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Le manovre per la cima dell'ancora
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Abbiamo avuto l'idea di autocostruirci tutti i ponti al chiuso del galeone elisabettiano e a parte l'impresa titanica, che però ci appassiona, già ci troviamo a scontrarci con i problemi di una struttura non di arsenale quale è quella degli incastri tra falsa-chiglia e ordinate. Avremmo dovuto far scendere gli alberi fin giù, facendoli sprofondare sotto al ponte di sottocoperta, ma invece per montare l'ordinata abbiamo lasciato una struttura a croce che serve da scassa per l'albero che si vede laddove si dovrebbe intravvedere l'albero. Una bella stonatura dirai tu, questi sono i compromessi del nostro primo modello, costruito per imparare le tecniche base, ma anche per imparare le tecniche di autocostruzione. Dopo questa lunga e noiosa premessa ecco la domanda: stiamo progettando il ponte di sottocoperta e per decidere dove mettere la cala della cima dell'ancora, il cabestano (argano) e quella struttura a forma di "H" a prua dove si serra la cima dell'ancora ci stiamo documentando. Abbiamo scoperto che la cima non girava attorno al cabestano ma veniva tirata da una cima con dei rigonfiamenti che girava tra il cabestano e una sorta di bitta a prua. La cala della cima dell'ancora stava a poppavia della struttura ad "H". Fin qui avremmo risolto dunque ... ma non proprio. Una nave ha genericamente 2 ancore e due aperture a prua per la loro cima e guardando il disegno che hai pubblicato le bitte per far funzionare l'issaggio della cima dovrebbro essere 2. 1°Domanda: come fare per essere precisi nella collocazione di queste bitte? Se non hai fonti possiamo comunque posizionarle secondo una logica approssimativa. 2°Domanda: molti si sono scandalizzati perché abbiamo posto il cabestano sotto la verticale del cassero, ma in molti galeoni stava proprio là. 3° domanda: Nella foto che ti mettiamo la cucina pare essere nei pressi della bocca della cala della cima dell'ancora, ma noi pensiamo che non fosse troppo sicuro mettere vicine le due cose. Speriamo di non aver esagerato con le domande, non c'è un premio, quindi non è necessario rispondere a tutte :winker: Ciao da MereAndry |
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Siamo compiaciuti per il senso di precisione con cui hai dato risposta alla nostra richiesta e pertanto alleghiamo le foto dei progetti della nave.
La tavola della sezione del galeone presenta in rosso i ponti che stiamo realizzando. Le aperture sono tutte completate e stiamo per preparare i componenti del falso ponte. Ovviamente prima di realizzare tali componenti dobbiamo sapere dove è necessario aprire aperture di comunicazione con i ponti inferiori ecc. Se disponi di fonti storiche che documentano altre parti della nave (es. cabine del comandante o altre cabine sui casseretti più alti) ci puoi raggiungere nel Wip dedicato al Galeone elisabettiano (kit Amati) con modifiche. Detto questo ti ringraziamo e pubblichiamo le foto MereAndry |
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bravi..avete le idee chiare ormai... coooosa? vi hanno criticato il cabestano sotto il cassero? ma questi dove si sono documentati?....studiassero "the gallion,the great ships of the armada era" di p.kirsch"(naval institute press),ormai purtroppo esaurito... anche le bitte delle gomene erano esattamente dove le avete poste voi....su tutti i galeoni....se guardate le sezioni di vascelli del 6-700 è ovvio che cambia tutto..i galeoni avevano schemi distributivi interni del tutto differenti da questi.....e ciò per la struttura dello scafo..del tutto diversa. vi invio un pò di sezioni di galeoni anche se quella che mi pare più appropriata è quella del revenge(stessa epoca,stessa nazione,stessa grandezza,guardate dove si trova la cucina,qui e anche nel roter lowe)... notate inoltre come i ponti di batteria e di coperta poco dietro il cassero si spezzino (quasi una regola progettuale per caracche e galeoni...).....ecco risolto il conflitto di altezze degli interponti che vi siete trovati in quella zona,subito davanti alla timoneria..deriva dal fatto che i ponti erano molto arcuati verso poppa e quindi occorreva interromperli ed abbassarli un pò. a voi il commento. PS: certo che la gomena dell'ancora non si avvolgeva attorno al cabestano,come avrebbe potuto?. attorno all'argano c'era il prestantino che fungeva da cavo trainante per la grossa gomena...e a prora passava dietro due rulli verticali per tornare verso il cabestano....ne abbiamo già parlato,no? per le cabine di poppa( e per tantissimi altri dettagli di arredi,allestimenti e artiglierie...) ho decine di immagini di quelle delle principali repliche moderne... per le foto che postate dello scheletro,francamente le ordinate sono davvero troppo spesse...quando poi piazzerete il fasciame interno...che succederà? conviene mettere in opera i bagli solo dopo aver ricoperto l'interno col fasciame...in poche parole occorre creare un guscio vuoto da riempire... |
Siamo contentissimi della documentazione che hai pubblicato per noi, ci abbiamo trovato notizie preziose, soprattutto le foto. Qualche sezione l'avevamo anche noi ma non sapevamo se potevamo tenerne conto.
