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Mezzo scafo - Gozzo planante
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È da tempo che avevo in mente di fare un progetto legato a questa barca, attratto da uno splendido modellino visto su Internet a questo link: https://uomoinmare.jimdofree.com/mod...ozzo-planante/ e di cui allego la foto.
Nelle mie frequentazioni della riviera ligure ho visto tanti di questi gozzi, originariamente barche da pesca ma oggi solitamente adibiti al diporto. Sono molto belli e sempre tirati a lucido. Quindi decido di mettermi all’opera. Il primo problema è che non ho trovato nessun piano di montaggio con le sezioni per cui lo devo realizzare da solo partendo dai disegni delle ordinate usati per costruire il modello a fasciame. Inoltre, questa volta voglio inserire più dettagli rispetto ai modelli precedenti anche se so che si complicheranno le varie fasi della costruzione. Partendo dagli schemi riportati nel sito citato, disegno il profilo dello scafo, che misurerà 18 cm di lunghezza, e le 9 ordinate nella stessa scala. Poiché per la costruzione userò una tavoletta di Tiglio da 4 mm, alla fine risultano 10 sezioni. Con queste, costruirò lo scafo mentre la chiglia piatta sarà ricavata da una tavoletta sempre di Tiglio da 1 mm e verrà incollata in un secondo momento allo scafo completato. |
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Ora, per ognuna delle 9 ordinate misuro lo spessore della sezione in corrispondenza dei 10 livelli, cioè ogni 4 mm a partire dalla linea d’acqua sia verso l’alto che verso il basso.
Riporto le misure sulla vista dall’alto della barca, unisco i puntini, approssimo dove le misure non sono precise e finalmente ottengo le sagome delle 10 sezioni. Il primo dettaglio che farò sarà il pozzetto di guida, per cui alcune sezioni (2-5) saranno tagliate in corrispondenza. |
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Ritaglio le sagome di carta, le incollo sulla tavoletta con della colla stick in modo da poterle poi rimuovere con facilità (basta inumidire un po' la carta e verrà via in un attimo).
Col seghetto da traforo ricavo le 10 sezioni dalla tavoletta i cui bordi verranno poi rifiniti con precisione usando della carta vetrata. Si notano le 4 sezioni con il profilo del pozzetto di guida. Incollo poi le sezioni con della colla vinilica (Vinavil) suddividendole in 3 parti per poterle stringere meglio con morsetti e mollette. Sul retro ho riportato i segni per allineare le diverse sezioni. |
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Come dicevo, l’inserimento dei dettagli richiede una precisa organizzazione dei lavori, per cui inizio con il pozzetto di guida.
Lavoro con le parti dello scafo ancora disassemblate per poter operare con maggior facilità. Comincio con la parte inferiore dello scafo, e rivesto il pavimento del pozzetto con listelli da 2 mm di larghezza e 0,5 mm di spessore. Nella parte superiore dello scafo, ricopro le pareti del pozzetto con listelli sottili da 3 mm. Prima metto i listelli in acqua calda per poterli piegare senza romperli. Poi, mentre li curvo, li scaldo con la fiamma di una candela in modo che la curvatura si mantenga. A questo punto li incollo al pozzetto con colla vinilica. Una volta completati i lavori sul pozzetto, posso assemblare le due parti dello scafo. Come si vede, sul retro ho applicato il profilo dello scafo riportato su carta, in modo da poterlo poi rifinire con precisione. Allego un dettaglio del pozzetto di guida. |
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E’ arrivato il momento di dare forma allo scafo. Quindi sgrossatura con carta vetrata a grana grossa e rifinitura con carta vetrata prima a grana media e poi a grana fine. Questo è il risultato, mi soddisfa !
Un altro dettaglio che voglio inserire è il bordo che corre lungo tutto il fianco superiore della coperta, detto falchetta. Lo ottengo intagliando la parte superiore dello scafo con uno scalpello per intaglio legno e poi rifinendo con la carta vetrata. La morbidezza del legno di Tiglio mi permette di fare questo lavoro con sufficiente facilità e precisione. |
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Bisogna ora aggiungere il corrimano della falchetta. Incollo dei pezzi di listello che poi sagomo a misura. Levigo poi le superfici con carta vetrata a grana finissima.
