Killick, come prima cosa credo che dobbiamo chiedere scusa al "titolare" del wip per questa nostra pesante "intromissione" in uno spazio tutto sommato suo.Spero che non se la sia presa!
Quello che volevo dire è che , a volte, anche gli autori delle monografie possono "sorvolare" su alcuni particolari.A maggior ragione i consulenti che sovrintendono alla costruzione delle repliche.E' verissimo, capt. Cook non aveva un grandissimo bisogno di correre ed è quindi più che probabile che l'Endeavour non avesse questa particolarità costruttiva.Tuttavia, il fatto che la possibilità di avvalersi di questa possibilità esistesse non credo possa essere escluso.La didascalia della foto a pag. 197 del libro di Frolich segnala "un piccolo particolare "
di frequente riscontro":la prima sartia di prora arridata da un paranco ordito fra due tagliozze anzichè dal consueto sistema a bigotte,priva di griselle così da poter essere prontamente lascata per facilitare il bracciamento del pennone basso".Altra foto a pag. 180, dove si segnala una ulteriore particolarità della prima sartia (non aggiungiamo altra carne al fuoco

).La descrizione tecnica la si ritrova invece nel III° vol. di Boudriot (pag. 129 e 131 della mia edizione,del 2007).Noi, marinai di oggi con la corrente elettrica a bordo,l'acqua potabile e di lavanda in abbondanza,in continuo contatto con la terraferma e, soprattutto ,dominatori della nostra direzione , non riusciremo mai,nemmeno con il più grande sforzo di astrazione e di immaginazione, a capire realmente cosa significasse essere "schiavi" del vento.