x MadamaLouise - "pelo nell'uovo"
Carissima MadamaLouse,
hai perfettamente ragione con le osservazioni fatte che sono completamente corrette.
In effetti, l'utilizzo di uno "spezzone" talmente corto di tavola all'intestazione del trincarino non sarebbe mai stato accettato in una costruzione navale tradizionale ed anche qui, al momento della sua stesura, ci avevo pensato su prima di farlo.
Non mi sarebbe costato nulla, infatti, trattare una tavola del ponte più lunga delle altre e farla arrivare all'intestatura con il trincarino senza spezzarla.
Non l'ho fatto, in questo caso volutamente, e provo a spiegare anche il ragionamento (che assolutamente capisco che è opinabilissimo)
Il fatto è che nella trasformazione della Roanoke del 1863, il ponte di coperta (ex ponte di batteria nella fregata originaria) è stato completamente rimosso e sostituito da un ponte corazzato in ferro, con piastre da 1,5 pollici (3,81 cm) su cui, sopra, sono state posate le tavole in legno del tavolato del ponte che si vede.
Quindi, seguendo il mio ragionamento, la forza strutturale originale delle tavole e del trincarino sui bagli è stata sostituita in effetti dalle piastre corazzate su cui sopra sono state fissate le tavole in legno (non chiedermi come..sto cercando di capirlo... :-) )
Per corollario di questo ragionamento, quindi, ho pensato che, sul ponte in ferro, ciò che poteva essere debolezza strutturale del legno, adesso non aveva più tanto senso e quindi, per questo motivo, ho cercato di dare la simmetria e la continuità delle intestazioni, piuttosto che evitarle come si sarebbe dovuto fare su un ponte ligneo tradizionale.
Ecco il ragionamento che è stato alla base di quegli (ed altri ancora) spezzoni di tavolame... :-) Opinabile, sono convinto, ed in questo hai perfettamente ragione.
Per la simulazione delle piastre hai ragione.. si sarebbero dovute simulare anche le chiodature interne alla piastra e non solo quelle perimetrali.
Infatti l'idea della lastrina (punzone) che suggerisci mi tenta parecchio.
Questa volta ho scelto di non farlo, anche se avrei potuto simulare la chiodatura sempre con una rotella dentellata più piccolina (ho acquistato un kit di 3 "rotelline" della Tamiya, una più piccola dell'altra) passata in diagonale lungo tutte le piastre, prima di tagliarle dal cartoncino.
Ma in effetti non l'ho fatto un pò per pigrizia, un pò perchè volevo vedere uno scafo coperto. Questo sarà un difetto della Roanoke che correttamente deve essere notato e fatto notare :-)
La prossima copertura di uno scafo in rame, con il tuo suggerimento la proverò sullo scafo terminato della CSS Alabama che ho lasciato fermo da un'annetto e che a pezzi e bocconi ogni tanto proseguo... :-)
Forse l'unico problema che vedo è la realizzazione di tanti forellini su un pezzo di legno duro che copra la piastra (le cui dimensioni, in scala 1:100, in media dovrebbero essere di c.a. 1,2 x 0,5 cm) per inserire poi le punte.
Sto pensando se a conti fatti non conviene di più fare una colata di resina in cui "affogare" prima dell'asciugatura, tanti spilli di cui far emergere solo le punte....
Ci devo pensare bene, a proposito :-)
Grazie comunque delle osservazioni e dell'acutezza delle indicazioni
ciao ed a riscriverci presto
JP
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