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[Auto] IMC Ford Mk IV 24H Le Mans 1967 winner 1:25
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Ho acquistato questo kit nel settembre del 1969: mi ero premiato per aver superato l’esame di Scienza delle Costruzioni I.
A quella data la quasi totalità dei frequentatori del forum non era ancora nata. E’ questo l’ultimo rimasto dei miei kit “preistorici” che avevo accumulato in gioventù e che gli accadimenti della vita non mi avevano consentito ancora di poter assemblare Allegato 444077 Consentitemi un po’ di storia. La IMC, un’industria di stampaggio materie plastiche, si dedicò alla realizzazione di kit in scatole di montaggio tra il 1963 e il 1974, anno del suo fallimento a causa di una disputa legale, che aveva sciaguratamente ignorato, con la Monogram. Oltre a modelli di aerei aveva prodotto kit di auto da corsa: Lotus Ford ‘65 (con carreggiata asimmetrica) con cui Jim Clark vinse la 500 miglia di Indianapolis, Lola T 70, Chaparral 2E, Ford GT, Ford GT40 …… tutti modelli accattivanti con cofani e porte apribili e dotati di motore Le linee in genere erano abbastanza buone, per quanto allora verificabile (Autosprint), ma i difetti non mancavano. Tutti gli elementi apribili avevano cerniere e accoppiamenti approssimativi, altri elementi erano frutto di pura fantasia, ma i modelli risultavano comunque di effetto. Nessuno allora aveva la possibilità di verificare la loro correttezza dal momento che vi erano pochissime e frammentarie fonti disponibili; al più si disponeva di qualche foto delle riviste di autosport, ma si trattava di poca roba. Il kit presenta linee abbastanza buone, forse non del tutto corrette nella fascia parabrezza-vetri laterali, ma nel complesso è accettabile. Nell’abitacolo il cruscotto è completamente di fantasia ed il motore, il “big block” Ford 427 cu.in. FE usato in NASCAR, mi sembra un po’ sottodimensionato inoltre mancano alcuni elementi meccanici e altri sono sbagliati. I cofani anteriore e posteriore come detto sono apribili come pure lo possono diventare le portiere (che vanno ritagliate) Allegato 444078 Memore dei pessimi risultati che ho sempre ottenuto con i kit di questo produttore (verificabile anche sui modelli analoghi che vengono presentati in Youtube) mi guarderò bene dall’aprirle e credo che sigillerò anche il cofano anteriore, tanto non c’è molto da mettere in mostra. Dalla ricognizione nella scatola mi sono accorto che mancano il vano portabagagli e la ruota di scorta: gli pneumatici, anche dopo 56 anni sono integri e non presentano crepe, anche se non sono molto belli e portano il marchio Firestone anziché GoodYear. Sbriciolate invece sono le decals ragion per cui ho provveduto ad acquistarne una nuova serie da Indycals unitamente a quelle degli pneumatici della serie Blue Ring Allegato 444079 Allegato 444080 Allegato 444081 Allegato 444082 Di questa vettura sono stati proposti kit dalla Testors e dalla Union, utilizzando gli stampi originali della IMC, mentre nuovi erano quelli utilizzati dalla MPC per il suo kit: quest’ultimo mi è stato regalato alla metà degli anni ‘80 ed è veramente pessimo, peggio dell’IMC. Recentemente Renaissance ha proposto un suo kit in scala 1:24: si tratta però di un curbside puro. Ho deciso di acquistare le relative fotoincisioni sperando di poterne utilizzare alcune dal momento che il kit IMC è un 1:25 “vero” Allegato 444083 |
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E veniamo alla vettura: questa non è una GT40 perché è il frutto dell’evoluzione del modello sperimentale “J car” con il quale, fra l’altro, Ken Miles perse la vita correndo a Sebring.
