Ho ho la cabina di veniciatura, ma, il più delle volte, vernicio fuori, nel corridoio fra la cantina e l'uscita in cortile.
Fatico quindi a volte a capire la miriade di discorsi su caldo/freddo, polvere o non polvere etc etc...
Due settimane fa, ho dato il primer sulla scocca in metallo della Impreza S14 Cararama. Ho scaldato la scocca dalla stufetta elettrica, soffiato un pò sulla carrozzeria e via di primer griglio, dato nel corridoio.
E' venuto talmente bene che, nemmeno serve carteggiarlo per dare sopra il grigio.
Idem la scocca della Focus WRC del 2000, da fare come base in bianco (colore più bastardo in assoluto da dare).
Pure li, scaldata vicino alla stufetta e verniciata in corridoio. Zero polvere, vernice stesa perfettamente, ninete buccia.
Ora, non sono un fenomeno, sia chiaro, ma, dopo 15-20 anni che uso le bombolette, ho capito un pò come muovermi. Secondo me, sta tutto alla "mano" che una persona acquista nel tempo. Da dove e come partire a verniciare la scocca a bomboletta, dagli accorgimenti usati in fase di preparazione alla mano di vernice etc etc.
Quindi, più che mastodontiche cabine di verniciatura, cercate più che altro di trovare il giusto equilibrio nell'utilizzo delle bombolette/aerografo.
E una scocca calda (per quanto riguarda il metallo) e tiepida (per quanto riguarda la plastica o resina) secondo me è già il 50% della buona riuscita della pitturazione.
Anche il Zanelli (Riccardo) se vedete dal vivo dove vernicia, faticate di certo a pensare come possa tirare fuori delle scocche così ben pitturate...


Parere mio ovviamente, senza offesa per nessuno. E' solo un consiglio.

