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[AUTO] Fujimi Ferrari 330 P4+Tk HRM+Tk Renaissance
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Apro questa Nuova Discussione per una vettura che recentemente ha avuto un “revival” con belle realizzazioni, in 1:24, da parte di Alucard, alexcaso e jimmy67, anche se non va dimenticata l’eccellente realizzazione di alcuni anni addietro di pillos (kit Heller). Oltre alla bellezza delle linee di questa vetture sfortunata (la sua vita fu brevissima a causa delle rivoluzioni regolamentari) sono legato ad essa dal ricordo di quando la vidi correre dal vivo nel lontanissimo 25 aprile del 1967 alla 1000 km di Monza (si gareggiava sul circuito completo da 10,100 km comprendente anche le curve sopraelevate !!); per di più avevo il pass per i box quindi ho potuto ammirarla da vicino. Considerato che personalmente reputo questa vettura la più bella Ferrari di sempre, mi sarebbe piaciuto realizzarne un modello abbastanza completo. Ho scartato l’ipotesi MFH sia 1:12 (troppo costoso e scala a me desueta) che 1:24 (irreperibile) soprattutto per le mie dubbie capacità di realizzarli in modo decente. Disponevo di tre kit: due Fujimi, uno acquistato nei primi anni ‘90 (con la tabella n°21 di LeMans ‘67 e fotoincisioni minime) e l’altro tre anni fa (sono un po’ maldestro …..meglio cautelarsi) con la tabella n°26 di Daytona ‘67, che poi sarebbe in realtà una 412P, e con un set di fotoincisioni della KA), oltre ad un Heller acquistato ben prima, credo alla metà degli anni ‘70. Confrontando fra loro i kit Heller e Fujimi, a mio giudizio, quest’ultimo presenta le linee migliori e globalmente è più fedele all’originale: certo non mancano i difetti, alcuni madornali. Ne cito solo alcuni: completamente errato il cruscotto e la consolle strumenti, prese d’aria laterali troppo corte (danno aria all’abitacolo ...), la presenza “fantasiosa” di un traversino verticale nel pannello di scarico posteriore, linee di rivetti che a metà spariscono e poi riprendono. E poi assenza totale di motore, trasmissione e con sospensioni posteriori addirittura “labili”. Da ultimo la realizzazione: vergognosa! Deformazioni macroscopiche della carrozzeria dovuta a ritiri termici differenziati, specialmente nel kit più recente che nel pianale presenta una torsione di almeno 5 mm: per fortuna disponevo di due kit! |
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Anche l’Heller ha le sue “sviste”: a parte il piano del cruscotto corretto, il resto dell’abitacolo è del tutto fantasioso, dalla consolle comandi ai sedili e alla paratia tagliafuoco in cui manca completamente il finestrino; ….. ma l’Heller ha il motore!! (non proprio corretto) Di base quindi utilizzerò il kit Fujimi più “anziano” per realizzare la vettura n°21 che corse a LeMans nel 1967 con Scarfiotti-Parkes giungendo 2° assoluta e 1° nella categoria Prototipi fino a 5000 cc. Questo è composto da 84 pezzi in resina, raccolti in 8 bustine, realizzati in modo splendido: dettagli ben fatti (i 12 tromboncini di aspirazione hanno i bordi taglienti!) che consentono di assemblare il motore, la trasmissione, le sospensioni posteriori oltre a serbatoi, pompe, alternatore, spinterogeni, bobine …Allegato 406249 Per poterlo migliorare ed arricchire, approfittando di un amico che per un periodo di tempo ha soggiornato negli USA, mi sono procurato il transkit di HRM (oltre a quelli per la 917K e la GT40). Sono anche previste due alette per prolungare le pareti interne delle prese d’aria a lato delle portiere per ovviare a quelle troppo corte del kit. Ho poi deciso di acquistare anche il transkit di Renaissance con il cruscotto corretto, la paratia tagliafuoco e il “divanetto sedili’, il tutto i resina: vi sono poi delle fotoincisioni con un bellissimo kit per il radiatore acqua anteriore. Infine le fotoincisioni di ST27 con le cornici per i finestrini laterali. Allegato 406250 Tutto questa abbondanza DOVREBBE consentire di realizzare un bel modello ma, come in tutti i processi, la bontà del risultato finale è condizionata dalle capacità dal componente meno prestazionale: in questo caso quel componente ….. sono io, anche per questioni anagrafiche. Cercherò di fare del mio meglio. E allora perché fare il Topic? Non certo per dimostrare mie abilità particolari, che non posseggo essendo un pasticcione, bensì per mostrare come le potenzialità offerte da buoni transkit, in particolare quello di HRM, possano consentire di realizzare un modello ben dettagliato partendo da una base veramente “povera”. |
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1000 km di Monza 1967, ultima corsa vinta, dal mai abbastanza ricordato Lorenzo Bandini.