Tutte le 9 vetture realizzate infatti recano la targhetta del numero di telaio con la sigla J ... Allegato 444084 Quella vincitrice della 24H di Le Mans 1967 era la # J6 Il motore, rispetto a quello della GT40 Mk II, era stato potenziato con l’aggiunta di un secondo carburatore quadricorpo Holley e con coperchi valvola più alti; rivisto completamente lo chassis e migliorata l’aerodinamica complessiva. Ricordo di aver letto su Autosprint che durante le prove primaverili per la 24H Bruce McLaren raggiunse sul rettilineo delle Hunadières (6,75 km allora senza chicanes) la velocità di 350 Km/h. Sul parabrezza della vettura si presentarono tuttavia delle cricche: la Ford le attribuì agli inerti staccatisi dall’asfalto che era stato rifatto da poco. Tuttavia nessun altro concorrente aveva avuto questo problema. In realtà la causa, allora tenuta nascosta, era dovuta alle vibrazioni che il poderoso, ma “ignorante”, motore da 7 litri generava. Difatti la Ford si affrettò a rinforzare l’arco del parabrezza e per la gara si presentò con 4 vetture Mk IV e ben 7 parabrezza di ricambio. Gli americani nutrono un’ammirazione particolare per questa vettura perché è la “All american Le Mans winner”; infatti la vettura è stata progettata e realizzata totalmente in USA, da Shelby, ed entrambi americani erano i piloti: Dan Gurney e A.J. Foyt. Quest’ultimo una quindicina di giorni prima aveva vinto la 500 miglia di Indianapolis e quella 24H fu l’unica sua gara su un tracciato non ovale. Poiché Dan Gurney era alto oltre 1,90 m il sedile della sua vettura fu abbassato al massimo e sul tetto fu realizzata una apposita cupoletta. Qui alcune foto della vettura in gara Allegato 444085 Allegato 444086 Allegato 444087 Allegato 444088 Allegato 444089 Allegato 444090 Ultima curiosità: Ford dopo la vittoria, a fine promozionale, ordinò che tutte le 9 Mk IV fossero allestite in modo identico alla vettura vincitrice, cupoletta compresa, ragion per cui si sono successivamente creati imbarazzanti equivoci per gli appassionati, e danarosi, acquirenti di quelle vetture (vedi Glickenhaus) |
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Sperando che non vi siate annoiati o addormentati adesso basta sbrodolate e veniamo al modellismo.
Dopo la solita pulizia e carteggiatura mi sono dedicato ad assottigliare lo spessore dei passaruota che erano veramente “abbondanti" Allegato 444116 La griglia della presa d’aria anteriore era una vera schifezza: in plastica piena con un reticolo in rilievo e con profilo non coincidente con l’apertura. L’ho quindi eliminata e ho posizionato, subito dietro l’apertura, due striscioline di plasticard 0,25x0,50 che mi serviranno come battuta per la griglia che posizionerò alla fine dall’interno Allegato 444117 Allegato 444118 Ho cominciato ad incollare alcuni elementi: i pannelli porta (qui solo uno) e i due serbatoi laterali longitudinali. Ho incollato anche il pannello scivolo terminale del telaio per evitare di spezzare le tre aste del telaio che sostengono il cofano posteriore, la ruota di scorta e il vano portabagagli: spero di riuscire ad eliminarlo alla fine. Allegato 444119 Allegato 444120 Il cruscotto proposto dal kit, in due pezzi, è totalmente inventato: due strisce longitudinali di cui quella superiore con i contatori stampati in rilievo e quella inferiore con una fila di velleitari pulsanti Allegato 444121 mentre questo è quello reale Allegato 444122 Ho eliminato la fila di “pulsanti” Allegato 444123 e con del plasticard ho realizzato la corretta sede per la strumentazione: ho anche forato il piano superiore dove inserirò la griglia di aerazione fotoincisa Allegato 444124 Allegato 444125 Sul lato sinistro del cruscotto si può vedere lo strano “prisma” sul quale sono raggruppati i fusibili e a le spie, le levette e i pulsanti di comando: per fortuna questo blocco è compreso nelle fotoincisioni di Renaissance Allegato 444126 |
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La vettura, oltre al motore, montava alcuni altri elementi presenti sulle vetture della serie NASCAR, e dalla mia ricerca ho scoperto che i presidi di sicurezza installati erano decisamente più avanzati di quelli richiesti per le gare europee; infatti la vettura era dotata sia roll-bar a gabbia che le cinture di sicurezza.
