Alcune immagini emerse dal buio del Vasamuseet ieri sera. Nelle prime due si nota l’andamento dei corsi all’avvicinarsi della linea di battura, sulla ruota di prua. Ho evidenziato in giallo la forte rastrematura di alcune tavole, che va contro quel che si legge spesso sui manuali e cioe’ che nel punto di minor larghezza non si scendeva al di sotto della meta’ della larghezza massima del corso di fasciame. In questo caso si arriva a pochi centimetri in tutto, c’e’ a malapena lo spazio per piazzare i chiodi. A proposito, si dovrebbe notare l’assoluta mancanza di uno schema nella chiodatura, che lascia intuire la grande professionalita’ dei maestri d’ascia: chiunque puo’ piazzare chiodi secondo uno schema, ma in questo caso sembra che il piazzamento di ogni caviglia, di ogni chiodo e bullone sia stato accuratamente ponderato in funzione della massima tenuta con il minimo uso degli stessi. Sempre nelle prime due immagini, si vede come la piu’ bassa e piccola delle cinte vada a sovrapporsi ai corsi; inoltre c’e’ simmetria tra i due lati, dritta e sinistra, per quanto riguarda la larghezza delle tavole rastremate: ad una tavola molto rastremata a dritta ne corrisponde una tagliata allo stesso modo a sinistra. L’ultima immagine mostra a fatica un dettaglio visibile a occhio nudo ma poco in foto: il dritto di poppa...non e’ dritto. L’andamento dall’alto verso il basso e’ ad “S”, c’e’ da capire se e’ leggermente collassato durante i tre secoli di ammollo oppure era stato effettivamente concepito in quel modo. La prima ipotesi potrebbe essere avvalorata da agugliotti e femminelle che ancora combaciano bene, altrimenti i cardini non avrebbero potuto piu’ lavorare, in seguito alla una deformazione di uno solo dei due elementi. Ancora una volta mi e’ toccato fare da guida turistica per colleghi e parenti al seguito, ormai credo che l’unico modo per starmene tranquillo ad osservare il sacro pachiderma sia farmi chiudere una notte “per sbaglio” all’interno del sarcofago...comunque ogni volta si riesce a carpire qualche nuovo segretuccio degli antichi maestri d’ascia. A presto
Francis Drake
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