Il 10 maggio nel 55° della sua morte sono andato a trovarlo, e ho avuto la fortuna di incontrare e scambiare qualche parola con la signora Margherita. Scusa la divagazione, ma non ho resistitoAllegato 406251 Inviato con il mio LG-M700 - Scarica l‘app del Forum di Modellismo.net |
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Le istruzioni per il montaggio del transkit di HRM sono veramente “minimaliste”: uno schizzo a mano poco leggibile e le fasi di montaggio in forma descrittiva, per di più utilizzando per i vari pezzi terminologie differenti rispetto a quelle proposte nell’elenco dei vari componenti (per di più in inglese ...).
Allegato 406252 Allegato 406253 Allegato 406254 In rete ho trovato poche realizzazioni con il transkit HRM e solo una illustra un modello finito: la realizzazione è solo parziale e mi pare un po’ povera. Inoltre vi sono altre due discussioni che però si arrestano nel bel mezzo dell’opera: http://www.automotiveforums.com/vbulletin/showthread.php?t=1027660 Un aiuto spero mi possa venire dalle istruzioni, trovate in rete, per analoga vettura relative ai kit di MFH sia in 1:24 che in 1:12. Certo che solo ora realizzo che con un motore 12 cilindri con doppia accensione, iniezione, quattro bobine e due spinterogeni, volendo fare un po’ di cablaggio ci sarà da inserire come minimo …….. 40 cavi! Ma ci potranno stare tutti? Speriamo bene. E dopo questa sbrodolato......al lavoro! |
Non devi scusarti: grazie per averlo ricordato.
Pilota da ammirare perchè, come Alboreto, si era fatto dal nulla. Sempre schivo e modesto ma dal piede pesante |
Ti seguo molto volentieri anch’io ho in programma di farla
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Era da tanto che attendevo l'apertura di questo lavoro da parte tua caro Maurizio. Mi metto comodo e seguirò molto volentieri ogni tuo avanzamento. Hai le conoscenze e competenze per sfornare un'ottima 330. Avanti Tutta [emoji6][emoji6][emoji6]
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Grazie Arturo.
Sono le abilità che difettano .... |
Grazie Arturo.
Conoscenze? Competenze ? Sono le abilità che difettano !! |
seguo con immenso piacere quello che stai per fare, una bella preparazione di materiale ed in oltre grande competenza.:bohk7ar:
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Calma ....... calma.....non esageriamo con troppe aspettative
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Dopo il consueto lavoro di lavaggio in acqua tiepida, con detersivo piatti ed aceto, ho asciugato la carrozzeria e l’ho ripassato tutta con il buffer di spugna di Ultimate Products cercando di evitare le linee con i rivetti in rilievo. Come già detto queste presentano purtroppo diverse lacune.
I bordi inferiori della carrozzeria, nella zona dove si attaccano i pannelli sottoporta: sembravano una pista da ottovolante: ingobbamenti trasversali vistosi. C’è voluto del lungo lavoro con il phon (con mio gran timore perché era la prima volta che l’impiegavo) e la pressione tra due righelli metallici per renderli decentemente rettilinei. Di stuccature fortunatamente poche, limitate al lato destro del musetto anteriore, nella zona del faro: è bastata una goccia di sprue liquida e una carteggiata per risolvere.. Dopo aver ripassato con lo scriber le linee dei pannelli ho iniziato il lavoro di affinatura. |
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Per prima cosa ho aperto le due prese d’aria piccole sul muso: è stato un lavoraccio, non solo perché minuscole e in posizione delicata, proprio sulla punta del muso, ma anche perché nel retro c’è una nervatura spessa circa 5 mm
Allegato 406464 Ho praticato dei fori da 0,3 mm in corrispondenza ai punti in cui andranno posizionati i particolari fotoincisi (rivetti, agganci, levette di chiusura) oltre a quelli all’interno degli alloggiamento delle luci: sono più di 30 Allegato 406465 Con abrasiva 600 e, parzialmente, con il Proxxon ho provveduto ad assottigliare i bordi interni dei parafanghi lungo i passaruota perché erano veramente molto spessi., specie nella parte inferiore, Allegato 406466 |
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Mi sono dedicato poi alla pulizia delle varie feritoie di espulsione aria nei sottoporta e nel codone.
