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Ecco lo schemino, spero sia chiaro.
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Mi scuso in anticipo se la domanda sarà stupida, ma se non lo chiedo adesso.... Siccome i due pezzi sono da quanto ho capito immersi, l'alimentstore non non va in corto? Mi scuso ancora, buona serata
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Se la spirale ed il pezzo non si toccano, l' alimentatore non va in corto. La corrente passa dal polo positivo a quello negativo ma incontrando una certa resistenza, quindi ne passa una quantità accettabile, che dipende da diversi fattori tra i quali la distanza tra spirale e pezzo, la dimendione dei due etc. E' come quando la corrente passa attraverso una lampadina la quale offre una certa resistenza, si scalda e fa luce...
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Ok,molto gentile, ti ringrazio tantissimo...
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Ciao Alberto, ho seguito con interesse il "bagnetto galvanico affair" e trovo finalmente il momento per porti una domanda: ci sono "controindicazioni" per la brunitura di un oggetto assemblato tramite saldobrasatura, come due pezzetti di ottone saldati a lega di stagno (Sn Bi)? Chiedo perché dopo la brunitura chimica a freddo c'è sempre un minimo di differenza di "bruno" tra ottone e stagno[emoji3525]..invece, verificandosi il deposito di un sottilissimo spessore di ferro, non dovrebbe esserci differenza di colore, qualunque sia la superficie di deposito..sbaglio? [emoji848]
L'altra cosa riguarda il ricordo che ho dell'uso degli anodi sacrifiziali di zinco, usati per prevenire l'effetto demolitorio delle correnti galvaniche a danno di apparecchiature elettromeccaniche immerse in acqua, specie marina: non è che lo stagno, in presenza di correnti anche di basso amperaggio, corre il rischio, in qualità di metallo meno nobile rispetto all'ottone (nella cui lega è pur presente l'umilissimo zinco), di disintegrarsi, ottenendo un indesiderabilissimo effetto...dissaldatura? [emoji33] Lo so, lo so, dovrei provare..ma magari hai già fatto questo tentativo ed io eviterei l'investimento di un alimentatore che userei solo fino ad un certo punto. Perdonami, mi sono dilungato. Ti ringrazio per il tempo che vorrai dedicarmi/ci. [emoji1666] Sent from my M2003J15SC using Forum mobile app |
Mi fai delle domande difficili...in realtà non ho provato. Ma posso farlo e poi ti dico!
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Ok, grazie, attenderò paziente. Intanto spero di aver stimolato la tua curiosità..."elettrologica".
[emoji112][emoji112] Sent from my M2003J15SC using Forum mobile app |
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Eccomi qua con i risultati dell' esperimento con il piccolo (elettro)chimico!!!
Ho preparato alcuni pezzi stagnati, in ottone (il tondo) ed in rame (il piatto). Ho fatto stagnature volutamente esagerate per vedere l' effetto della ricopertura sullo stagno. Non ho fatto nessuna pulitura preliminare sul materiale, ho solo seguito la procedura che avevo descritto. l prima prova l'ho eseguita con un alimentatore da smartphone da 5v (in foto) ed ho visto che funziona bene anche con quello. Poi ho proseguito con un alimentatore a tensione variabile, usando i 12V ed arrivando ad un assorbimento di circa 1A. Con questo voglio dire che si può usare tranquillamente un alimentatore di recupero, sia da 5V sia da 12V, in entrambi i casi l' assorbimento è compatibile con alimentatori che di solito abbiamo in casa. Veniamo ai risultati: come si vede in foto, la ricopertura delle parti stagnate è visibile e non omogenea con il resto, se la stagnatura è piccola, comunque, la differenza si nota poco. Di solito quando si stagna poi si elimina il materiale in eccesso. Nella foto 6 si vede il pezzo dopo la prima fase, ha un colore verdastro tipo rame ossidato che magari può essere interessante per un effetto invecchiato... |
Grazie mille dell'aggiornamento.
Voglio provare questa tecnica al più presto, ieri sera ho completato una serie di cerniere in lamierino del pomodoro e stagno, sono proprio curioso di vedere quale può essere l'effetto. Quelle che hai postato la prima volta sembravano più "canna di fucile" queste sono venute più brune, marroncine. |
Grazie Alberto. Sembra che le correnti facciano un baffo al caro stagno! Bene! Non resta che "spellare" il cavo per separare positivo e negativo dello spinotto dei vecchi alimentatori(anch'io ne avevo qualcuno piccolino) e collegarli coi "coccodrilli" al pezzo da brunire ed alla spirale. O magari in commercio trovo i cavetti già pronti da attaccare al vecchio spinotto dell'alimentatore..
Vedremo. Grazie ancora. Sent from my M2003J15SC using Forum mobile app |
Tutto molto interessante [emoji106][emoji106][emoji106]
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3 allegato(i)
Ritorno dopo lunga sosta durante la quale la costruzione del Beagle ha comunque proceduto anche se lentamente.
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Che lavorone! Bravo!
Se fai in tempo, prima di sistemare gli amantigli di parrocchetto e velaccio, tira ancora un po' più giù i pennoni, quasi a ridosso delle teste di moro. Certo dovresti rivedere i paranchi delle drizze che hai già definito: è una seccatura smantellare e rifare, ma secondo me l'aspetto finale del modello ne guadagnerebbe. Ovviamente la bellezza del tuo lavoro rimarrebbe tutta intera in qualunque modo tu voglia presentarlo.. Fatti sentire più spesso! [emoji846] Inviato con il mio M2003J15SC - Scarica l‘app del Forum di Modellismo.net |
Vediamo se ho capito: mi consigli di fare scendere i pennoni perchè è la posizione che hanno se non ci sono le vele?
In realtà non ho ancora fissato nulla e quindi potrei farlo senza problemi, ho tenuto lungo il cordame.... Il fatto è che non ho ancora deciso per le vele...sarebbe ora di farlo! Mi sarebbe piaciuto farle serrate in modo da lasciare in vista il più possibile la nave, bisogna che faccia qualche prova... Nel caso di vele serrate, che posizione hanno i pennoni??? |
1 allegato(i)
Si, i pennoni a secco di vele o con vele imbrogliate stanno giù. Ti metto un bel Bounty d'esempio..immaginalo pure con le vele imbrogliate, una meraviglia!
[emoji112][emoji112]Allegato 437354 Inviato con il mio M2003J15SC - Scarica l‘app del Forum di Modellismo.net |
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