Adesso ci mettiamo al lavoro di progettazione tenendo conto di tutto e poi lo pubblichiamo. Aspettiamo la tua supervisione finale per stare tranquilli di non commettere errori. NB: Siccome tale progettazione di interni prescinde dal semplice argomento Cabestano, noi pubblicheremo il progetto degli interni del galeone nel nostro Wip "Galeone elisabettiano (Kit Amati) con modifiche" nella rubrica "Navi e Velieri Work in Progress". Certi che non sarebbe appropriato riempire questo Wip dedicato al Cabestano con temi non pertinenti ti ringraziamo Zakimor e ci diamo appuntamento nella discussione dedicata al nostro Galeone. Wir begrüssen den Admiral und hoffen zwanzig günstig Ciao da MereAndry |
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eliminate i bagli ed assottigliate le ordinate(guardate la penultima e l'ultima foto con le due sezioni trasversali)e usate l'attack per incollare il primo fasciame (e pure il secondo),in modo da non fracassare a martellate l'esile scheletro che avrete realizzato. poi aggiungetene altre di ordinate per irrobustire il tutto e dare un buon sostegno al futuro fasciame interno(incollando dei listelli verticalmente uno sull'altro a sfoglia fino a raggiungere lo spessore esatto,diciamo 2 o 3 in ogni intervallo fra 2 ordinate successive) ma fatelo solo una volta completato il fasciame esterno(ci vuole una struttura robusta per reggere ed assorbire tutte le tensioni che indurremo d'ora innanzi nelllo scafo). quindi piazzate contro la superficie interna del primo fasciame(attorno alle aperture che avrete praticato su di esso corrispondenti ai sabordi)le soglie dei sabordi dei cannoni(portandone l'orlo interno a filo con la superficie interna delle ordinate,usando un segmento di listello come una livella per verificare in ogni tratto che tutto sia esattamente a raso) e solo allora iniziate prima a ricoprire il primo fasciame col secondo(che scanzerà via via le aperture dei sabordi stessi) e poi a ricoprire il lato interno delle ordinate col fasciame interno in modo che lasci libera l'apertura dei sabordi ,ma si sovrapponga allo spessore delle loro soglie. raspate e poi scartavetrate bene tutto maniacalmente in modo da ottenere una superficie assolutamente liscia come le chiappe di un lattante... infine dopo averne tracciato con attenzione la traccia a matita(dopo attente misurazioni partendo proprio dai sabordi) incollate i trincarini dei ponti e sotto ad essi(dopo averne segnato a matita la posizione di ognuno) piazzate i bagli dei ponti (prima una fila,poi si termina il tavolato di quel ponte e tutti gli altri elementi esolo dopo si piazza la fila superiore e si costruisce il ponte soprastante e così via...) consiglio di partire dai trincarini perchè in tal modo si ha la certezza di allinerare meglio i bagli per ottenere più facilmente una superficie senza salti con le facce superiori dei bagli...(nella realtà i bagli sono appoggiati su una trave perimetrale). una volta fissati i bagli si piazzano i baglietti e poi i barrotti e si spiana tutto con un raschietto appositamente costruito con una tavoletta di compensato e la carta vetrata incollata sotto e più o meno a forma di ferro da stiro(di dimensioni adatte,evidentemente,e con un'impugnatura superiormente),sempre verificando la perfetta complanarità di tutti gli elementi con un listello fatto scorrere sopra .... indi si fissano le soglie dei boccaporti dei carabottini e delle scale e si ricopre tutto con il tavolato del ponte. si parte dal centro e contemporaneamente dai lati di tribordo e babordo del ponte(misurando ogni volta gli spazi ancora vuoti e dividendo questa misura per il numero di listelli da porre in opera per ottenere la larghezza di ciascuno in ciascun punto del ponte !!!!) in modo da ottenere uno schema con tavole che complessivamente curvano e si rastremano a prua e poppa in un disegno elegante ed armonioso.... molto più difficile a dirlo che a farlo... le due prime foto vi illustrano un'attendibilissima ricostruzione di una struttura di sostegno per i ponti di un galeone svedese (ma notiamo come la tecnica di disposizione dei barrotti(4) sia stranamente uguale a quella inglese...quindi anche il resto va benissimo) completata da un accenno di tavolato...