Ho incollato la parte inferiore del frontale (nessun problema) e le due alette posteriori, poste sotto le griglie, che chiudono posteriormente i passaruota. In questo caso il lavoro è stato un po’ più impegnativo perché sono incollate “di testa” quindi ci vuole attenzione e pazienza. Per facilitare il posizionamento ho utilizzato una strip di plasticard, fissata con colla bianca, per sostenere il pezzo fino a presa: infine una buona dose di sprue liquida ha consentito di uniformare le superfici. Allegato 406470 Sul retro ho eliminato il “fantasioso” traversino verticale sopra il pannello degli scarichi; quest’ultimo poi è stato eliminato per essere sostituito con quello di HRM Allegato 406471 Allegato 406472 Per questa volta è tutto...... |
seguo con molto interesse, mi piace molto come lavori
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Ottimo incipit Maurizio ma da Te c'era da aspettarselo, se posso darti un consiglio inizia già da ora a prendere le misure per la correzione del parabrezza, sulla mia c'era un fuori squadro di quasi 2 millimetri ma magari sul tuo kit calza alla perfezione.
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Grazie Arturo, provvederò senz'altro. Spero di non avere problemi essendo il mio kit della prima generazione, anche perchè sudo già al pensiero di dover utilizzare il phon.
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Quote:
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Piccoli avanzamenti.
Per poter inserire la paratia tagliafuoco di HRM ho dovuto tagliare le due appendici laterali nella parte posteriore della vasca abitacolo, inoltre si deve eliminare il pannello con l’alettatura posto tra i due longheroni longitudinali: il motore da inserire presenta nella parte inferiore la coppa dell’olio già con alettatura di raffreddamento. Allegato 406591 Allegato 406592 Allegato 406593 |
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Per capire come posizionare correttamente il nuovo pannello degli scarichi di HRM, dopo aver opportunamente adattato la traversa porta batteria originale, ho fatto una prova di montaggio col motore in posizione; su quest’ultimo ho già incollato i coperchi delle cammes sulle testate.
Come si vede tra il nuovo pannello e la battuta sulla traversa posteriore rimane uno spazio che dovrà essere eliminato piegando verso l’alto i due longheroni longitudinali del telaio (altro phon ....???) Allegato 406594 Infine nel posteriore del coperchio motore ho aperto le due piccole feritoie poste lateralmente, sopra i gruppi ottici, in cui andranno inserite delle griglie fotoincise. Allegato 406595 Per ora è tutto |
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Piccolo avanzamento.
Lo scivolo anteriore di uscita dell’aria presentava una vistosa lacuna sui bordi laterali in prossimità del parabrezza ed ha richiesto un generoso impiego di sprue liquida. Ho poi verificato la presenza del problema, segnalato da Alucard e da altri, dell’accoppiamento tra cornice e parabrezza che pare essere troppo svasato. Ho provato a controllare con sufficiente attenzione ma, nel mio caso, ho verificato solo una lacuna nella parte anteriore che ho provveduto a colmare con un po’ di plasticard. Spero di essere stato accurato nella verifica e di non avere un’amara sorpresa più avanti perché l’utilizzo del phon sul vetro mi creerebbe ancora maggior ansia. Allegato 406741 |
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E’ il giunto il momento di tagliare la carrozzeria per separare il cofano motore. Ho ripassato più volte con uno scriber da 0,15 mm la linea del pannello e infine ho utilizzato una lama fotoincisa da 0,3 mm.
Ho avuto qualche difficoltà in corrispondenza degli sfiati aria dell’abitacolo perché non erano perfettamente allineati con la linea del pannello e alle estremità laterali per la presenza di piccoli setti per la battuta della paratia, ma il risultato finale mi pare buono. Infine ho aperto le feritoie degli sfoghi aria abitacolo e eliminato i due cornetti che rappresentavano le cerniere del cofano (forse potevo anche tenerli ….) Allegato 406743 |
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Ho messo mano alle prese d’aria ai lati delle portiere che, come detto, non sono complete: il traskit di HRM fornisce due prolungamenti (distinti tra dx e sx) da applicare alla parete interna della presa d’aria. Il collegamento avviene “di testa” quindi non è stato facile farle combaciare, inoltre ho dovuto usare una buona dose di sprue liquida per pareggiare le superfici.
