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[Auto] Transkit Lancia Stratos Proto - TDC 1972
Più volte annunciato (come progetto...) proprio sulle pagine di modellismo.net, ecco finalmente realizzato il primo dei "Transkit-Stratos" per la scala 1:24.
Personalmente ho atteso questo momento per anni. 20 per l'esattezza...
Nei quattro lustri, ho acquistato almeno un esemplare per ciascuna delle riproduzione in kit apparse sul mercato: sono passato dal vetusto Esci al Revell, dal Fujimi alla Turbo "giocattolo" della Tamiya terminando con la "metallica" di Racing43, serie BIG.
Essendo da sempre un "cultore" della Stratos, ho studiato, scomposto, misurato e confrontato tra loro questi modelli per concludere (scoraggiato...) che nessuno riproduceva in tutta la sua bellezza la regina dei rally, anche se la migliore del lotto analizzato resta ancora la riproduzione in metallo bianco di Racing43.
Nel 2002, irrompe sul mercato il kit in plastica realizzato dalla giapponese Hasegawa e fin da subito sono apprezzabili i pregi del modello: sono corrette le dimensioni e la linea, corretto è anche il profilo dei vetri laterali e soprattutto il generoso (ma non troppo...) parabrezza anteriore.
Sorprende la scelta, estremamente funzionale, di utilizzare una carrozzeria stradale come base sulla quale adattare, a seconda della versione, i passaruota posteriori allargati della prima serie (che va dal 1974 al '77) o della seconda, quella che chiude il ciclo della "bete a gagner" ('78/'82).
L'idea è davvero ottima, ma purtroppo la realizzazione degli aggiuntivi è un vero disastro!
I parafanghi "allargati" sono totalmente sbagliati e quel che è peggio, per entrambe le versioni!
Errori non da poco, visto che compromettono irrimediabilmente la riuscita del modello finale.
Il kit in plastica è però un'ottima base di partenza per realizzare il sogno inseguito per anni: un “trans kit” (categoria tanto cara a quelli che hanno superato gli "anta"...) che consenta di arricchire il kit originale e ottenere nuove ed inedite versioni.
Per raggiungere lo scopo è necessario realizzare una serie di carrozzerie "giuste" ed alcuni accessori all'altezza della situazione: per il resto è sufficiente utilizzare le parti già contenute nella scatola di montaggio (le stampate in plastica sono di ottima qualità, come tutta la produzione del costruttore giapponese).
Questa opzione consente di utilizzare come base di partenza uno qualunque dei kit prodotti dalla Hasegawa (Alitalia, Pirelli, Chardonnet compresa quella stradale).
Deciso il progetto, occorreva decidere a "chi" affidare questa difficilissima impresa... La scelta è quasi obbligata, visto che l'unico modellista in grado di interpretare e riprodurre un soggetto così impegnativo e prestigioso è lui: Luca Cavicchi.
La scelta impone dei tempi di attesa piuttosto lunghi, ma armato di santa pazienza attendo: sono assolutamente convinto che ne valga la pena.
Devo infatti aspettare che Luca termini la sua impresa (in solitario…): quella di realizzare una fantastica Gruppo B, la Toyota Celica. Per chi dice che nessuno produce più Gr. B dettagliate... date un occhiate a questo link: è il WIP della Toyota di Cavicchi!
http://www.automotiveforums.com/vbulletin/showthread.php?t=1084009
Arriva finalmente il momento e grazie a una ricca documentazione fotografica si può cominciare: per fortuna anche Luca è innamorato (e chi non lo è?) della Stratos e quindi si butta anima e... stucco nelle modifiche!
Nasce così il primo “Transkit-Stratos”, quello del debutto, nel novembre 1972, sulle strade del Tour de Corse, ma anche la variante Rally Costa del Sol, seconda apparizione della Stratos "Proto", nel dicembre dello stesso anno.
La prima versione della Stratos è denominata "Proto" in quanto si tratta ancora di un esemplare non omologata e iscritta nello speciale Gruppo 5: essa rappresenta anche la base sulla quale verranno sviluppati tutti gli altri modelli, prima che inizi la produzione di serie e si arrivi alla successiva omologazione nell'ottobre del 1974.
Analizziamo le modifiche apportate alla carrozzeria Hasegawa per la trasformazione in Stratos "Proto".
Inizialmente Luca si è concentrato sui parafanghi posteriori: il profilo è simile a quelli "definitivi" anche se sono leggermente più stretti rispetto a quelli della futura Gruppo 4. Per questo nel “Transkit” è presente una sospensione posteriore modificata da sostituire a quella originale per consentire al pneumatico di restare "a filo" parafango.
Già a partire dal 1973 le dimensioni dei parafanghi posteriori saranno più “generose” e si uniformeranno a quelli omologati per il triennio '74/'77.
Modificato anche il profilo inferiore (brancale) mentre nella parte posteriore, oltre ai sei fori di sfiato è stato aumentato lo spessore della carrozzeria sotto i fari posteriori perché nella carrozzeria Hasegawa era troppo sottile.
E’ stata realizzata tramite una tornitura di alluminio la cornice dei fari posteriori: inizialmente non era presente la “cornice” rotonda in gomma nera ed il faro era posizionato al centro dell’incavo mediante una "corona" (cromata).
Aggiunto anche il supporto del faro per la retromarcia, mentre per il trasparente si utilizzerà quello contenuto nella scatola di montaggio (è il trasparente che riproduce la luce di posizione anteriore, non utilizzata nelle versioni rally).
Nella parte posteriore, quella che sarà in seguito occupata dalla "serranda" si è proceduto a modificare la parte predisponendo l'incastro del "periscopio" (con bocca di immissione orizzontale per il Tour de Corse e verticale per il Costa del Sol) e delle future griglie fotoincise. Lateralmente si trovano i tappi dei due serbatoi. Solo successivamente verranno semplificati i raccordi e l’accesso sarà facilitato dal foro praticato nella parte laterale del cofano.
Il capolavoro di Luca è sicuramente il cofano anteriore: estremamente grintoso, ancora molto largo e mooooooolto diverso da quello che verrà omologato nel 1974: grazie ad una… adeguata documentazione fotografica è stato possibile cogliere ogni particolare che è stato poi riprodotto fedelmente, con la giusta linea e tutte le nervature che caratterizzano la vettura originale.
Leggermente “abbassato” l’incastro dei fari a scomparsa e realizzati ex-novo i due fari anteriori rettangolari (la parte trasparente sarà riprodotta a parte). Per rendere più “robusta” la parte anteriore della carrozzeria, il radiatore è stato “incorporato” così da rendere più tenace la stampa ed evitare la rottura del carrozzeria (infatti, si rompe sempre anche quella in plastica originale…)
Ottimi (finalmente!) i cerchi Campagnolo: realizzati “manualmente” come è solito fare Luca, riproducono con assoluta precisione di dimensione e forma quelli utilizzati dalla Stratos.
A tal proposito rammento che i Campagnolo avevano diverse misure con canali più profondi a seconda delle vetture (come Stratos e Porsche) mentre erano diversi per il 131 Abarth , sia per il canale che per le colonnine, che erano 4 e non cinque…
Gli pneumatici, per il momento sono quelli originali Hasegawa, ma presto saranno pronti quelli del “Transkit”
Cosa manca per concludere la Stratos “Proto”?
Il motore, gli scarichi, gli pneumatici, le fotoincisioni e le decals…
Coming Soon!
Ultima modifica di stratosmania; 31-03-13 a 12:15 PM
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