Originariamente inviata da maurillo67
(Messaggio 932154)
Lapo, mi ricollego a quanto hai scritto prima...non riesco a smettere di pensarci..e non so perchè...
Grazie di tutto, Marco.
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Non è facile, in una tragedia come quella di un giovane ragazzo che perde la vita, trarre degli spunti positivi oltre a quelli del dolore, dei rimpianti, dei 'se' e dei 'ma'.
I funerali di oggi sono stati l'epilogo di una cinque giorni tremenda. Un epilogo festoso nel dolore di un addio, con pianti ma anche con tanti sorrisi nel ricordo di un fuoriclasse della simpatia. Probabilmente lui avrebbe voluto così, e quel "Diobò, quanti siete!" sfoggiato su più striscioni è l'immaginario collettivo più bello di una filosofia di vita, sempre allegra e spensierata.
Grazie, Marco, per averci mostrato in tutta la sua umiltà e umanità la tua famiglia. Un babbo e una mamma come ne mancano nell'Italia di oggi, dove molti genitori pensano a sè stessi (e a separarsi) prima che ai figli. Una compostezza nel dolore quasi inumana, una disponibilità verso lo sciame mediatico che li ha colpiti degna di essere insegnata nelle scuole. Un padre per un momento dubbioso sulle sue qualità e sul suo operato ma cosciente di aver fatto il massimo per suo figlio. Capace, poco tempo dopo la morte, di pensare di donare gli organi. Una madre sorridente, con una naturalezza disarmante, pur nel dolore più profondo. "Non piangete per Marco, non avrebbe voluto". Cosa dire.
Grazie, Marco, per aver dato la prova di come lo Sport unisce, nella gioia e nel dolore. Le critiche di pochi giorni fa verso il mondo dei Social Network erano rivolte ai pochi che, in situazioni 'pesanti', cercano di approfittare del momento per notorietà. Ce ne sono, purtroppo. Ma mai avrei pensato di vedere così tanta gente affezionata a questo ragazzo. Gente appassionata di Sport, gente arrivata da tutta Italia fino ad immobilizzare un paese intero per rendere omaggio a questo capellone che elargiva spensieratezza solo con lo sguardo. Il suo segreto era quello, l'essere uno e unico in qualsiasi situazione. Senza maschere.
Grazie, Marco, per averci mostrato come sia possibile rimanere umili anche quando si diventa famosi. Come si possa rimanere bambini, con la voglia di dormire nel letto dei genitori e con i genitori, e permettersi giusto il lusso di avere accanto al letto la 250 iridata..Come, invece di sognare ville in paradisi naturali, sia ancora possibile scegliere di metter su casa accanto ai propri cari, e come sia possibile restare fedeli al proprio amore senza cedere al fascino delle donne facili del mondo dello show-business.
Grazie, Marco, perchè sei riuscito a fermare, per una volta, il rito dello spettacolo che deve continuare senza sosta, così come successo con Dan una settimana prima di te. Come, purtroppo, non è capitato un anno fa con Shoya. La morte fa parte del gioco, è sempre stato così, è così, sarà sempre così. Ma non si può sempre essere indifferenti e fare finta di niente. A volte bisogna fermarsi e riflettere. E grazie ai tuoi avversari, che ti hanno salutato come si deve. Grazie a chi con te ha lottato, e a chi con te ha anche litigato e, come Jorge, ha chiesto con infinita tenerezza il tuo perdono per screzi che sono il sale e il pepe nelle corse. Grazie a tutti i tuoi colleghi che hanno dimostrato anch'essi un'umanità che non conoscevamo, che ci hanno rivolto il loro lato vero, non quello protetto dalla visiera.
Grazie, Marco, per averci fatto sentire tutti un po' più Italiani oggi, più di chi dovrebbe farlo quotidianamente, con un addio così particolare da farlo sembrare un semplice arrivederci.
O, meglio, un normalissimo Ciao. Perchè Marco, da Valencia, sarà sempre insieme a tutti gli altri, a tutti noi.
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