebre delle opere francesi sull’architettura navale.
Duhamel du Monceau, nominato ispettore Generale della Marina nel 1739, nel 1741 creò e diresse la Scuola della Marina a Parigi fino alla data della sua morte, che avvenne nel 1782.
Avendo notato che la maggior parte dei costruttori lavorano a casaccio e senza alcuna regola, l’autore redisse quest’opera con la speranza di togliere il “segreto dei costruttori”, fino ad allora gelosamente custoditi per preservare la posizione acquisita da alcune famiglie.
Tre quarti di secolo dopo il saggio di Dassié, Duhamel du Monceau ci dà il primo ed autentico trattato di costruzione navale stampato (*).
La prima edizione datata 1752, è formata da nove capitoli che trattano la carpenteria, le proporzioni dei vascelli, la concezione della nave, i metodi adottati dai costruttori, la pesantezza (gravità, ndt) del vascello, il volume che deve avere una carena per l’idrostaticità ed infine l’idrodinamica.
Il successo è immediato e considerevole (l’opera viene subito tradotta in inglese), questa prima edizione è seguita immediatamente da una seconda, pubblicata nel 1758 alla quale l’autore aggiunge un decimo capitolo che tratta la stabilità della nave.
Quella che vi proponiamo è la seconda edizione, perché più completa e più ricercata.
Il trattato indirizzato ai giovani costruttori e alle guardiamarina (allievi ufficiali) è sostanzialmente pratico, in quando ha avuto il contributo di costruttori, ma il merito più grande di Duhamel du Monceau è di esporre, in una pubblicazione stampata e accessibile a tutti, i calcoli fondamentali dati dai piani, che sono il supporto indispensabile per il ragionamento e l’avviamento ad una costruzione.
I principi essenziali esposti nel libro, basati sulla descrizione precisa delle maestranze del cantiere, saranno all’origine dei progressi della scuola di architettura navale francese.
Opera di base, gli Elementi di architettura Navale non deve mancare nella biblioteca dell’amante della marina. Auguriamo, proponendo questa ristampa , che questo libro diventi indispensabile al lettore.
Mi sembra un volume interessantissimo.
deve essere una collana di libri molto interessante ai fini di conoscenza personale ,per curiosità vorrei sapere il costo di quest'opera, sicuramente non penso valga la pena per ciò che concerne la costruzione della belle derivata da una semplice chiatta, come hobbista ho costruito una panca sicuramente non mi sono informato come viene trattato il legno sia nel taglio che nella stagionatura o nella forgia della ferramenta non so se l'avrei costruita magari mi passava la voglia . P.S. ho letto che un modellista ha costruito un modello in quanto gli hanno regalato una pianta di pero spero non si riferisca al pero da frutto sarebbe una barzalletta
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Vecchio 01-07-19, 04:57 PM   #449
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Certo! La ANCRE è una casa editrice che commercia le monografie del Boudriot ed altri volumi di ingegneria, architettura e di storia navale antica.
Ne ho diversi, soprattutto per avere una visione più corretta possibile sulla cantieristica navale antica.
Si Tiziano Mainardi ha costruito il 74 cannoni da un albero di pero regalatogli da un amico. Vallo a vedere sotto il diario di Matiz.
Ecco una foto del modello finito ed in esposizione ad una mostra
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Certo! La ANCRE è una casa editrice che commercia le monografie del Boudriot ed altri volumi di ingegneria, architettura e di storia navale antica.
Ne ho diversi, soprattutto per avere una visione più corretta possibile sulla cantieristica navale antica.
Si Tiziano Mainardi ha costruito il 74 cannoni da un albero di pero regalatogli da un amico. Vallo a vedere sotto il diario di Matiz.
Ecco una foto del modello finito ed in esposizione ad una mostra
il pero per la costruzione modellistica e non solo navale non è il pero da frutto come tanti credono è tutta un altra cosa ,dopo uno può dire quello che vuole ma questa è la verità
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