Discussione: Cantiere USS ROANOKE
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Vecchio 20-09-09, 07:59 AM   #3
JP64
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predefinito Copertura dello scafo

Buongiorno a tutti,

visto che mi sono alzato presto questa mattina (parto per Perugia per andare a visitare la mostra di modellismo iniziata ieri) volevo cogliere l'occasione per scrivere qualche altra riga sul cantiere della ROANOKE, descrivendo il metodo usato per la copertura dello scafo.

In quasi tutti i miei modelli (a parte l'ultimo, prima della ROANOKE) ho utilizzato il metodo di copertura dello scafo in listelli, in uno o due strati, a seconda che la parte lignea fosse coperta da altri materiali (es. rame) oppure fosse a vista.

Questa volta, date le caratteristiche dello scafo della ROANOKE, che è abbastanza sottile e lungo, ho pensato di riutilizzare un sistema di copertura che avevo già provato sul modello della corvetta Terribile, e che su questo tipo di scafi dà dei discreti risultati.

Il metodo, in poche parole, consiste nel tagliare da un compensatino molto sottile e flessibile (0,5 mm. o anche meno di spessore), una serie di spezzoni quadrangolari, che vengono appoggiati tra le mezzerie di due ordinate, in modo da "fasciare" lo spazio vuoto dalla chiglia fino al ponte (o fino a dove si vuole terminare questo tipo di copertura).

Nel mio caso, dato lo spessore delle ordinate di 5 mm, avevo a disposizione, a cavallo della linea di mezzeria, uno spazio utile di 2,5 mm per lato, che ho spalmato di colla cianoacrilica in gel su cui ho appoggiato (dopo alcune prove e verifiche) la sagoma di compensatino.

Ho quindi rinforzato l'incollaggio inchiodando dei chiodini di ottone da 6-8 mm sul compensatino, all'interno dello spazio dei 2,5 mm, usando più chiodini distanziati tra di loro di c.a. 1 - 1,5 cm, in modo da realizzare un andamento uniforme nell'incollaggio sull'ordinata.

Prima di fare questo, ho incollato tra un'ordinata e l'altra, all'altezza del loro arrivo sulla parte inferiore della chiglia, degli spezzoni di listello in balsa (che essendo morbida posso anche forzare leggermente), avendo cura che uno dei lati lunghi fosse incollato sulla chiglia. Ho poi pareggiato l'aldamento rettilineo con tagliabalsa e cartavetro.

La struttura che ne esce fuori è estremamente leggera e molto resistente (anche se bisogna stare attenti a non danneggiare il compensatino, bucarlo o tagliarlo per errore, in quanto molto sottile)

Questo sistema è abbastanza valido per le parti molto rettilinee dello scafo.. in effetti si perde qualcosina in "rotondità" rispetto al sistema con i listelli, soprattutto dove il cambio di curvatura è più accentuato, ma poi comunque viene ammorbidito dagli strati di copertura (legno, rame o plastica) che sono applicati su questa base.

Per le parti a poppa e prua, invece, laddove la curvatura è pià decisa e le linee sono più affinate (a prua) o tandeggianti (a poppa) ho usato dei riempitori fatti di blocchetti di balsa, poi tagliati, scartavetrati e piallati fino ad ottenere il profilo necessario.

Una volta incollati tutti gli spezzoni sulle ordinate (o tra le ordinate, se preferite..) e formati i blocchi di riempimento, prima di chiudere il ponte, ho spalmato abbondante colla vinilica all'interno dello scafo, in particolare lungo tutte le conenssioni tra gli spezzoni e le ordinate e tra gli stessi e la parte inferiore che si appoggia alla chiglia.

Lasciato asciugare il tutto per almeno un paio di giorni, ho poi estratto con un paio di tenaglie sottili ed una lama piatta, tutti i chiodini di ottone ed ho lavorato di gomito con raspa e carta vetrata per pareggiare il più possibile i punti in cui, sopra ogni ordinata, due spezzoni di copertura risultavano adiacenti.

Là dove si sono presentati dei vuoti o delle piccole aperture, ho spalmato colla vinilica bianca fino a pareggiare, e poi, una volta essiccata, ho carteggiato per ottenere una continuità tra le due superfici.

Vi posto qualche foto del procedimento, e la prossima volta si parla del ponte :-)

Ciao ed a riscriverci presto

JP
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