Di cose giuste ne dite tante ed altre cose sono discutibili ma con un senso comunque logico, per cui non faccio commenti sulle vostre opinioni, che essendo tali rispetto in modo assoluto.
E' pur vero che ognuno ha delle preferenze in base anche alla propria età anagrafica: quando ero ragazzino o poco più negli anni '70 due erano le mie passioni, la F1 e la musica. Oggi come tutti i vecchietti sono convinto che la F1 e la musica di quegli anni era più divertente rispetto a quella attuale. Tutto vero però è anche una questione di sentimento, nostalgia o che dir si voglia.
La cosa che rimpiango maggiormente e di cui tutto sommato all'epoca non mi rendevo nemmeno conto, è che c'era più fantasia nella costruzione delle auto e la guida dei piloti era diversa a seconda del loro stile e della messa a punto dei mezzi. Il margine di errore era più alto nell'arco di una gara e anche un doppiaggio andato male poteva cambiare di molto l'esito di una gara. Ancora oggi mi capita di vedere vecchi filmati in cui si notava che un pilota impostava la curva in modo diverso da un altro, le macchine erano sempre al limite come quelle di oggi, però all'epoca lo percepivi anche visivamente. Ho visto recentemente due dvd delle gare svolte al Nurburgring nel 73 e nel 75 e in quanto a sorpassi e colpi di scena ce ne furono molto pochi (nel 73 quasi zero), però vedere i passaggi delle macchine in certi punti della pista ti fa venire i brividi o sentire il rumore diverso delle cambiate all'entrata in curva tra le Ferrari le Tyrrell le Brabham ecc.
A Monza nel '76 rimasi impressionato da come scodavano le Tyrrell a sei ruote all'uscita della parabolica o come Laffite entrava in curva al mattino nel warm up sotto l'acqua, dai e dai finchè non si è girato. Recentemente mi è capitato di rivedere la registrazione televisiva e l'impressione che avevo allora era reale eccome.
Quanto poi al capitolo sorpassi, quello è senza dubbio una cosa che manca, le stesse gare di moto da quando l'elettronica consente di aprire la manetta senza problemi ci sta negando questo gusto di vedere un pilota sopravanzarne un altro e viceversa. Ma anche allora quando i piloti non riuscivano a compiere la manovra si aveva sempre l'impressione che ciò potesse accadere da un momento all'altro e questo creava interesse e tensione; oggi un pilota ne raggiunge un altro a colpi di due tre secondi al giro in meno e poi.... si accoda con buona pace di tutti.
Di una cosa sono però sicuro: il valore dei piloti è alto oggi come quello di allora, la passione che muove questi ragazzi è la stessa che animava i cuori degli Ascari, Moss, Clark, Peterson ecc. Se oggi giorno ci fosse un maggiore pericolo nelle corse automobilistiche, ci sarebbe esattamente lo stesso numero di aspiranti piloti.
Si può dire quello che si vuole su Shumacher, ma non che non abbia la passione per le corse.
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