Dopo la posa decals ho steso due mani di semilucido ed ho dato una spianata agli scalini di decals e livrea.
Prova a secco del premontaggio e tutto torna, quasi quasi mi dispiacerà insabbiarla
Si inizia a vedere il traguardo
Liberate le vetrate dal nastro ed incollata la scocca al pianale.
Con mia grande sorpresa, tutto si è innestato per una questione di millimetri: tra roll-bar e cruscotto ci passa un capello, anche meno tra portellone e ingombri posteriori e questa, lo ammetto, non è classe.....
Ho incollato il muso al telaio e anche qui sembra tornare nonostante le modifiche ed i tagli operati.
L'eliminazione dei passaruota lascia in bella mostra i fergat e come altezze direi che ci siamo.
Inserito il rozzo paraurti posteriore usato solo sulla 120 e si inizia a dettagliare
Grazie ragazzi mancano pochi dettagli e finalmente potrò chiudere questo capitolo che inseguo da anni.
Per il grado di sporco mi rifarò alle numerose foto presenti sul libro: questa Renault passa dal diventare gialla per quanto sporca all'essere irriconoscibile per via di un guado alla semplice polvere su tappe secche. La livrea mi è venuta bene quindi applicherò uno sporco che la enfatizzi e che non nasconda questo verde che trovo particolarmente centrato
Quando si presentarono ai nastri di partenza con questa scatoletta i fratelli Marreau vennero derisi e scherniti. Nessuno da Mercedes a Rover alla stessa Renault avrebbe mai pensato che un accrocco del genere avrebbe potuto sopportare una sola tappa, figurarsi terminare il Safari più tosto di tutti.
Quello che nessuno sapeva e poteva aspettarsi è che Bernard e Claude, dopo aver incassato un secco No dalla Renault, si erano rinchiusi in uno scantinato e, facendo affidamento solo su sé stessi, avevano costruito una Signora Auto.
La storia di come andò a finire nel 1980 credo che la conosciate tutti, non solo arriveranno primi assoluti tra le auto ma troveranno anche il tempo di salvare una Vita Umana.
Da parte mia ho cercato di rendergli omaggio riproducendo quell'auto iconica e leggendaria che i francesi seppero demolire.
Partire da un kit Heller è stato un azzardo ma, sapete cosa? A vederla finita adesso provo ancora più soddisfazione per quanto fatto.
1/3 è della scatola i 2/3 sono miei.
Ringrazio Giovanni Ingrao senza il quale questa avventura non sarebbe mai nemmeno iniziata e lascio parlare le foto.