Qui sulla vettura di Andretti, dopo l’incidente che lo ha coinvolto con altre due GT40 Mk II, si vedono entrambi Allegato 444127 Con un tondino di plasticard da 1,6 mm mi sono costruito la gabbia Allegato 444128 Altri lavori di “affinatura”: ho assottigliato le due pinne verticali ai lati dello scivolo aria anteriore Allegato 444129 ed ho chiuso passaggi di aria e luce ai lati allo scivolo stesso Allegato 444130 Con del plasticard ho rimediato alla vistosa lacuna che rimane, nella zona delle prese d’aria laterali, tra l’abitacolo e il cofano posteriore Allegato 444131 Allegato 444132 e all’ avantreno ho rimediato allo scasso erroneamente previsto per il posizionamento della paratia anteriore Allegato 444133 Come detto in precedenza il motore, il “big block” FA 427 cu.in del ‘66., mi è sembrato un po’ piccolo, considerando che si tratta di un muscoloso 7 litri che occupa quasi un terzo del volume vettura Allegato 444134 ragion per cui mi sono messo in caccia di un kit moderno in cui, in scala 1:25, fosse presente il suddetto motore. Dopo una laboriosa ricerca ho trovato il kit della AMT Fairlane del ‘66 che soddisfaceva alla mie esigenze Allegato 444135 Qui un confronto tra i due motori Allegato 444136 da cui si vede che quello “nuovo” è anche decisamente più ricco di dettagli. |
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Ho dovuto eliminare il collegamento tra frizione e albero motore longitudinale ed inserire il fondello di chiusura del gruppo cambio-trasmissione recuperato dalla scatola degli avanzi
Allegato 444137 L’altra modifica, minima, riguarderà lo spostamento della pompa benzina, prevista meccanica sul blocco motore, che invece era elettrica e posizionata sulla paratia tagliafuoco. Rimarrà comunque un “vulnus” riguardante il sistema di scarico. Nel kit originale, e gli unici altri di cui dispongo, è quello previsto per la GT40 Mk II con i collettori di ciascun lato che confluiscono nel tubo di scarico del lato corrispondente Allegato 444138 mentre sulla Mk IV i collettori si incrociano; due confluiscono sul tubo posto sullo stesso lato mentre gli altri due si incrociano e si innestano su quello posto sull’alto lato Allegato 444139 Per ovviare a questa deficienza bisognerebbe saper utilizzare al meglio il CAD 3D, e l’intreccio dei tubi non è affatto semplice, e poi stamparli ex novo. Tutto questo è fuori dalla mia portata per cui mi accontenterò, “ob torto collo”, della soluzione semplificata. L’inserimento del nuovo motore ha tuttavia richiesto un adattamento: ho dovuto spostare in avanti di 2 mm la parte di paratia corrispondente al divanetto dei sedili Allegato 444140 Allegato 444141 ne ho approfittato per ridurre anche l’altezza della bocca d’ingresso dell’aria di raffreddamento. Prove di sostituzione motore Allegato 444142 |
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Altra modifica: il vecchio motore era sostenuto da due montanti che spiccavano dal pianale che risultava continuo. Ho invece aperto la parte di pianale sottostante al motore, che consente l’accesso dal basso, ed ho realizzato, con avanzi, le due mensole laterali che lo sostengono
