Grazie anche a voi per l'apprezzamento...
Il legno d'acero è - insieme al tiglio - il più chiaro e privo di venatura che c'è in commercio. L'ho trovato di una sola misura: 1x5x1000 millimetri ed i listelli non sempre sono perfettamente dritti. Non lo considero però un difetto, vuoi perchè alcuni listelli storti (e anche di parecchio) mi son serviti e mi serviranno per i ponti; vuoi perchè - a differenza del tiglio - è legno assai resistente alla scalfitura e al tempo stesso molto flessibile. Un listello lo puoi annodare, dunque anche le svergolature si recuperano senza problemi.
La pulizia del lavoro e la firma? Ove riesco, gli spigoli li lascio vivi togliendo loro solo il "filo": i pezzi, qualsiasi pezzo, prima di montarli li passo a carta vetrata finissima (per le superfici piane uso un foglio di carta p600 appoggiato sul tavolo) su ogni lato, e sullo spigolo una passatina leggera finale di taglio. Gli spigoli li arrotondo, con la stessa tecnica ma ripassando più volte nella stessa direzione (se voglio inclinare a 45 gradi) o in direzioni diverse (se voglio il semitondo) quando lo spigolo non avrebbe senso: ovunque fosse presumibile sbatterci contro pericolosamente. Ad esempio: collari, mensole, semi-ponti di batteria, gradini delle scale, paiolati, capodibanda.... ma, appunto, facendo arrotondamenti a semitondo.
Questa può sicuramente leggersi come una "firma" (intendendo una cura un po' maniacale e diffusa per questi particolari), come del resto - e in questi termini - può essere considerata "firma" la cura per le simmetrie: preferisco sbagliare il medesimo particolare su tutti e due i lati della nave, ma in maniera assolutamente uguale, piuttosto che fare due particolari differenti anche se di molto poco dei quali uno corretto e l'altro sbagliato.
Trink