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Originariamente inviata da Anderr
(Messaggio 1182757)
Mi chiedo: è possibile che non ci sia o esista nessuna modifica ad aerodinamica e forme (che poi per quel che facciamo noi sono la cosa che ci interessa di più) che possa apportare miglioramenti sostanziali alle prestazioni della moto? ma poi mi rispondo da me... purtroppo ormai c'è l'elettronica...:sisi:
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La più grande rivoluzione dei tempi moderni è stata nella seconda metà degli anni 90, nei quali le moto più performanti, come ducati 888 e rc30, faticavano a raggiungere angoli di piega estremi: erano moto lunghe e molto carenate, che spesso toccavano in curva, anche in strade aperte al traffico, figurati in pista. Gli ingenieri Yamaha si sono inventati il trialbero del cambio montato a triangolo, non più in linea, ottenendo moto corte, capaci di raggiungere angoli di piega sconosciuti, ma estremamente instabili, aprendo di fatto il motociclismo all'elettronica, di conseguenza al quattro tempi, visto che sul due l'elettronica è di difficile applicazione. Ha avuto una grande implementazione anche l'aerodinamica, nella quale la carena si è sempre più rimpicciolita a scapito sì della velocità pura, ma con indubbi vantaggi di sezione frontale, manutenzione e regolazioni. Vi ricordate le critiche alla RCV di Valentino del 2002, quante ne sono state dette alla carena che praticamente terminava all'altezza dell'albero motore quando le nsr finivano oltre il pivot del forcellone??
Credo che da quel punto, la ricerca aerodinamica e stilistica si sia fermata, tranne forse nella ripartizione delle masse, vedi serbatoio sotto alla sella, elettronica nel codone, ma tutta fuffa, le RCV del 2002 non sono molto dissimili da quelle odierne, e le Yamaha da Valentino in avanti lo sono ancora meno. Tra l'altro sono spariti i privati/artisti/genipazzi (Pattoni, Elf), per cui le moto sono tutte molto simili
Mentre la rivoluzione motoristica sopra citata è nata con la R1 del 1998, moto che ha aperto nuovi orizzonti a un mondo comunque un pò stanchino, moto con la quale ti ribaltavi sui cavalcavia dell'autostrada (quello di Vaciglio a Modena si prendeva in quarta e facevi 30 mt con la ruota a mezzo metro da terra), mi piace pensare che la rivoluzione stilistica sia nata con la 916, con quel codone appoggiato a nulla e estremamente raccolta intorno al suo bicilindrico. Con la 996sps ho corso vari anni nella open, una volta solo ho toccato un pedalino (a Varano alla parabolica) e, lasciatemelo dire, rimane la numero uno.