Chiusa una prima fase di modellazione di massima delle due vele principali, sono passato alla lavorazione della tela e per prima cosa mi sono fatto un tè. Anzi due, senza zucchero e limone, con i quali ho tinto la pezza di cotone prescelta, immergendola per una decina di minuti. La tonalità mi sembra buona, lo sarà ancor di più con tutte le sporcature e ombreggiature che verranno nelle lavorazioni successive. Tracciata la forma mediante il cartamodello, in accordo con la direzione della trama, ho quindi riportato la traccia dei ferzi, per i quali ho considerato la misura classica di 58 cm in larghezza, che diventano 16 mm in scala. Per ogni ferzo ho poi segnato la traccia della parte che si sovrappone a quello contigua per la cucitura, detta vivagno: in questo caso sono andato in leggero fuori-scala, portando la sovrapposizione a 2mm anzichè 1, per crearmi uno spazio più comodo per il passaggio delle due cuciture. Quindi, aiutandomi con due quadrelli da 2mm e con una buona scorta d’imprecazioni, ho piegato la stoffa a “Z” in corrispondenza del vivagno, e con un filo di colla ho fermato il tutto, ottenendo la simulazione dei due ferzi sovrapposti. Nella prima delle due foto si vede la tela in parte ancora marcata con la traccia dei ferzi e del vivagno ed in parte già sovrapposta e incollata. Nella seconda, in controluce, si evidenzia bene la sovrapposizione del vivagno.
Per iniziare ho lavorato sulla parte stretta, più semplice; man mano che mi avvicino alla balumina, le cose si complicheranno perchè aumenta la lunghezza dei ferzi, ma spero anche di averci preso un po’ la mano. Una complicazione è costituita dal vivagno, che mi riduce la vela di 2 mm per ogni ferzo: moltiplicato per 23 ferzi, alla fine avrò una vela più corta di circa 5 cm, per cui dovrò aggiungere tre o quattro ferzi per ritornare alle misure del cartamodello. Dopodichè sarò pronto per cambiare mestiere e mi metterò a fare il sarto, si accettano già ordinazioni per giacche, pantaloni, gonne, abiti da cerimonia, ecc....
FD
|