Il pranzo fu funesto, molti degli autoeliminati decisero di affogare la propria frustrazione in abbondanti libagioni; rane e lumache, rosso sfuso a volontà e pure un giro di polenta e bruscitt. Non si alzarono più fino all'ora di cena.
I più competitivi invece erano arrivati con un paio di panini divorati al volo ed erano subito tornati in pista. La pista era andata da un'altra parte attaccata a chissà quale alettone ma non ci fecero caso. Continuarono imperterriti a girare sfidando il ghiaino. Macchine troppo basse che continuavano a strisciare pancia a terra. Le macchine strisciavano e loro aspettavano l'inizio delle semi.
Il commesso intanto stava al tavolo, lui, la morosa, l'assessore e il comitato polisportiva San Protaso. Non che la gara rivestisse chissà quale importanza in seno alla polisportiva ma si sa, quattro matti con le macchinine, il chiasso e la confusione altro non erano che un richiamo per il pubblico e si sa, il pubblico poi vuole patatine e cocacola, panini e birra.
Orbene, alla fine venne anche il momento di stilare le classifiche, e inutile dirlo, le posizioni alte erano occupate dai mezzi più competitivi, veloci e costanti. In pratica i migliori modelli a scoppio stavano davanti e ai migliori modelli elettrici toccavano posizioni di rincalzo. Malgrado l'evidenza il nostro direttore-commesso decise di fare semifinali miste. Fu la fine delle residue Tamiya, condannate da una ridotta autonomia e da tempi di "rifornimento" biblici rispetto ai modelli scoppio le elettriche chiusero la performance per manifesta inadeguatezza alla pugna. Erano ferme prima dalla fine delle rispettive semifinali.
Alla finale parteciparono solo sette modelli, tre piloti non riuscirono a schierarsi e si resero disponibili ad aiutare i superstiti. Intorno al serpentone scavato nel ghiaino che una volta era la pista si raccolse il pubblico mentre il commesso chiamava i concorrenti a gran voce presentandoli come fossero eroi greci pronti a resistere ad un assedio.
Al via la signorina ancora mancava e l’assessore ormai aveva preso anche gusto nel sostituirla. Con un secco movimento del braccio diede il là alla competizione.
Alla prima curva il solito pasticcio, due modelli si sacrificarono al ghiaino,. Incastrati uno nell’ alettone dell’altro avevano iniziato una danza circolare quando uno dei meccanici volontari, nella foga di raggiungerli, scivolò malamente sul terreno insidioso atterrando proprio sulle auto. Braccetti ed ammortizzatori non gradirono e i due piloti abbandonano il palco. Il commesso cercava di tenere un conto dei giri abbastanza verosimile, non che la cosa fosse particolarmente impegnativa dati i soli cinque modelli circolanti, spesso nemmeno contemporaneamente, ma era preoccupato dalla protratta assenza della morosa. Quella stava tramando qualcosa, non gliela raccontava giusta. Avrebbe dovuto parlarle.
Gli ultimissimi minuti di gara furono affrontati da due soli modelli; quello probabilmente primo da un po’ cercava solo di portare a casa la vittoria senza esagerare; trotterellava in giro per la pista a mò di parata. L’altro invece era un po’ più impegnato perché pensava di recuperare posizioni su altre auto non più marcianti. Si arrivò al termine, il pubblico salutò con un applauso i partecipanti e sciamò verso il bar ed il chiosco con le torte mentre accompagnato da una risma di fogli tempestati di crocette, il commesso iniziava a leggere la classifica finale. Alla fine vinse un locale, con un modello non recentissimo, poco colorato ma con un assetto molto più adatto ad un terreno accidentato che non ad un prato in erba. Il cittadino che l’aveva seguito nell’ultima parte della finale arrivò secondo sopravanzando gli altri fermi al palo. Terzo un altro del gruppo dei cittadini, a conferma che comunque al di là delle capacità e della preparazione un mezzo di buona fattura può fare la differenza. E i premi? Beh, per il primo naturalmente coppa. Due chili abbondanti di coppa da affettare. Salami per il secondo ed il terzo. I restanti piloti vennero omaggiati da medaglia ricordo della Parrocchia di San Protaso. L’estrazione finale di materiale modellistico chiuse definitivamente la 1^ CopAuRa PaSaPro. Per la seconda, siamo ancora in tempo.
E la signorina? Lei e il commesso non ebbero mai quell' ultimo colloquio chiarificatore; la videro, quel pomeriggio, allontanarsi dal campo di gara a bordo di un camper seduta tra due dei modellisti venuti da fuori, sempre più spettinata ma indubbiamente felice.
Ultima modifica di mastino; 21-04-13 a 12:25 PM
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