| bullroad |
15-06-12 11:05 PM |
L'omologazione in classe IMSA-GTX, ovvero una classe sperimentale, permise alla Porsche di poter impiegare una serie di accorgimenti tecnici tali da rendere la 961 una delle vetture tecnicamente più interessanti sullo schieramento di partenza a Le Mans.
Motore: la prima versione della Porsche 961, datata 1986, fu equipaggiata con un boxer di 2.847cm³. Derivato strettamente dal boxer della 959 di serie, del quale mantenne invariati l'albero motore, le bielle in titanio ed i pistoni, fu realizzato in alluminio, con testata dotata di 4 valvole per cilindro. Il sistema di raffreddamento era di tipo "ibrido", con i cilindri raffreddati ad aria e le testate a liquido. Solo ricorrendo a questo tipo di sistema fu possibile dotare il motore (come nella versione stradale 959) di una testata multivalvole, con quattro valvole per cilindro (2 di aspirazione e 2 di scarico), e doppio albero a camme in testa per bancata, con comando a ingranaggi più doppia catena. La superficie interna dei cilindri fu realizzata in Nikasil (lega speciale Ni-Al, in grado di abbassare considerevolmente l'attrito da scorrimento), mentre le bielle erano in titanio. Il sistema di sovralimentazione era basato su turbocompressori KKK, a funzionamento parallelo (non sequenziale come per la 959 di serie), con pressione massima di 2,25 bar. L'impianto di scarico era in acciaio Inox, privo di silenziatori. Ovviamente, per lubrificare il propulsore, fu impiegato un sistema a carter secco, in grado di garantire l'ottimale lubrificazione delle parti in movimento anche nel corso di violente e prolungate fasi di accelerazione trasversale. Il raffreddamento dell'olio era affidato invece a due radiatori posizionati nel frontale della vettura. Il peso complessivo del propulsore era di 230 kg. La versione 1986 del boxer era in grado di sviluppare una potenza massima pari a 640 Cv (470 kW). Successivamente, nel 1987, fu potenziato a 680 Cv, (499 kW). Il regime massimo di rotazione era limitato a 7.800 giri/min., mentre la coppia si attestava sui 630 Nm a 5.000 giri/min.
Gruppo trasmissione-frizione: il cambio è ripreso dal modello di serie, tipo G59 a 6 marce con comando manuale a leva, ma con rapporti degli ingranaggi conici per l'asse anteriore più lunghi, in grado di avvicinare la velocità massima teorica della vettura ai 400 km/h. Al cambio fu accoppiata una frizione di tipo "corsa", della serie Sachs G MFZ 240.
Impianto frenante: ripreso dalla 956/962, con dischi da 322 mm all'anteriore e 304 mm al posteriore. Fu mantenuto il sistema di ausilio elettronico della frenata ABS.
Cerchi e pneumatici: i cerchi furono realizzati in magnesio, con sistema di fissaggio a dado centrale. Gli pneumatici erano forniti dalla Dunlop, ed avevano misura pari a 280/640 x 17, 11J x 19 (anteriore) e 280/640 x 17, 13J x 19 (posteriore).
Prestazioni: velocità massima 340 km/h
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