Passo una prima mano di colore per legno tinta Teak sul corrimano e sulla falchetta prima di rivestire la coperta con listelli da 0,5 mm, utilizzando tipi di legno differenti per simulare i boccaporti. Ho colorato i bordi dei listelli con il pastello a cera marrone per evidenziare le giunture. Poi ho fatto le rifiniture e ho passato una prima mano di turapori. |
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A questo punto costruisco il flap dello scafo ricavandolo da una tavoletta di legno di Tiglio di spessore 1 mm. Inizio disegnando la sagoma in carta seguendo il profilo dello scafo.
Poi col taglierino riporto la sagoma sul legno e la accosto allo scafo per fare eventuali rifiniture. In questo momento la metto da parte in quanto l’incollaggio allo scafo e la rifinitura verrà fatta in un secondo momento. |
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Passo alla realizzazione della chiglia verticale, anch’essa ricavata dalla tavoletta di legno di Tiglio di spessore 1 mm. Perché lo spessore della chiglia non sia visibile, devo ricavare uno scasso nella parte posteriore dello scafo in cui inserire la sagoma della chiglia. La morbidezza del tiglio ha reso agevole l’operazione che ho fatto con uno scalpello da modellismo per legno.
Dato lo spessore sottile del legno, la parte alta della chiglia si è spezzata, per cui ho incollato sul retro un pezzo di carta per tenere unite le 2 parti. A scafo ultimato questo rappezzo non sarà visibile. Incollo la chiglia con colla vinilica Poi rifinisco con carta vetrata dando la giusta forma alla chiglia. Ora la barca comincia a prendere forma ! Ora posso incollare anche il flap preparato in precedenza. |
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Attacco gli scalmi, ricavati da pezzetti di legno di scarto poi rifinisco il flap con carta vetrata stuccando la giuntura.
Ripasso tutto lo scafo con carta vetrata a grana finissima e lo pulisco con uno straccio imbevuto con un pochino di acetone. |
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Quindi procedo alla mascheratura della parte superiore e dipingo l’opera viva di bianco, usando lo smalto Enamel Humbrol dato a pennello. Questa volta il risultato è decisamente migliore rispetto alle barche precedenti. Infatti, dando la vernice a pennello e non a bomboletta, ho potuto usare una striscia sottile di nastro di carta, che si è adattata molto meglio alla linea di mascheratura.
Altra mascheratura e dipingo la parte mediana dello scafo con vernice blu mare, sempre dato a pennello usando smalto Enamel Humbrol. Per ottenere questa tinta ho mischiato l’azzurro chiaro con il blu scuro e il risultato mi piace. A breve l'aggiornamento con altre foto, i lavori proseguono !!!! Si accettano commenti e suggerimenti, anche se mi rendo conto che il genere di modello, cioè il mezzo scafo, non è molto diffuso nel forum. |
Il mezzo scafo non sarà diffuso, ma comunque è molto bello.
Complimenti per le idee e per la minuziosa e precisa realizzazione Inviato dal mio WAS-LX1 utilizzando Tapatalk |
Ciao carissimo, sono molto anziano ed ho passato tutti i momenti liberi della mia vita in riva al mare di Genova nel vecchio borgo di Vernazzola. Un tempo era frequentato durante il giorno da pescatori e la sera da gente che andava ai vari ristoranti. Ora i ristoranti non ci sono più e di pescatori ce ne sono pochini pochini. Sono spariti anche i vecchi gozzi ed ora si trovano solo tante anonime barche in plastica. Comunque, gozzi così perfetti da sembrare uno yacht è raro vederli. Ne ho visto uno , tempo fa , a Sestri levante.
Ti faccio comunque tanti tanti complimenti anche se preferisco le vecchie care barchette al servizio dei poveri pescatori. |
@Vincenzo_dr grazie mille !
