Porsche 356......
Porsche 356 C Fujimi – Rifacimento di un modello montato 10 anni fa.
A volte capita di ritrovarsi fra le mani un modello montato anni fa con tecniche o materiali non proprio ortodossi e ci viene la voglia di rendergli giustizia schiacciandolo impietosamente o recuperandolo….Io ho optato per la seconda soluzione, anche perché il modello in questione e la serie Enthusiast meritano un posto al sole.
La Porsche giaceva in stato di abbandono a circa il 90 % del montaggio.
Era stata verniciata di rosso vivo con colore nitro della Talken color, senza dare alcun fondo aggrappante. Ciò aveva provocato alcune scrostature durante la mascheratura dei contorni vetro anch’essi fatti con colore nitro color grigio metallizzato (il più simile a quel tempo al cromo).
Gli interni erano nero semilucido Humbrol .
Per prima cosa ho smontato tutto il modello,dopo essermi sincerato di possedere ancora le istruzioni.
L’operazione non presentava particolari difficoltà, perché non era stata usata colla in grande quantità e perché nel tempo la colla per modellismo (orrore!) non tiene sotto sforzo..
I problemi sono nati quando i piccoli incastri si trattenevano la parte del pezzo che vi si inseriva, perché bisogna provvedere a ricostruirli. Tecnicamente non è difficile, usando plasticard o, meglio ancora, spinotti metallici in caso di incastri piccoli e cilindrici e plasticard in altri casi. Ho parlato di spinotti di metallo perché c’è il rischio che gli spinotti rifatti in plastica, se piccoli, rischiano di fondersi o rammollirsi usando colle aggressive, pregiudicando la successiva tenuta se si pone in posizione il pezzo equivocando sulla asciugatura della colla (esperienza personale!). Meglio quindi metallo e colla bicomponente, attak solo in casi estremi..
Naturalmente tutti i pezzi devono essere sverniciati.
La carrozzeria presentava i problemi maggiori, sia per la dimensione che per la vernice usata.
Dicevo che non avevo dato il fondo, per cui in casi simili, mi era già capitato di togliere la vernice nitro con il solo (o quasi..) uso di nastro adesivo da pacco (quello marrone lucido) premuto e staccato di colpo. In questo caso (succede …) la vernice nitro si era aggrappata in alcuni punti tanto saldamente da rendere impossibile il metodo sopra descritto per almeno il 60 %& della carrozzeria.
C’è da chiedersi perché si aggrappi bene in un punto e non in un altro..Boh.
Comunque ,dopo aver rovinato la carrozzeria usando una lama per scalzare la vernice riottosa, ho deciso di usare il liquido per freni per la prima volta in vita mia.
Ho dovuto sverniciare mezza carrozzeria per volta per questioni di spazio, per cui , considerando la lentezza di azione dell’acido , l’operazione si è protratta per alcuni giorni.
Nel frattempo ho sperimentato il sapone liquido Chante Claire (al sapone di Marsiglia…..) per sverniciare le parti a smalto. Terribilmente efficace! Direi micidiale anche per colori acrilici e per le cromature.Mi sono ritrovato le parti pulite in maniera totale aiutandomi con uno spazzolino da denti per gli incavi.
Ripulita la scocca completamente, l’ho sgrassata con sapone per piatti, stuccata, lisciata e coperta con un paio di mani di fondo Tamyia grigio. Asciugatura di una decina di giorni,carteggio e lisciatura con carta ad acqua n°1000 seguita da lisciatura con le famose pezzuole abrasive, in questo caso n°4000. Consiglio vivamente l’acquisto di queste pezzuole.
Sorvolo sui dettagli della verniciatura degli interni, effettuata con nero opaco Tamyia seguita da un passaggi a pennello con vernice alchidica nera per simulare le parti in pelle (o similpelle).
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