(già che ci siamo osservate come i paioli siano incastrati perimetralmente nei boccaporti),nella terzultima vedete come sono disposti i listelli del tavolato in particolare su castello e cassero Ich bin sehr berührt !!!!!! ma..."zwanzig günstig" per caso vorrebbe dire...."venti favorevoli"???....mi sa che avete scritto"20 favorevoli",però |
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Io invece che sono un mago in eletttricità non so farle...o almeno non ci ho ancora provato, ma la cosa mi intriga e mi attrezzerò subito. Ma toglimi un dubbio, cosa fa si che la corda dopo la intrecciatura meccanizzata non si srotoli appena staccata dalla macchina ?? :confused:si inpregna di colla mentre si fa girare ? o che altro ciao |
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no...non si svolge perchè prima hai torto i tre cavi componenti...sta su perchè la torsione impressa ai legnuoli diventa forza di attrito che impedisce lo svolgimento del cavo risultante.... è una questione complessa....funziona perchè i trefoli sono torti in un verso e poi avvolti nell'altro.... è così che si realizza qualunque corda nella realtà....mica si svolge se la tagli...no? PS: attenzione...se usi il cotone sintetico non avendo esso una superficie pelosa occorre in ogni caso un puntino di attack finale.... |
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Mario97 |
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Riassumendo: per esempio, se i trefoli sono stati costruiti destrorsi bisogna metterli insieme in modo sinistrorso..e tutto per magia sta su. Ma andando a memoria se io volessi fare una corda utilizzando per assurdo spago come faccio dato che lo spago (trefolo ) non pare avere un senso di torsione ?.....( è solo un esercizio mentale didattico ) Piu guardo le tue cime e piu mi dico ..perfette !!!.... ciao ( se serve aiuto elettrico io sono qui a disposizione) |
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mi son fatto aiutare per elettrificare la mia connettitrice.... spago? guarda che i tre trefoli componenti che vanno torti per formare il cavo non hanno trama....tu stabilisci il verso quando li torci. per ottenere un cavo piano li devi trocere in verso torticcio e viceversa,poichè quando poi avvolgi cambi il verso(leggi il mio tread sulla connettitura). all'inizio crei cavi piani(sartie,stralli minori,paterazzi e manovre correnti),poi connettendo tre cavi piani ne realizzi di più grossi(mure dei trevi,stralli maggiori,gomene ancore) torticci....come nella realtà. le mie cime sono tutte SINTETICHE.....perchè dici che si sciolgono i nodi? preferisco il nylon perchè è più resistente e posso connettere cavi anche di 7 mt (la mia connettitrice può lavorare su uno scalo di 10 mt) senza che si spezzino in fase di torsione. |
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Tuttavia la vera ragione sulla mia preferenza al cotone/lino/canapa è la volontà di usare materiali naturali e in accordo alla epoca del veliero da costruire, ovvero cotone /ferro/legno/ghisa/ottone. E pure le vernici , tutte eccetto le viniliche acriliche, e se posso perfino le colle eliminerei. Purtroppo la mia scala 1:135 non mi permette tutto cio. so di rinunciare alla lunga durata e alla resistenza ma non mi andrebbe proprio vedere un bel veliero del '700 con parti in plastica. ciao |
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