Ciao.
Non era obbligatorio i 6 metri...i 6 ,7,8,9
Metri erano per il fasciame e il ponte ,comunque Alberi piu lunghi venivano usati dove era di bisogno........
Buon vento Carminee e buona lettura.
Questa descrizione viene da GOOGLE
Alberi per la costruzione di carpenteria navale 1700
Per costruire il timone di un grande vascello del 1700, si selezionavano alberi di quercia estremamente lunghi e robusti, solitamente superiori ai 10-15 metri, per garantire un pezzo unico e resistente, necessario a governare navi che potevano superare i 50-60 metri di lunghezza. Il tronco doveva essere dritto, sano e con un diametro ampio alla base per coprire la notevole superficie del timone, spesso sagomato da un unico albero ad alto fusto.
Nel 1700, le tavole (o corsi di ponte) di un veliero erano lunghe solitamente tra i 7 e i 10 metri, coprendo la distanza tra diversi bagli (travi trasversali) per garantire la massima robustezza strutturale. Realizzate in legno, specialmente rovere o teak, venivano posate seguendo la curvatura dello scafo e sigillate con stoppa e pece.
Nel 1700, le tavole del fasciame di una nave di linea non coprivano l'intera lunghezza dello scafo, ma venivano posate in sezioni, con lunghezze variabili che solitamente si aggiravano attorno ai 6-10 metri (o circa 20-30 piedi inglesi/piedi di re francesi) per facilitarne la curvatura e la posa, garantendo la robustezza strutturale.
Nel 1700, la costruzione navale utilizzava legnami duri e resistenti per la struttura (quercia) e legni dritti/leggeri per l'alberatura (abete). La quercia era fondamentale per lo scafo, mentre le foreste di querce coltivate o selezionate garantivano i tronchi dritti per gli alberi maestri, spesso alti oltre 50 metri.
Alberi principali per la carpenteria navale nel 1700:
Quercia (Oak): Il legno più pregiato per la struttura principale, lo scafo, le travi e la chiglia, grazie alla sua eccezionale durabilità e resistenza.
Abete (Bianco o Rosso): Legno principale per la costruzione degli alberi (alberatura), come maestra, trinchetto e bompresso, scelto per la sua leggerezza, altezza e drittura.
Frassino: Utilizzato per componenti che richiedevano elasticità e resistenza.
Altri legni: A seconda della zona (Mediterraneo vs Nord Europa), venivano impiegati anche iroko, mogano e teak, sebbene la quercia rimanesse dominante nel 1700.
La selezione di alberi dritti, in particolare le querce, era cruciale per la stabilità e le prestazioni del veliero.
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La scelta del legno per il timone, parte fondamentale e sottoposta a enormi stress nelle navi del 1700, ricadeva su essenze dure, resistenti all'immersione e all'attacco dei tarli. Le specie preferite includevano il rovere (quercia) per la struttura robusta, il teak o l'olmo per la loro capacità di resistere all'acqua senza marcire, garantendo durata e stabilità alla barra e al timone stesso.
Ecco i dettagli principali sulla selezione e costruzione dell'albero del timone (o barra):
Essenza del Legno: Il rovere europeo era il più comune per le navi di linea, grazie alla sua eccezionale durezza e resistenza meccanica, fondamentale per sostenere la pressione del timone contro la corrente.
Caratteristiche del Tronco: Venivano scelti alberi con fibre dritte e assenza di nodi critici per prevenire rotture strutturali. La selezione si concentrava su alberi maturi e stagionati, capaci di resistere alla marcescenza in ambiente marino.
Posizione: L'albero del timone, inteso come asse o parte del timone stesso, doveva essere allineato con estrema precisione rispetto al dritto di poppa per garantire la manovrabilità.
Lavorazione: Il legno veniva sagomato per adattarsi alla forma della poppa, spesso rinforzato con elementi in ferro nel 1700, specialmente per navi di grandi dimensioni, per aumentarne la resistenza alla flessione.