Da "Cellulare-magazine":
Sabato 28-02-2009 - Scrive su
Facebook che il suo lavoro è una noia. I suoi responsabili leggono lo sfogo postato sul celebre social network e
la licenziano con decorrenza immediata.

È quanto è successo a
Kimberly Swann, assunta da pochi mesi come segretaria di un'azienda inglese che si occupa di import-export con l'Asia.
La ragazza, stanca di fare caffè e di fotocopiare documenti ha pubblicato il suo
sfogo su Facebook e si trova ora senza lavoro. Di questo caso si è parlato un po' in tutta Europa, ma in Inghilterra non costituisce una "prima" assoluta.
Poco tempo fa alcune hostess della
British Airways e degli impiegati di una catena di grande distribuzione alimantare erano stati allontanati perché avevano scritto su Facebook commenti lesivi della dignità dei clienti dell'azienda a cui appartenevano.
Insomma, il più celebre social network del mondo sarà anche un luogo dove esprimere i propri pensieri in libertà, un
muro dove scrivere con il gesso, ma appare sempre più controllato dalle aziende le quali si servono sempre di questo portale anche per controllare le abitudini e le attitudini di coloro che inviano curricula vitae chiedendo
assunzioni o
collaborazioni.