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@gianni giordano
Io frequento da che ho memoria la riviera di Levante e nei porticcioli di Camogli, Rapallo e Portofino capita ancora di vedere qualche bel gozzo in legno. Anche a me piacciono molto le barche da lavoro, e ho realizzato anche un gozzo Cornigiotto, anche se molto meno dettagliato di questo. L'ho inserito tra i modelli terminati e se non l'hai già visto, lo trovi qui: http://www.modellismo.net/forum/mode...rnigiotto.html. Ti ringrazio per i complimenti |
Bel modello.
Non sapevo che i plananti avessero lo scafo a V, mi sarebbe venuto naturale disegnarlo come un gozzo classico. |
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@AldoZ24
Hai ragione, in effetti la chiglia è diversa rispetto ai gozzi tradizionali. Lo si può vedere molto bene nelle foto che allego. Probabilmente, considerando che queste imbarcazioni sono tutte a motore e quindi viaggiano ad una certa velocità, la chiglia a V le rende più stabili e migliora l'assetto. |
Quote:
Non sono mai riuscito ad approfondire il tema anche perchè non sono così ferrato su questa materia ma sono abbastanza sicuro che per uscire dalla regola della lunghezza d'onda e potersi definire planante uno scafo debba rispettare delle regole progettuali ben precise, oltre ad avere un buona potenza propulsiva. E' possibile che la forma a V faccia parte dello schema progettuale "planante". Inserisco come esempio uno dei primi risultati di una ricerca effettuata molto rapidamente: https://www.pressmare.it/it/blogger/...ima-parte-7046 |
Sto seguendo con enorme piacere questa realizzazione e questa tecnica: cercherò di copiarla in tutto e per tutto. Infatti possiedo un (vero) Gozzo ApreaMare 9 (planante e veloce, bellissima barca) e mia moglie (la Santippe !) mi ha sfidato più e più volte a realizzare un modello della nostra barca. Ed io - grazie a Te ed a questo bel WIP - spero di poter affrontare questa sfida ! Vorrei realizzare un mezzo scafo del mio Gozzo per poterlo collocare in barca. Il mio VERO problema era ed è che non ho i Piani Progettuali dei Gozzi ApreaMare, ho solo qualche planimetria che si trova nel sito del Cantiere Sorrentino...ma forse - grazie a Te - ci riesco ugualmente a fare un mezzo scafo !
Cordialità ! |
Ho visto il tuo cornigiotto e mi piace anche per la pulizia con cui lavori.
Bravo. I miei mini lavori li puoi trovare a pagina due e tre. Li ho fatti per passatempo prima di chiudere per sempre il mio laboratorio per raggiunti limiti di età- |
Forse non è il luogo (forum) adatto per questa domanda, ma la faccio lo stesso: con quella poppa piatta (per il flap statico costituito da quella piattezza di poppa), con un' onda da poppa (o da giardinetto) come fa a navigare un simile gozzo ? dovrebbe essere letteralmente sollevato in poppa e trascinato dove l' onda vuole...Io avevo un gozzo planante con una poppa simile (magari non così piatta come questa) che era assolutamente ingoernabile cn l' onda di poppa, che se ne andava dove voleva lui... me lo sono tolto immediatamente per passare al mio attuale ApreaMare che ha una poppa "zangolata" (si dice nel nostro dialettico napoletano-sorrentino marinaresco) che si governa perfettamente anche con il mare di poppa Tutti i cornigiotti o i gozzi liguri plananti (tipo Sciallino) sono così ?
Cordialità |
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Il progetto iniziale da cui sono partito non è di un'Aprea ma penso che tu possa modificarlo in modo da renderlo uguale all'originale. Buon lavoro e restiamo in attesa del tuo cantiere. |
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Aggiornamento dopo i lavori del weekend.
Devo realizzare la sottile striscia rossa in corrispondenza della linea d’acqua, cioè a cavallo tra la parte bianca e quella blu. Fare una mascheratura per dipingere una parte così sottile, considerando il poco spazio disponibile in corrispondenza del flap, è almeno per le mie capacità impossibile. Facendo colazione la mattina, mi è venuto in mente di utilizzare la strisciolina di plastica che viene inserita nelle confezioni per facilitarne l’apertura; la mia l’ho presa dalla confezione di fette biscottate. Lo spessore della striscia va benissimo, devo solo renderla opaca perché di suo è rossa ma trasparente. Quindi ho passato prima una mano di acrilico rosso. Poi ho incollato la striscia allo scafo, ottenendo un buon risultato. |
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In questi giorni ho proseguito con alcuni dettagli.