Questo mi ha poi costretto a carteggiare all’interno della presa d’aria e, poiché la posizione non è facilmente raggiungibile, ciò ha richiesto un mare di pazienza e attenzione per non rovinare il labbro esterno. Allegato 406744 Allegato 406745 |
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Dopo dubbi e incertezze ho deciso di azzardare: apro la portiera lato pilota !.
Perché dettagliare l’interno se poi poco di questo risulta visibile? Sono convinto che aprendo la portiera non otterrò un gran risultato dal punto di vista estetico trattandosi di un modello curbside ma almeno voglio provare, per quanto mi è possibile. Poiché la cornice del finestrino della portiera ha spessori veramente esigui, in entrambi i piani, nel timore di spezzarla maneggiandola, ho incollato al suo interno una strip di plasticard da 0,25x0,25 mm che ho prolungato oltre il bordo della portiera per darle un po’ di rigidità trasversale. Allegato 406746 |
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Il primo problema da risolvere è stato quello della modalità di movimento della portiera
Ho scartato la soluzione più corretta ed elegante della cerniera (graffette, perni in sede cilindrica ….) perché da me non realizzabile data anche la forma complessa della portiera nella zona dove avrei dovuto inserire la cerniera: per di più la portiera si apre verso l’alto, con movimento “a farfalla”. Ho preso in considerazione la soluzione proposta da decals , filologicamente corretta trattandosi di modelli statici, di fissare la portiera in posizione aperta con l’inserimento di un cuneo di plasticard, ma così avrei rovinato la bellezza delle linee della P4. Allora ho optato per la soluzione più banale: rendere la portiera semplicemente asportabile. So che è brutale e poco elegante ma è meglio di niente. Il taglio non è stato semplice data la forma del pannello con una curva stretta, in più vi è stata la complicazione dovuta ad una forte variabilità dello spessore del polistirene che, proprio nella zona critica, è più che doppio rispetto a quello degli altri tratti. Per sicurezza ho inserito poi una barretta di plasticard che collega i bordi inferiori onde evitare rotture nel maneggiare il pezzo. Allegato 406747 Per ora è tutto |
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Rimaneva da definire la modalità di aggancio del cofano motore.
Ho pensato di utilizzare la cerniera prevista nel modello dalla Heller oppure di ricorrere a una cerniere di ottone di quelle che credo vengano utilizzate nei modelli dei velieri per i portelloni delle bocche da fuoco. Allegato 406864 Purtroppo nel kit della Heller la paratia tagliafuoco non arriva al tettuccio dell’abitacolo e non prevede il finestrino: per utilizzare questa cerniera sul Fujimi avrei dovuto tagliare l’arco sottotetto e il vetro del finestrino per creare le due scanalature in cui avrebbero dovuto passare i ganci. Non mi sono fidato: il timore di trovarmi con il vetro crepato o addirittura spezzato è stato troppo grande. Allegato 406865 |
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Ho provato con la cerniera di ottone ma la mancanza di un minimo di braccio faceva si che nella rotazione per l’apertura il bordo del cofano cozzasse contro quello dell’abitacolo e quindi la cerniera si staccava. Ho fatto invano vari tentativi e poi mi sono arreso.
Userò quella più banale. Ho incollato al centro del tettuccio dell’abitacolo una piattina di plasticard in cui ho praticato una sottile fessura e sul tetto del cofano motore ho inserito una lamella metallica ricavata da una striscia di fotoincisione: questo dovrebbe almeno evitare lo “scarrocciamento” del cofano motore Allegato 406866 |
Un’illuminazione notturna da insonnia mi ha suggerito, tardivamente, che avrei potuto utilizzare dell’acetato per sostituire il vetro della paratia tagliafuoco! sarei riuscito a tagliare le due fessure e, forse, utilizzare la cerniera dell’Heller ….. peccato!
Da ciò si evince che non so programmare adeguatamente gli interventi da fare ! |
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Dopo aver creato, con una strip di plasticard, un minimo di battuta all’interno della portiera asportata, ho incollato i due cassoni posteriori che simulano i portabagagli.
