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.. concordo :Ok:
.. guarda questo, fresco fresco dalla Cina.. ti piacerà: [url=http://www.4hmodel.com/forum.php?mod=viewthread&tid=30471&extra=page%3D1& page=1] |
Che tecnica il mastro velaio cinese! Questa è una buona tecnica per chi non vuole troppi sbattimenti con ago e filo, almeno per la cucitura dei ferzi perché il resto va cucito a mano.
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Avrei bisogno di un vostro consiglio: come si vede dalle foto il trevo di trinchetto tocca sullo strallo di maestra perché probabilmente avrei dovuto tagliare la vela un cm più corta. Come ho già scritto non disponendo di un piano velico sono andato ad occhio. Che ne dite tiro giù il trevo ed accorcio la vela oppure è verosimile così come è? Allego anche la foto del trevo di maestra a cui ho dato una sistemata e fissato con acqua e vinavil, può andare?
Allegato 190731Allegato 190732Allegato 190733Allegato 190734 |
ciao, aiutati con i caricabasso e tieni la vela come se avessi preso una o due mani di terzaroli e la parte bassa della vela dovrebbe restarti libera dallo strallo. penso possa essere un'idea. comunque complimenti per il tuo lavoro. ti saluto kair.
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Grazie per l'idea Kair, stasera provo questa soluzione. Tirare giù il trevo sarebbe stato un lavoraccio. Grazie per i complimenti, dopo tanto lavoro fa sempre piacere.
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Ciao Angelo, .. hai già alato tutta la vela di trinchetto e sarebbe un peccato toglierla per accorciarla.. visto che forse c'è una soluzione...
.. ho visto dei modelli che hanno ammainate solo le vele inferiori del trinchetto e del maestro mentre tutte le altre sono al vento, ed altri (come la Couronne di V. Lusci) che hanno solo le vele del trinchetto e del maestro tirate sù per metà per mezzo dei caricamezzi, caricascotte, ecc... .. secondo me, sempre che non decidi per la maniera forte, ti consiglierei la prima soluzione e cioè ripetere pari pari l'ottimo lavoro che hai fatto con la vela maestra.. |
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Ho dato 2 mani abbondanti di terzaroli, può andare? Quanto ha proposto Giancarlo, cioè la soluzione dei due trevi imbrogliati ci avevo pensato pure io è come soluzione non é da escludere.
Allegato 190776Allegato 190777 |
Caro Scorpion, mi dispiace deluderti, ma non si terzaruola così...
Quando si danno le mani di terzaruolo, la vela viene chiusa su tutta la larghezza e mantenuta chiusa dai matafioni. Come hai fatto tu, tecnicamente, quella vela se prendesse il vento, sarebbe ingovernabile. Anche devi rivedere quel "risvolto" della vela maestra: tutto viene raccolto verso poppa. |
Grazie Killik, allora provvederò a imbrogliare i trevi nel modo corretto.
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Nella mia ignoranza ho cercato di copiare questo trevo. Mi è uscita quella piega che effettivamente non ha senso.
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Ok, quello nella foto non è sbagliato. Devi provare, sono sicuro che riuscirai.
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Seguendo il consiglio di Giancarlo ho provveduto ad ammainare pure la vela inferiore del trinchetto. Ecco le foto:
Allegato 190832Allegato 190833 |
ciao scorpion, anche quello è un modo di navigare, non sempre si trova forza nel vento a livello del mare, mentre a 20 o 30 metri più in alto già si sentono delle brezze sufficienti a toglierci dall'immobilità, oppure si sta sventando qualche vela per diminuire l'andatura ed andare ad un atterraggio in qualche cala magari per un acquata. per quanto riguarda i terzaroli, (una, due o tre mani ), le riconosci dalle file dei matafioni che sono posti in alto sulle vele, per cui se vogliamo prendere una mano di terzaroli non facciamo altro che imbrogliare la vela per l'altezza della prima fila di matafioni che vengono legati sul pennone. la parte bassa deve sempre essere libera per poter manovrare le scotte, le mura, i caricascotte, i caricabasso o le boline. nel tuo caso bastava mettere in forza i caricabasso e la vela non toccava più lo straglio. comunque anche così hai risolto egregiamente. devo dire che la perla era una nave che non mi piaceva molto, ma tu mi hai dato la possibilità di ricredermi, buon lavoro.
kair. |
Grazie per la spiegazione tecnica, torna molto utile a chi vuole realizzare un modello di nave a vera verosimile. Io credevo nella mia ignoranza che la superficie velica si potesse ridurre con i carica bassi, carica boline, invece la cosa è diversa. Ci sono diverse epoche e diverse marinerie per cui la confusione tra i neofiti come me regna. Ricordo anche la presenza del paranco del terzaruolo credo intervenuto successivamente al XVIII secolo. Comunque la soluzione adottata ai trevi mi soddisfa, per cui vado avanti con le ultime 3 vele: 2 fiocchi e la vela bassa di strallo.
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ciao angelo, i caricabassi aiutano molto le manovre in special modo per alleggerire lo sforzo che gli uomini ai pennoni dovevano fare con le braccia per sollevare la vela, molto ridotto così dalla squadra in coperta. roberto.
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