e se avete due minuti, qui spiega il passaggio al 1995...
"Qui il budget aumentò, con esso i piloti ALFA (Larini, Nannini, Alboreto, Danner, Modena, Bartels) e nacque il mostro elettronico di casa ALFA che con la 155 V6 TI ’94 poco aveva a che fare.
La nuova ALFA aveva tre centraline elettroniche, una per ogni differenziale
(anteriore, posteriore e centrale), tra loro comunicanti al fine di ripartire al meglio la trazione e simulare un controllo di trazione; a questo doveva contribuire anche il sistema ABS dell’ennesima generazione messo a punto dalla Kesley-Hayes dotato dei classici 6 sensori ma anche di un raggio laser posto nel sottoscocca per valutare le pendenze e le asperità del circuito e agire di conseguenza.
Al posto del classico cambio sequenziale a cloche delle vecchie V6 TI la nuova vettura aveva un semiautomatico con comandi a bilanciere sul volante; il tunnel centrale di questo ardito esperimento sembrava più una sala computer che un’auto da corsa; all’esterno l’aerodinamica si complicava sempre più.
Il “prototipo” nacque sfortunato, ed il primo modello venne distrutto subito da Larini in un incidente in prova, penalizzando e rallentando le produzioni sia di ALFA Corse che della Abarth e portando ad una nuova rivisitazione del budget. Inutile dire che La 155 V6 TI ’95 non fu azzeccata; l’idea era buona ma le centraline ed i dispositivi elettronici non riuscirono mai a lavorare al meglio insieme ed a dialogare tra loro, la messa appunto era proibitiva l’affidabilità precaria ed il consumo delle gomme distruttivo, il fatto poi che i piloti non ufficiali dotati di vetture ’94 fossero più veloci la diceva lunga sulla situazione. Sembra una barzelletta ma la 155 V6 TI ’95 non corse mai nel 1995; per i piloti da classifica venne approntata una ibrida ’94 evoluzione ’95 veloce e con una nuova aerodinamica mentre Alboreto tentò invano di svezzare la ’95 anche se mai con tutta l’elettronica a bordo contemporaneamente (ne guadagnò le ultime file dello schieramento ed un paio di principi di incendio)."
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