Se non ricordo male l’allegato J del regolamento sportivo FIA allora in vigore prevedeva che le vetture sport dovessero avere un volume minimo destinato a questo scopo. Con l’introduzione della classe prototipi questo vincolo venne poi tolto. Poiché il codone ha forma bombata e i cassoni sono invece tagliati dritti, rimaneva uno spazio vuoto notevole. Nel kit originale questo non si vede perché il cofano motore non si apre, ma nel caso di cofano apribile questo vuoto mi è sembrato fastidioso Allegato 406868 Ho sigillato il tutto ricorrendo a strips di plasticard e abbondante sprue liquida. |
ottimo lavoro molto preciso, bella macchina la 330 p4:Ok:
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Seguo da appassionato e in religioso silenzio Maurizio. Vedo ottime modifiche ed un mare di lavoro all'orizzonte. Con i pezzi e modifiche che stai facendo ne uscivano 3 di Ferrari e conoscendo bene questo kit son curioso di quello che tirerai fuori [emoji123][emoji123][emoji123]
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Grazie, ma come avete visto, parto con grandi idee ma poi, stante le capacità limitate mi riduco a risolvere in modo banale.
Ma di lavoro ce n'è ancora un mare, e l'artrosi cervicale si farà inevitabilmente sentire. |
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Ho cominciato a lavorare sull’interno dell’abitacolo.
La paratia tagliafuoco originale va sostituita con quella di HRM che, posteriormente, prevede gli attacchi per il motore, le sospensioni e accessori vari. Per adattare il divanetto sedili del kit ho dovuto chiudere gli spazi vuoti con del plasticard Allegato 406950 Ho poi cercato di migliorare il telaio monoscocca: ho chiuso lo spazio vuoto davanti alla pedalierae e integrato con delle nervature il pianale. Ho sostituito il montante che parte dal centro dei sedili e “va in cielo” con uno con pendenza minore ed un traversino. Infine ho chiuso lo spazio vuoto tra le due nervature trasversali laterali, perché risulterebbe visibile a portiera asportata Allegato 406951 Allegato 406952 |
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Ho applicato le fotoincisioni di Renaissance, con la rivettatura, sulle battute delle portiere (dopo averne asportato una porzione destinata alla corrispondente paratia da me non utilizzata) e quelle relative ai fianchetti laterali interni opportunamente sagomate
Allegato 406953 Qui il confronto tra il kit Fujimi e quello Heller: la differenza è notevole ed a favore del primo kit Allegato 406954 Ho ripetuto la prova di inserimento motore, su cui ho già montato i coperchi valvole e la scatola comando del cambio, nel telaio posteriore e nella paratia: ho recuperato dai miei avanzi un motorino di avviamento che, stranamente, il transkit di HRM non prevede, sperando che poi non interferisca con i telaietti laterali al motore. Allegato 406956 Allegato 406957 Per ora è tutto |
stai procedendo alla grande mi piace tutto.:bohk7ar:
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Grande Maurizio le modifiche parlano da sole!:bohk7ar:
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Minuscolo avanzamento.
Tutta la giornata è stata dedicata ad affrontato la pericolosa (per me almeno) operazione di piegatura del telaio posteriore. Ho utilizzato il phon per scaldare la zona di attacco dei longheroni dopo aver protetto le zone circostanti con abbondante nastro adesivo. Come primo riferimento, so che la cosa è insensata ma mi dava una certa relativa tranquillità, ho utilizzato l’inclinazione dell’analogo elemento del kit di Heller ! Dopo non pochi timori di spezzare i longheroni sono riuscito ad ottenere un risultato che spero sia accettabile. Allegato 407033 Ho assemblato provvisoriamente telaio e carrozzeria e PARE che il cofano motore chiuda sul pannello degli scarichi. Solo alla fine saprò se è vero! Curiosità: nelle istruzioni di HRM a tal proposito si dice testualmente: “Probabilmente in seguito saranno necessarie alcune regolazioni per far sì che il coperchio del motore si adatti correttamente” ??? Quando “in seguito"? Con sospensioni, motore e relativo coperchio installati io dovrei scaldare quella parte del telaio e fare piccoli aggiustamenti ?? Ma è una follia !! Forse mi sono cacciato in un gran guaio …. Per oggi ho sudato abbastanza per la tensione. |
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Altri lavori nell’abitacolo.
