almeno su questo con Brunetta...
tratto dall'Unità:
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Undicietrenta di Roberto Cotroneo
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La provocazione di Brunetta
Curiosa questa proposta di Brunetta di mettere i compensi dei conduttori Rai nelle sigle di testa o di coda dei programmi. Dico curiosa perché non riesco bene ad afferrarla. Nel senso che in molti paesi, soprattutto quelli scandinavi, qualunque cittadino andando su internet può sapere quanto guadagna e quanto dichiara al fisco il vicino di casa o il suo professore di matematica. È una procedura assolutamente trasparente e giusta. In Italia questo non è quasi possibile, per una serie di motivi complessi, il primo fra tutti è dato dall'enorme evasione fiscale che abbiamo.Ma la Rai è un'azienda pubblica, e di fatto i conduttori, i giornalisti, e quelli che lavorano in Rai sono pagati dai cittadini. Per cui non è uno scandalo sapere quanto guadagna un mezzo busto di un telegiornale o un conduttore di una trasmissione televisiva. Non è uno scandalo neppure, però, e questo Brunetta dovrebbe dirlo, sapere quanto la Rai guadagna in pubblicità se c'è la trasmissione di Michele Santoro. Ovvero: se metto uno spot dentro il programma "Anno Zero", la Rai quanto fa pagare di più quello spot rispetto alla norma? E se la trasmissione di Gabanelli o di Fazio fanno un certo ascolto di pubblico, quanto la rete ne beneficia in termini di introiti e di guadagni? Non è facile stabilirlo, perché sono calcoli complessi, ma sarebbe giusto saperlo. Perché sicuramente uno come Paolo Bonolis, a Sanremo, non si è fatto pagare poco, ma il successo del suo Festival ha innescato tutta una serie di conseguenze positive, sia in termini di sponsor, sia in termini di immagine, nonché in termini economici, per la rete che ha trasmesso l'evento.Il rischio è che l'idea lanciata da Brunetta possa prestarsi a facili strumentalizzazioni, soprattutto in riferimento ai giornalisti, che possono non aver piacere a vedere il loro reddito messo nero su bianco in video, sia quanto è troppo alto, ma soprattutto quando è troppo basso. Basterebbe invece un giusto e sacrosanto indirizzo internet dove tutti, e dico tutti quelli che lavorano in Rai, sono censiti, vengono resi pubblici i redditi, le competenze e le spese, anche quelle che la Rai sostiene per appaltare lavori ad aziende esterne. Aziende di cui sarebbe giusto conoscere tutto quello che è giusto conoscere. Ma accadrà mai una cosa del genere, o è soltanto una provocazione?
03 dicembre 2009"
http://www.modellismo.net/forum/newt...ewthread&f=291
secondo me sarebbe giusto che in italia fosse come nei paesi scandinavi...e stop...ma tutti gli stipendi dei parlamentari, giornalisti, conduttori...tutti quanto andrebbero pubblicati...e soprattutto non trovo corretto che, per esempio, mi pago il canone Rai e mi mettono la pubblicità...
Se ti pago il canone non mi ficchi la pubblicità..come con sky...pago 40 sacchi al mese e pubblicità anche li...
che tristezza..