Allegato 444143 Allegato 444144 Ho fatto le prove di inserimento del nuovo motore e pare che tutto vada bene (?) Allegato 444145 Allegato 444146 Ho pensato che, al fine di limitare i segni di giunzione, fosse meglio collegare direttamente il divanetto dei sedili al poggiatesta che è posizionato sulla paratia tagliafuoco ed ho inoltre aperto sul sedile di guida le asole per le cinture di sicurezza Allegato 444147 Ultime modifiche significative: il kit prevede i radiatori olio disposti longitudinalmente ai due lati del motore Allegato 444148 mentre la realtà è ben diversa, perché i radiatori sono disposti subito dietre le prese d’aria laterali e inclinati rispetto all’asse longitudinale, inoltre sono dotati di convogliatori che provvedono anche a raffreddare il sistema di scarico Allegato 444149 Dopo aver ridotto la dimensione dei radiatori, decisamente troppo grandi, ho cercato di ricostruire al meglio questa la situazione: la seconda parte del convogliatore non è stata collegata dovendo prima verniciare i radiatori che risulteranno interni Allegato 444150 Da ultimo ho costruito il serbatoio di recupero dell’olio, posto sul lato destro, praticando anche il foro di controllo del livello che andrà completato dopo verniciatura Allegato 444151 Allegato 444152 E per ora è veramente tutto |
È sempre un piacere leggerti Maurizio hai una memoria storica dei modelli che costruisci che diventi una fonte preziosa per ogni appassionato.
Non posso non seguirti, la partenza mi sembra davvero buona ed il kit davvero non lo conoscevo! Ad oggi dovrebbe essere introvabile visto il tempo trascorso! Inviato con il mio Pixel 7 Pro - Scarica l‘app del Forum di Modellismo.net |
Sono curioso di vedere come affronterai questo lavoro.
Io penso che per fare un bel modello non bisogna pretendere che diventi come un kit di questi tempi. Beh non voglio dilungarmi, seguirò attentamente, buon lavoro. Inviato con il mio SM-A528B - Scarica l‘app del Forum di Modellismo.net |
Caro Arturo ero indeciso se montare questo kit e, in caso affermativo, se montarlo semplicemente da scatola o migliorarlo.
Poi ho pensato che anche se non fisicamente almeno idealmente avrebbe potuto far parte della tua collezione di Gr. 5 del periodo anni '60/'70 del secolo scorso, e la decisione era inevitabile Inviato con il mio SM-A525F - Scarica l‘app del Forum di Modellismo.net |
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Quote:
Anni fa ho iniziato questo filone modellistico per le tue parole ed i racconti che facevi di quelle auto e dì quegli uomini che ne segnarono la storia. Non ne avevo mai affrontata una e poi, fatta la prima, mi si è aperto un Mondo. Sono quindi a ringraziarti ed a dirti che ti seguirò con il solito interesse che mi lega da sempre ai tuoi racconti [emoji3590]Allegato 444153 Inviato con il mio Pixel 7 Pro - Scarica l‘app del Forum di Modellismo.net |
Gran bel lavoro!!! Complimenti anche per la conoscenza storica dell' auto.
Inviato con il mio RMX3572 - Scarica l‘app del Forum di Modellismo.net |
Che bel lavoro che stai facendo Maurizio, ti seguo molto volentieri. Per gli scarichi io proverei a riprodurli con un filo di rame o forse anche di stagno.
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Complimenti |
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Il tuo suggerimento è veramente interessante ma non so se le mie capacità siano in grado di realizzare la brillante soluzione che tu suggerisci. Grazie |
Ma secondo me è meno complicato di quello che già hai fatto sul modello. Soprattutto se usi il filo di stagno e ti fai una fotocopia in uno a uno del decorso dei tubi, sono sicuro che viene fuori un bel lavoro. Poi potresti aiutarti anche col Milliput nei punti di giunzione.
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