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Mario cosa intendi per sollevare il prodotto?
Diciamo che la depressione che faccio con la pompa e molto rapida ed arrivo ad iun punto in cui la resina (ma lo faceva anche la gomma quando ho fatto gli stampi) frigge .... diventa proprio schiumosa! E rispondendo anche a Stefano non penso sia un problema di umidità in quanto ho aperto una nuova confezione di prochima per fare l'ultimo esperimento di stasera. Allora.... ste rampe, Mario, ti servono proprio per definire che depressione può sopportare la gomma (o resina, nel mio caso) aquel livello di gellificazione? E se vai ad un livello di depressione superiore nei tuoi test, la gomma come si comporta? Stefano> Ti perdono solo se la bambola che sostituisce il pierrot è gonfiabile ed assomiglia alla bellucci ... |
Beh, se tu metti il prodotto in un contenitore di vetro trasparente, vedi che scendi troppo bruscamente con la pressione, il prodotto si solleva e può anche uscire dal contenitore. In questo caso, l'aria all'interno del prodotto uscendo si è portata dietro il prodotto. Una rampa di pressione delicata (ne butto li una... prima 500mbar, 200mbar, 100mbar, 50mbar..) lascia invece fuoriuscire quasi ad una ad una le bolle d'aria che sono all'interno del prodotto. Insomma sarebbe meglio non un semplice rubinetto apri e chiudi, ma bensì un rubinetto di quelli che riesci ad aprire lentamente. Puoi vedere la differenza magari mettendo della resina all'interno di un vasetto trasparente in vetro, fai il vuoto in tutte e due le maniere, quella che hai utilizzato tu e quella che ti ho suggerito. Magari ti annoti i vari step, vale a dire che magari per un minuto puoi stare a 500mbar, poi puoi scendere fino a 300mbar e così via.. Naturalmente dipende anche dai tempi di presa della resina.
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Max, alla fiera di Verona finchè te disperatamente agognavi gnocca annoiato, Stefano ti svelava l'arcano serbatoietto posto a monte dell'oggetto sempre dentro allo stampo... potrebbe essere anche un canale di colata lunghissimo per assurdo (secondo me eh..) ma una camera di resina a monte dell'oggetto dovrebbe funzionare da riempitore, credo che Stefano possa spiegarti tra un gnocco fritto al culatello e l'altro...
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Vorrei sfatare sta cosa ... io a Verona ero attentissimo (:biggrinangel:) mentre te e Stefano parlavate di resina e di colate mi ricordo frammenti di discorsi " ..resina" ... " ...colata" ... bla bla bla ... ad un certo punto Gionc si gira verso di me tutto eccitato e mi fa "hai capto!?!" ed io , per non deluderlo, gli ho fatto ampi cenni con la testa "si, si, si ... ora si che ho capito!" ed intanto pensavo alla biondina seduta sullo sgabello allo stand della Brumm .. .con la mini .... "secondo me è minorenne!" "ma forse no" "si si, quella lì non ce li ha 18 anni" ......
Se Gionc e Matilde mi facessero un sunto di queste super idee che si sono scambiate a Verona, in questo scontro al vertice di menti superiori, mi farebbe MOOOOOOLTO piacere. Stefano potrebbe addirittura postare una foto o dobbiamo andare per forza a Reggio a vedere il suo marchingegno? Comunque grazie a mariaci, intanto: ho capito che la rampa di salita è molto importante in questa professione. Ti dico che avevo provato anche a mescolare base+catalizzatore e prima di colarli avevo messo il bicchierino con il prodotto nella mia macchinetta del vuoto ma non ho visto apprezzabili cambiamenti di stato ... mah Mi piacerebbe tanto capire a livello fisico, come mai frigge sta resina all'abbassarsi della pressione ... sono un po' arrugginito in fisica .... vale la legge PV=RT o dico cazzate? R costante, diminuisco la pressione, quindi aumenta il volume occupato dalla resina che si dilata e fuoriesce dallo stampo, per mantenere l'equazione valida? |
Credo che molto più semplicemente la resina non "frigga"..Semplicemente la pompa aspira l'aria fuori dalla colata e quella dentro...Le bollicine tendono ad uscire e la resina "bolle"..
Il movimento di aria interna può farla debordare...Se schiuma proprio la resina è da buttare. Almeno quelle Prochima, perchè contengono troppa umidità data dall'apri e chiudi della confezione. |
No, no, bruno, la resina è nuova nuova, nel senso stappata 34 secondi prima di mescolare i due componenti insieme. Prima era sigillata da fabbrica, quindi escluderei l'umidità. Tanto più che questo effetto me lo fa pure con un'altra resina, di altra marca (quella che vende Revelli di Milano). Penso che sia valido il discorso di mariaci: scendere troppo di pressione e troppo velocemente crea uno fenomeno fisico di frittura ....
EDIT: Tra l'altro .... sembra proprio che frigga (non so se l'ho gia detto :brig:) cioè, se guardi attentamente, sembra che le bolle imprigionate nella resina si espandano, cioè aumentino di volume. Se fermo la pompa e reimmetto l'aria lentamente nel contenitore, vedi le bolle ancora imprigionate nella resina che rimpiccioliscono ... piccole, piccole, piccole .... |
compro la resina che vende Revelli da anni, direttamente da chi la fornisce appunto a Revelli.