Dapprima ho inserito lo scarico della pompa di sentina utilizzando un piccolo rivetto. Sono passato al parachiglia di metallo (non so se si chiama effettivamente così….) ritagliando una sottile striscia da una lattina di birra e attaccandola con il Bostik. Ho quindi dipinto la parte sotto la linea d'acqua dello stesso colore dello scafo. Poi ho utilizzato la testa di piccoli chiodini in acciaio, la cosiddetta “semenza” per simulare i perni del parachiglia. Ci ho perso gli occhi visto le dimensioni microscopiche, infatti in questo punto lo spessore della chiglia è di 1 mm. però tutto sommato mi sembra che il risultato non sia male. Dài, sono agli sgoccioli, ritagliando un pò di tempo durante le festività passerò agli ultimi dettagli e avrò finalmente il mezzo scafo finito. Come sempre, commenti, critiche e suggerimenti sono più che mai benvenuti. |
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Completato lo scafo (mancano solo pochi dettagli che aggiungerò quando sarà già incollato alla basetta), passo alla realizzazione della plancetta di poppa.
Per la struttura ho utilizzato un fermaglio di metallo e l'ho sagomato in base alla misura del disegno. Poi ho costruito le due barre di appoggio con strisce di plastica che ho poi colorato con smalto da modellismo Humbrol argento e incollato alla struttura con colla cianoacrilica. Ho simulato il piedino con cui la struttura si appoggia allo scafo con un pezzettino di gomma che ho poi colorato anch'esso di argento. Con dei listelli da 3 mm e spessore 0,5 mm ho ricavato le assi della plancetta, che ho incollato alla struttura con Vinavil e successivamente dipinto con turapori trasparente, cui ho aggiunto una goccia di colorante tinta teak per legno. La plancetta ora è pronta e anch'essa verrà aggiunta allo scafo quando sarà già incollato alla basetta. |
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Ultimi lavori del 2020, sono arrivato agli ultimi dettagli.
Per prima cosa ho realizzato l'ornamento del prolungamento del dritto di prua e l'asta della bandiera di poppa con il suo supporto. Il primo mi ha portato via letteralmente la vista ! Ho sagomato con cutter e carta vetrata un pezzettino di legno che alla fine risulta lungo circa 6 mm. Lo potete vedere nella foto montato su uno spillo. Gli ho poi dato alcune mani di turapori per renderlo un pò lucido. L'asta portabandiera è uno spillo tagliato a misura e colorato con smalto Humbrol marrone. Il piccolo supporto metallizzato è un tubicino che ricopre i fili elettrici dipinto con smalto Humbrol. La tengo da parte in attesa di realizzare la bandiera. |
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E' giunto finalmente il momento di attaccare lo scafo alla basetta.
La basetta è ricavata da una tavoletta di legno di Noce dipinta con diverse mani di impregnante all'acqua trasparente satinato. Ho incollato lo scafo con una dose generosa di colla Bostik e l'ho fissato definitivamente con un paio di piccole viti. Infine, ho attaccato l'ornamento del dritto di prua, la base della bandiera a poppa e la plancetta di poppa. Metto un pò di foto con i dettagli, sono molto soddisfatto !!!! |
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Ora è il momento dei supporti della plancetta di poppa realizzati partendo da una graffetta di metallo e attacchi ricavati da una lattina di birra.
Le diverse parti sono state poi incollate con colla cianoacrilica. Ora lo scafo è quasi completato, manca solo la bandiera, ma questo sarà un lavoro del 2021 !! Come sempre, commenti o suggerimenti sono ben accetti. e tanti auguri di Buon Anno a chi leggerà questo post !!!! :beer: |
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Approfittando del periodo di ferie e delle giornate di pioggia, ci dò dentro con gli ultimi particolari dello scafo. Ecco il primo lavoro dell'anno nuovo: la bandierina da mettere a poppa del gozzo.