Ho forato il bocchettone dell’aria nella consolle dei comandi e liberato le aperture dei pannelli portiera. Nel kit questi pannelli non sono incollati alle portiere ma sono fissati alla paratia tagliafuoco e alla nervatura trasversale anteriore dell’abitacolo. Avendo deciso di rendere apribile la portiera lato guida, il relativo pannello andrà invece incollato sulla stessa: per poterla estrarre ho dovuto quindi sagomare opportunamente il pannello asportandone delle porzioni. Allegato 407190 Mi sono accorto solo ora che l’imbottitura dei sedili è sbagliata e quella corretta, disposta verticalmente, è quella del “divanetto” previsto dal transkit di Renaissance. Ho quindi dovuto adattarlo con strisce di plasticard e forarlo sul retro per poter utilizzare la paratia di HRM che prevede l’alloggiamento per il perno del motore. Ho anche deciso di correggere la monoscocca appena dietro le ruote anteriori in corrispondenza al raccordo tra parte anteriore stretta e quella centrale larga: nel kit in quella zona è previsto un setto scalinato trasversale mentre nella realtà vi è un raccordo svasato. Ho provveduto a realizzarlo con del plasticard da 0,25 mm. Non sarà correttissimo ma sicuramente un po’ più credibile. Allegato 407191 Ho praticato i fori per l’ingresso dei condotti di aerazione nell’abitacolo e poi ho voluto provare ad utilizzare i rivetti decals di Archer per creare l’irrigidimento dell’elemento appena aggiunto. L’applicazione è risultata semplice (si trova un video esplicativo su youtube) ma si deve prestare attenzione a non esagerare con l’utilizzo finale del Micro Sol perché la pellicola tende a snervarsi. Allegato 407192 Mi sono poi sbizzarrito a realizzare un po’ del telaio tubolare posto davanti al motore perché la paratia tagliafuoco mi sembrava molto spoglia: non è sicuramente a regola d’arte ma perlomeno è credibile. Allegato 407193 |
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Ho montato i cornetti di aspirazione nel relativo cassonetto: sono 12 “perle” in resina realizzate magnificamente. Ho poi proceduto a fare 12+12 fori da 0,3 mm per i cavi candela e altri 12 per l’alimentazione dell’iniezione (chissà se riuscirò a montarli ?).
Sono stato molto indeciso su come orientarli: le istruzioni relative al modello 1:12 di MFH ( e credo anche il libro su questa vettura da loro pubblicato) le indica ruotate verso il posteriore e non molto hanno chiarito le immagini dell’unica vetture dichiarata come originale. Alla fine ho optato per questa soluzione anche se dubito molto che nel 1967 si adottasse questa soluzione dalla funzione per me incomprensibile Allegato 407198 E’ giunto il momento del primer: ho utilizzato il Mr Finishing Surfacer 1500 grigio Allegato 407199 Allegato 407200 Allegato 407201 Poiché il divanetto dei sedili presenta delle scanalature molto profonde ho pensato che avrei avuto difficoltà ad alleggerire il panel line se applicato dopo la verniciatura: pertanto ho rovesciato la successione è l’ho applicato prima della verniciatura Allegato 407202 Ho verniciato la vasca abitacolo con Alclad Aluminium ed ho ripassato con Zero Paints Semi Gloss Black gli elementi principali del telaio sul pianale: userò lo stesso colore per tutti gli altri elementi del telaio tubolare. Ed eccoci alla scelta del rosso. Ci sono state interpretazioni differenti sul “vero” rosso delle Ferrari di quegli anni. Alucard, in base a conoscenze personali, dice che è lo stesso rosso che l’Autodelta utilizzava per le Alfa. Personalmente nutro dubbi al riguardo perché tra Enzo Ferrari e Carlo Chiti non correva buon sangue dopo che quest’ultimo, progettista di successo per la Ferrari (basti ricordare la 250 GTO), se ne era andato e aveva fondato la ATS per fare concorrenza alla Ferrari. Fallito questo tentativo era poi passato a dirigere la neonata Autodelta che avrebbe ottenuto grandi successi con le Alfa 33 e combattuto proprio contro le Ferrari. Ho deciso che il rosso che utilizzerò sarà ottenuto con colori Zero Paints: 80% di Rosso Ferrari F1 ‘70-’80 + 20% di Rosso Alfa. Per il vinile nero del divanetto ho utilizzato lo stesso Semi Gloss Black Allegato 407203 Ho integrato il telaio all’interno dell’abitacolo con i soli elementi nell’asse longitudinale dopo aver tolto il precedente elemento trasversale che interferiva con la pedaliera Allegato 407204 Adesso devo prendermi una pausa ...... |
Stai facendo un gran bel lavoro Paolo, sono davvero curioso di vedere il risultato finale della portiera che hai aperta. Sei ad un livello di dettaglio che porta con sé molti rischi ma sono convinto che ne uscirai alla grande [emoji847][emoji847][emoji847]
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