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Originariamente inviata da ufotecno
Ma secondo te se al governo ci fosse la sinistra anziche' Silvio cosa sarebbe cambiato? Si sarebbero ridimensionati i loro stipendi? Avrebbero fatto dei tagli che riguardano i loro privilegi? Secondo me NO.........
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Concordo pienamente. Non sono un esperto (....

nè appassionato, per la verità ....

) di politica, ma di organizzazione ed organizzazioni si.
La mia opinione era dunque riferita al "sistema" Italia: se gli appartenenti all'organizzazione Italia non prendono in mano le redini della situazione, mettendo crocette consapevoli ed informate sulle schede elettorali - vuoi per confermare la fiducia a uno dei grandi raggruppamenti oppure preferendo piccole formazioni ma con idee innovative - sarà sempre così, se non peggio.
Se si aspetta un cambiamento dall'alto, sarà un'attesa vana: nessun gruppo dirigente, di nessuna organizzazione - fosse anche il piccolo supermercato sotto casa - è disposto a cambiare qualcosa se il suo onorevole "culetto", nel cambiamento, non andrà a poggiarsi su una poltrona ancor più bella. Semplice regola organizzativa.
Così come è regola organizzativa il crearsi di una "assonanza" tra il gruppo dirigente ed i membri dell'organizzazione. Siccome questa "assonanza" si sviluppa e si stimola con ogni mezzo, ricorrendo anche alla identificazione di obiettivi negativi unificanti (vi dice nulla il riferimento a "nemici da combattere", alla "emergenza di far fronte al cambiamento", ai "pericoli per la democrazia", ....?), il mantenere una propria opinione indipendente ed informata è fondamentale per fare scelte consapevoli.
Ovviamente, prescindendo in maniera assoluta tra destra e sinistra, anche perchè la retorica utilizzata è tutto sommato simile: cambiando il "nemico" o l'"emergenza" o il "pericolo" di riferimento, ogni parola che è stata detta ed ogni articolo che è stato scritto è assolutamente sovrapponibile ed intercambiabile con qualsiasi altro.
Ognuno è libero di avere la sua opinione e agire di conseguenza, ci mancherebbe, ma lo si faccia consapevoli ed informati; usando la propria testa, insomma, avendo chiaro ciò che si fa. E senza pretendere che persone da noi "delegate" possano, realisticamente, fare i nostri interessi se noi per primi non gli mandiamo un messaggio chiaro su quali siano, quegli interessi e sul fatto che non devono assolutamente dare per scontato che saranno proprio loro, i nostri rappresentanti, se quegli interessi non li curano adeguatamente.
Le grandi democrazie occidentali, tra gli antidoti, hanno il frequente alternarsi al comando e la coerenza di lasciare il passo di fronte alla manifesta incapacità o impossibilità di governare. Hanno anche nei loro cromosomi l'idea che di fronte al "problema nazionale" la risposta debba essere unita da parte dell'intero schieramento parlamentare. Noi no, avendo nel DNA il "trasformismo" ... per il quale è regola generale che qualcuno venga eletto in uno schieramento per poi passare dall'altra parte (in entrambe le direzioni), se questo gli conviene. Così come sono nel DNA le regalìe pre-elettorali o le "polpette avvelenate" per il governo successivo se nell'aria c'è aria di cambiamento nell'elettorato. Ed è questo che ci avvicina più ai Paesi sudamericani che non a quelli dell'Europa del centro-nord.