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Originariamente inviata da Fofò43
Un passaggio nell'intervento di Lapo rappresenta la chiave di volta di quanto finora tutti noi abbiamo scritto ed è anche la dimostrazione di quanto sostengo io.
Quando parla delle future scelte di sua figlia (Ginevra hai tutta la mia solidarietà sin d'ora...) Lapo si pone già come diga "sceglierò io per lei", "cosa vuoi che ne capisca a tredici anni?".
Il brutto d'invecchiare (e si...) è che si fanno e si dicono le stesse identiche cose che dicevano i nostri genitori, i nostri nonni.
Arrivati ad una certa età il tempo si cristallizza, quelli più giovani sono degli stronzi e degli scapestrati solo perché più giovani, quelli più vecchi sono semplicemente rincoglioniti, siamo noi i detentori della giustizia, del verbo, dell'educazione.
Ma vai...va!
Picciotti ci stiamo semplicemente conformando al nostro ruolo di genitori, di persone integrate nella società, di lavoratori che cercano di sbarcare il lunario, se ci riescono, fare carriera ed arrivare alla pensione.
Chi fa certi discorsi sta solo inacidendo, è diventato come gli altri.
Che sia invidia?
La dimostrazione, ulteriore, è che l'attuale società è governata e gestita, in parte, da quelli che hanno fatto il '68, quelli cioé che dovevano cambiare il mondo, riformare la società.
A parte qualche stronzo che c'ha creduto davvero e che è rimasto fedele, a parte qualcun altro che si è perso per strada in malo modo, la maggioranza lavorano in banca, negli uffici pubblici, nella scuola e nelle imprese.
E' cambiato nulla da quando gestiscono la società rispetto a prima?
Una mazza!
Torniamo a parlare di macchinine e non offendiamo gli altri solo perché ormai noi non possiamo più tornare indietro.
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Mi spiace Fofò distruggere la tua tanto agognata chiave di lettura, ma prima di fare danni irreparabili alle tue convinzioni vorrei precisare che quello che ho affermato era solo una provocazione. Non mi sogno nemmeno di mettere paletti (a parte, per ora, il motorino...) e comandare le scelte di mia figlia. Certo, così come mi toccherà guidarla (è un obbligo morale e legale quello che spetta ai padri e alle madri...) nella cura delle influenze che la ammaleranno e nell'alimentazione che la nutrirà, allo stesso modo sarò certamente presente nella scelta della scuola superiore che farà a 13 anni... Tra l'altro, come dice giustamente Attila, le scelte non saranno nemmeno troppo "assistite" perchè crescerà giocoforza in un modello di valori che le trasmetterà prevalentemente il padre e la madre.
Comunque sia, ripeto, non obbligherò nessuno, ma come è naturale, condizionerò certamente mia figlia. Scusa se ti ho dato un'effimera illusione di aver trovato il bandolo della matassa... Ora ti toccherà ripartire da capo...