Dal produttore hanno una campana di un metro cubo che arriva in 60 secondi al vuoto pneumatico, mai vista nessuna deformazione, anzi... Tra tutte le resine che ho provato (Prochima, Chemix, Rast Deranauo, e Dz Models, appunto il fornitore di Revelli) la Dz è seconda solo alla Rast, anche se questa costa quasi il doppio. Ottima la Chemix ma a suo tempo si trovava solo in confezioni esagerate (tipo 5 Kg di resina e 5Kg di catalizzatore). Io per la macchinetta del vuoto, avendo chiaramente esigenze non esagerate (anche se riproduco scafi interi di carri ed altro) mi sono attrezzato come segue: scatola a tenuta in plastica rigida (tipo tapperware). coperchio in plastica siliconica a tenuta appunto, con un foro nel quale è inserita una valvola in gomma siliconica monodirezionale (tipo quelle che adesso si usano per tappare il vino) alla stessa attacco o una piccola pompa manuale, oppure l'aspirapolvere. So che non creo il vuoto, ma abbinato ad una bassa temperatura ambientale nella quale lavoro (16 gradi e totale assenza di umidità, dopo aver portato la temperatura della resina a circa 12-14 gradi) e lasciando poi il tutto per 2 minuti sulla lavatrice in centrifuga, ottengo anche figurini in 1/35 monoblocco senza deformazioni o imperfezioni. Ovvio non ho la qualità di un produttore, ma a costa quasi zero e per i miei usi, ho ottime copie senza bolle ciao Federico Sangregorio CML Legnano |
Federico, penso che il "problema" tuo e di bruno sia lo stesso .. problema tra virgolette: voi utilizzate sistemi di estrazione dell'aria (tu aspirapolvere e bruno il compressore del frigo) molto lenti, rispetto alla mia pompa del vuoto .. io in 10 secondi, viste le dimensioni del contenitore che uso, sono a 200mbar, cioè 800mbar sotto la pressione atmosferica ed in altri 10-15 secondi arrivo a 100mbar; secondo me con i vostri "aspiratori" non arrivate a meno di 600-500mbar, onde per cui non avete mai visto il fenomeno di cui vi parlo io.
Supposizioni, sia chiaro, ma penso di essere molto vicino alla verità :biggrinangel: Poi bisognerebbe capire cosa intendi per vuoto preumatico ... |
Centrifuga della lavatrice???
Spiega un po come fissi lo stampo...E non far fuoriuscire la resina. |
io non parlo della mia di macchinetta, ma di una campana di un metro cubo che in meno di sessanta secondi crea il vuoto pneumatico, che non è quello che intendo io, ma una definizione fisica. In fisica, il vuoto è l'assenza di materia in un volume di spazio. Un vuoto parziale viene espresso in unità di pressione. Nelle lampadine esiste il vuoto pneumatico, creato tramite il tubo a vuoto, se così non fosse ogni volta che accendi la luce l'aria farebbe da combustibile e le lampadine brucerebbero. La campana di cui ti parlo è uan campana altamente professionale, usata da gente che stampa magari 1000-2000 copie al mese. Ed in questa apparecchiatura che, come potrai ben capire, è di sicuro più potente di quella che uno di noi potrebbe avere in casa (a meno che tu abbia una stanza dove ospitare una specie di cassaforte del volume di un metro e mezzo cubo). Il fenomeno che tu osservi e chiami di rottura fisica (cosa dal punto di vista scientifico impossibile, visto che il materiale non essendo catalizzato non ha ancor una struttura fisico-molecolare stabile, quindi non puoi rompere un legame ancora non creato) è solo dovuto alla combinazione di vari fattori: temperatura+umidità+improvvisa compressione dell'aria contenuta nella resina, ma che a sua volta contiene umidità. Infatti se visiti una ditta o un artigiano che stampa ad alti livelli resina, i locali dove stampa avranno una temperatura compresa fra i 16 ed i 18 gradi ed un tasso di umidità pari a zero controllato con il deumidificatore ed il climatizzatore. Tutte ste cose non credere siano farina del mio sacco..o meglio sono frutto della pluriennale frequentazione di chi appunto stampa per lavoro, sia nel campo modellistico che della prototipazione.
Ovvio che poi i metodi alternativi citati da me e Bruno non creano il vuoto per svraiti motivi (tenuta non sufficiente, mancato controllo della pressione, aspirazione continua, ma con continue perdite ecc ecc). Come dicevo io pongo gli stampi di gomma con la resina dentro in questa scatoletta che uso per estrarre le bolle, poi il tutto lo metto sulla lavatrice...senza dover fissare nulla mai fuoriuscito nulla. Forse sarà anche che la mia lavatrice non è vecchissima (ricordo che la prima che avevamo quando ero piccolo, in fase di centrifuga si spostava addirittura per la stanza) quindi non avendo il contrappeso in cemento, che una volta avevano, il movimento della centrifuga è continuo ma non così sussultorio da provocare fuoriuscite. |
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No, è gionc che è rinco.
xdref parla della lavatrice, quella della Candy o della Ariston, per capirsi, quella con cui devi usare per forza Calgon se vuoi che duri di più. Lui la usa come piano vibrante per le bolle, tipo pianetto vidrante degli odontotecnici di cui si parlava tempo fa tra di noi .... |
Federico, sarò anche grullo, ma anche wikipedia sul famigerato "vuoto pneumatico" non mi è di nessun aiuto ... mi illumineresti?
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Le pedane vibranti esistono e non costano tanto...ma tanto la lavatrice è già li ;-) |
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