Di kit in 1/43 non ne vedo molti sul forum e visto che a Novegro mi è arrivato un modello a cui tenevo molto ho deciso di presentarvelo.
L'auto riprodotta è la Porsche 917K in livrea "Martini", la scocca è bianca (al contrario della solita livrea argento che allora rivestiva le macchine con quello sponsor, pare dico pare

che la livrea bianca fosse stata una trovata per risparmiare un po' di peso

), la casa produttrice è la ormai purtroppo scomparsa Paddock (
Paddock miniatures kits). La casa francese aveva al suo attivo anche una splendida Jaguar XJ13, prototipo creato apposta per correre a Le Mans e che non corse mai perchè andò distrutta in un incidente durante delle riprese pubblicitarie e l'altrettanto splendida Aston Martin DBR1/2 del '59 vincitrice al Nurburgring il kit era con il cofano apribile ed il motore completamente riprodotto, ovviamente Paddock ha prodotto altri kit per chi fosse incuriosito da questa casa può trovare ancora online il loro sito ma che non è più aggiornato dal 2006. Torniamo al kit oggetto della recensione.
La confezione è elegante, imbottita con gomma piuma nera (stile MFH e chi possiede anche un solo kit della casa giapponese sa cosa voglio dire) su cui la scocca in metallo del 917 spicca. La stessa si presenta già bene senza necessità di grandi lavori di pulizia e completamente priva di porosità. Le fotoincisioni sono oneste e rappresentano il telaio posteriore e altri dettagli. Le istruzioni cartacee sono essenziali ma dettagliate e dove non arriva la carta arriva l'informatica, quella specie di tessera blu, che si vede in basso a sinistra nella foto del kit, è un mini cd che contiene le istruzioni di montaggio passo a passo, nonchè una gallery di fotografie che illustrano le varie fasi dello stesso spiegando dove piegare, dove saldare per ottenere il miglior risultato possibile. L'unica versione realizzabile è quella in livrea bianca vincitrice della 24 ore del 1971 e nel foglio di decal troviamo solo il necessario per completare questa versione. Sul pianale troviamo riportati i tubi del telaio, un po' come il kit di Fujimi e proprio come quest'ultimo il motore non è dettagliato ma solo accennato. La cosa non comporta problemi in quanto il cofano posteriore non è apribile ma volendo per un modellista esperto (non io, of course

) si potrebbe intervenire e ricavare un kit superdettagliato se qualcuno se la sente di provarci un esemplare di questa vettura era disponibile sul sito di Grand Prix Model.
Prossimamente la recensione della Stratos 4 aperture, un confronto tra due 312 PB di razza uno italiano e uno straniero, la 037 con il cofano posteriore separabile. Il tutto ovviamente in scala 1/43