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Jaguar E-Type (1963) 1/8 scale DeA
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In attesa degli ultimi 5 fascicoli della ferrari T4 ho preso in mano questo kit, trattasi della Jaguar E Type coupè prima serie del 1963.
La E-Type fu una vettura rivoluzionaria per la progettazione, le caratteristiche di guida e l'estetica, era in anticipo sui tempi. La vettura fu rivoluzionaria per la Jaguar perché abbandonava il classico telaio a longheroni e traverse delle precedenti vetture serie XK per una più moderna soluzione monoscocca con telaietto anteriore supplementare. Montava un motore Jaguar 6 cilindri in linea serie XK da 3.800 cm³ derivato da quello della xk150, alimentato da tre carburatori SU HD8 e con una potenza di 265 CV, abbinato ad un cambio meccanico a quattro marce MOSS, con prima non sincronizzata. Le sospensioni erano molto avanzate, al retrotreno fu adottata una sospensione a ruote indipendenti al posto del tradizionale schema a ponte rigido mentre all'avantreno si optò per doppi quadrilateri con barre di torsione. Con quest'auto la Jaguar anticipò tutti i costruttori di auto sportive e adottò per prima i freni a disco sulle 4 ruote servoassistiti Dunlop, già sperimentati in gara alla 24 ore di le mans con la D-Type. I cerchi di serie erano a raggi grigi fissati con un gallettone. La linea fu un capolavoro di Malcom Sayer e di Sir William Lyons, ricca di curve così aggraziate ma allo stesso tempo muscolose e aggressive fu definita "La più bella del mondo" da Enzo Ferrari. Il lungo cofano anteriore includeva i parafanghi, per accedere al motore infatti l'intera parte anteriore si ribaltava in avanti. Due serie di prese d'aria nella parte alta aiutavano il raffreddamento del 6 cilindri in linea e un rigonfiamento ne ricordava la presenza a chiunque guardasse la vettura. I fari erano carenati e le luci di posizione erano poste sopra i sottili paraurti cromati. Due rostri cromati affiancavano la "bocca" anteriore ovale ed erano collegati da un listello sempre cromato che sosteneva il piccolo logo circolare Jaguar. Le portiere erano lunghe rispetto all'abitacolo raccolto e dotato di parabrezza panoramico, dotato di 3 tergicristalli separati. I fanalini posteriori piccoli e sottili erano posti sopra il paraurti posteriore. I due tubi di scarico uscivano sotto la targa. La coupé era dotata di un portellone incernierato a sinistra, indipendentemente dal lato su cui si trova il volante. Fonte Wikipedia |
Bellissima.Qualcuno però diceva, se non sbaglio, che la tenuta di strada non era un capolavoro...
solo dettaglio o cambi colore? |
Ero titubante se farla nera, ma ne ho già tre modelli neri non vorrei essere ripetitivo. Verde è il suo colore, quindi dettaglio e personalizzazione degli interni, un lavoro stile mustang.
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Lo so, non è proprio proprio una E, però il colore [emoji7]Allegato 331362Allegato 331363
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Io sono al numero 15....già le idee chiare di farla una versione da Goodwood festival of speed. Prevede cambio colore e impostazione corsaiola.
Sto prendendo già degli extra per farla più cattivella. Comunque ti seguo a ruota Luca. |
Da ragazzino vedevo quella (usata già allora..) del figlio del panettiere.Era una cabrio color verde chiaro metallizzato che non trovo in rete.
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..a dire il vero l'auto era già vecchia allora.Successivamente il pargolo non fu noto per lavori limpidi...
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Il british racing green è assolutamente il suo..... :)
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Se posso fare il saccente, dichiaro a gran voce che la più bella Jaguar E è la famosa "E Type Lindner Nocker Low Drag Lightweight", macchina che io amo moltissimo e tra l'altro ha una storia affascinante.
Dopo l'incendio che nel 1957 distrusse la fabbrica della Jaguar, la casa cessò l'attività agonistica ufficiale. Soltanto dopo la presentazione della E Type, a seguito delle pressanti richieste di alcuni facoltosi clienti, la Jaguar costruì un prototipo di E Type con telaio alleggerito e pannelli della carrozzeria in alluminio. Dopo il primo esemplare ne vennero costruiti altri, in totale una dozzina. Nelle mani dei migliori piloti inglesi, tra cui Graham Hill (il papà di Damon), la macchina dimostrò le sue qualità riuscendo a combattere ad armi pari con la Ferrari 250 GTO. Una delle Lightweight fu acquistata da Peter Lindner, importatore tedesco della Jaguar, che in coppia con il pilota Peter Nocker ottenne qualche buon piazzamento nel 1963. Alla fine della stagione la macchina fu riportata in fabbrica, dove furono radicalmente trasformati il frontale e la coda per migliorare l'aerodinamica. Linder e Nocker parteciparono alla 24 ore di Le Mans del 1964, dove però ci fu un problema di surriscaldamento che ne causò il ritiro. Poche settimane dopo, sul circuito di Monthlery, la tragedia: Lindner uscì di strada rovinosamente. Non indossava le cinture di sicurezza, fu sbalzato fuori dall'auto e non sopravvisse. Il coupe', ridotto ad un rottame, rimase abbandonato per quasi 50 anni, finché fu sottoposto ad un restauro conservativo. Dopo 7000 ore di lavoro gli abili meccanici e carrozzieri inglesi sono riusciti a recuperare il 90 per cento delle parti originali e la vettura è ritornata al suo splendore originale. Inviato con il mio SM-T280 - Scarica l‘app del Forum di Modellismo.net |
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Seguo il wip volentieri. Inviato con il mio SM-A320FL - Scarica l‘app del Forum di Modellismo.net |
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