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Sulla crisi dell'industria del modellismo
un'analisi non felice sulle prospettive future del nostro hobby
https://tamiyablog.com/2018/06/the-c...odel-industry/ |
Beh in questo articolo Tamiya parla per la sua situazione, il mercato modellistico non è mai stato così prolifico come oggi negli ultimi 30 anni, sono nate decine di nuove ditte quasi tutte di ottima qualità, si stanno immettendo nel mercato nuovi modelli di soggetti interessanti, molti inediti, con cadenza ormai mensile, non abbiamo di che lamentarsi, poi se si vuole cercare il pelo nell'uovo ogni modellista non sarà mai soddisfatto. :brig:
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Appunto. Se sfornasse qualcosa di nuovo e non le solite ristampe della subaru se un piccolo produttore come belkit/domino ha le concessioni x le wrc ,tamiya che è un colosso dovrebbe avere le concessioni della Ferrari che correrà nel 2030 .A parte ciò il modellismo è nato dal nulla e c'è chi con uno zoccolo di legno fa un vascello (non io)☺
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E' ovvio che a Tamiya non faccia piacere che siano arrivati nuovi concorrenti nel mercato modellistico, per di più con la tecnologia attuale degli stampi mobili che hanno superato il problema dei sottosquadra o come lo scanner laser che elimina gli errori di forma e dimensione dei kits, la qualità di questi nuovi "competitors" si è avvicinata di molto se non in acuni casi superato quella Tamiya, o si da una svegliata o è destinata a ridimensionarsi. Già ha delocalizzato parte della produzione nelle Filippine.
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A me ha impressionato soprattutto l'analisi che riguarda l'età media del modellista. Le nuove generazioni, i bambini e i ragazzi non sono interessati a costruire kit, e la fine del modellismo statico con la fine della nostra generazione sarebbe un destino triste.
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Se creano un app x costruire modelli i giovani sarebbero contenti
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Ci sono 4,2 Te in Me... Tieni duro. |
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Ad ogni generazione, i suoi giochi :Ok: . I ragazzi di oggi (a parte la piacevole eccezione di Statico) credo che al solo pensare di dover costruire qualcosa usando degli attrezzi vadano nel pallone più totale, è già tanto se ruzzano con il lego :smilese:
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il discorso è molto ampio, come dice giustamente il matte dipende dalla generazione
tempo fa ho letto un articolo su un sito di motociclismo... facevano un'analisi di mercato sui motorini, che negli ultimi anni è crollato... per la mia generazione di odierni 40enni, a 14 anni avere il motorino era l'obiettivo della vita... a 16 anni sognavi il 125... e fuori dalle scuole era pieno di motorini ti fai un giro oggi e ne vedi, forse, una decina, poi macchinette per chi se le può permettere le generazioni nuove crescono a pane e tecnologia, cellulari, tablet, consolle, sono queste le cose che vogliono.. figuriamoci il modellismo che fine fa |
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Infatti quello che io avrò speso tra acquisto-elaborazione-rifornimento di 4 anni di motorino loro lo spendono cambiando iPhone da 1200€ ogni 10 mesi Inviato con il mio iPhone - Scarica l‘app del Forum di Modellismo.net |
ciò che inchioda i colossi sono i grandi numeri della produzione e i costi dei diritti. dovrebbero darsi una ridimensionata sia sul primo che sul secondo aspetto. oggi piccole tirature di altissima qualità sono all'occhio di tutti, stampa 3d hanno di grna lunga soppiantato tanti passaggi obbligati per la fabbrica.
ciò che mi fa molto riflettere sempre è la grossa differenza che cè fra i ns negozi e la media di quelli asiatici. se applicassero le stesse regole di marketing probabilmente le nuove generazioni sarebbe molto piu attratte. Es palese sono i gumpla in asia crescono e crescono prosperosi con sempre piu giovani..qui nn trovi un negozio con mezzo robot montato..là funziona che ogni scatola ha il suo modello montato sopra in modo da creare attrazione e coinvolgimento visivo...finche ci affidiamo a negozianti che nn vogliono minimamente investire nella costruzione di modelli per expo ma solo impilare scatole a prendere polvere la vedo dura...piu negozianti facessero montare iu modellisti avrebbero lavoro su commissione ecc...è una ruota che gira.. |
Distinguerei il discorso negozianti, dal discorso di produzione, il negoziante d'oggi, deve fare i conti con molti più fattori negativi rispetto a 20 anni fa, internet in primis soprattutto in italia visto anche l'IVA safavorevole rispetto a molti paesi Europei.
Qui i colossi, dicono che le vendite sono in calo, a mio parere verissimo per quel che riguarda il modello "standar", è altrettanto vero che la rigidità di vedute delle case nipponiche (come si fa a pagare una licenza e produrre un modello come la Ferrari F1 Tamiya, non è certo facile ammortizzare il tutto ) non li aiuta molto in questo momento. Occorrerebbe da parte loro (e non solo) puntare in primis su prodotti da fare senza licenza, ed in più spammabili su varie livree/grafiche/versioni differenti ma simili in modo da sfruttare al max il soggetto. |
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