Originariamente inviata da francisdrake
Aspetta Zakimor, tira un momento il freno a mano, ragioniamoci su. Io mi ci disturbo parecchio nel cercare, attraverso i dettagli minimi, la perversione mentale del modellista feticista, che si consuma i neuroni sui particolari che alla fine fanno la differenza. I colori e la finitura delle superfici sono uno di questi, secondo me, per cui vale la pena prendere in esame la questione. Girando per le esposizioni di modelli navali mi sono reso conto che non e’ il nome o il rango del modello che si imprime nella mente dei veri masticatori di legno, quello non importa proprio a nessuno, ma una barchetta con una sartia fasciata, annodata, tinta e “resa” nella maniera giusta, fa parlare di se’ molto piu’ a lungo. Io parto sempre dal principio per cui l’effetto migliore si ottiene con i materiali e con i metodi che piu’ avvicinano la realta’: l’opera morta era verniciata rossa a pois verdi? Non uso listelli gia’ tinti rossi a pois verdi, ma li vernicio in quel modo. Le cime erano scure, impiastrtate di pece? Non uso filo nero, ma lo impiastro: colla vinilica diluita con acqua, qualche goccia di tinta ad acqua grigio scura oppure nera (attenzione al nero che diluito vira sul viola), meglio se piu’ tinte insieme, bagno il filo e lo metto in opera. Con piu’ barattoli di colla piu’ o meno diluita, piu’ o meno scura, posso trattare le manovre correnti e le manovre dormienti, posso addugliare le cime sulle caviglie, posso ricreare l’effetto del peso sulle griselle, riesco a dare l’effetto semilucido della pece, elimino i pelucchi del filo, brutti a vedersi. In generale, se poi una parte resta piu’ lucida o piu’ nera di un’altra, tanto meglio, l’uniformita’ della colorazione era impensabile in un tempo in cui i rivestimenti si preparavano all’occorrenza mescolando polveri e solventi, senza avere certamente la tenuta delle vernici moderne. Quindi, direi, lasciamo il nostro Gandals trafficare con barattoli, colla, acqua, refe e tinture varie, ci sara’ da sperimentare un po,’ fare le necessarie prove, imbrattare quel che e’ giusto imbrattare e poi sara’ l’occhio a dare il verdetto. Il modellismo e’ sperimentazione continua, le certezze sono poche. Per quanto riguarda la fasciatura delle sartie, nel post della saettia ho allegato la descrizione di un piccolo aggeggio che mi sono costruito per fasciare le cime, spero che possa contribuire ad aumentare la perversione feticista, a presto
Francis Drake
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