Prendo spunto da un articolo pubblicato sul sito dell’Associazione AMN Magellano (www.magellano.org). Parto stampando su un foglio di carta velina la bandiera della Marina militare italiana facendo l'immagine speculare, in modo da poterla piegare al centro ed avere le due facce della bandiera. Selezionata un'immagine dal foglio e ritagliata con un taglierino affilato, ho inserito un filo sottile bianco in corrispondenza della piegatura e ho poi incollato le due facce con colla vinilica. Prima che la colla si asciugasse del tutto, utilizzando uno stuzzicadente ho fatto delle pieghe alla bandiera così da simulare l’effetto in assenza di vento. E a questo punto posso attaccarla al sostegno preparato in precedenza. E’ proprio bella. :Ok: Ed eccola poi incollata allo scafo sulla basetta. |
La Bandiera è quella della Marina Mercantile (è senza la corona sopra) e va bene così! :smilese:
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Che dire, l’età comincia a farsi sentire .... :brig: |
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Ora mancano solo due particolari per completare lo scafo: la pala del timone e l’elica.
Comincio dal timone ricavando la sagoma da uno scarto di tavoletta dello spessore di 1 mm. Allegato 378784 Qualche mano di turapori con una passata di cartavetrata finissima tra una mano e l’altra, poi dipingo la pala con smalto Humbrol bianco lucido. Allegato 378785 La realizzazione dell’elica, o meglio della mezza elica, è un po' più laboriosa per via delle dimensioni ridottissime. Decido per una elica a 4 pale quindi, poiché l’altezza complessiva dovrà essere di 9 mm, ogni pala sarà di 3-4 mm. Il perno centrale lo ricavo da uno stuzzicadenti opportunamente sagomato mentre le due pale le ho ricavate dal lamierino di una lattina di birra. Ho incollato i pezzi con colla cianoacrilica sperando che faccia sufficiente presa. Allegato 378786 Allegato 378787 Poi l’elica viene dipinta con smalto Humbrol color argento. Allegato 378788 Allegato 378789 Ora elica e pala del timone sono pronti per essere aggiunti allo scafo ed il modello è finalmente completo ! Allegato 378790 Allegato 378791 |
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Non resta che “firmare” il modello, aggiungere il nodo marinaro come gancio, in questo caso ho fatto un nodo tessitore, e anche questo mezzo scafo è pronto per essere appeso alla parete insieme agli altri.
Peccato che debba aspettare fino a quando il decreto non permetterà di cambiare regione, dato che ho tutti i modelli nell’appartamento in Liguria. Comunque sono molto soddisfatto, direi che è lo scafo più bello che ho finora costruito ed i dettagli contribuiscono al risultato finale. Certo, se consideriamo che in origine i mezzi scafi servivano solo come modelli per costruire la barca vera e quindi erano molto essenziali, allora questo modello si discosta un po' avendo una funzione puramente decorativa. Allegato 378815 Allegato 378816 Ora devo approntare il nuovo cantiere e sto analizzando un progetto del Riva Aquarama Special. Non sarà sicuramente semplice ma vi terrò aggiornati con un nuovo work-in progress. :Ok: Come per gli altri modelli completati metto un giudizio finale. Aspetti positivi - la realizzazione dei dettagli - la verniciatura (rispetto ai modelli precedenti) Aspetti negativi - il retro del mezzo scafo non è perfettamente liscio per cui non aderisce in tutti i punti alla basetta - devo stare più attento all’incollaggio delle parti piccole in quanto si vedono alcuni piccoli segni di colla sulla basetta Un arrivederci a presto e, mi raccomando, fatemi avere critiche, commenti e suggerimenti.:smilese: |
Complimenti
Bel modello e molto accurata e precisa la presentazione e la lavorazione. Una sola domanda visto che intendo realizzare a breve una barca da regata d'epoca con la stessa tecnica: le imperfezioni sullo scafo sono dovute al tipo di legno o alla lavorazione?
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