Ti ringrazio Stray, ma ancora siamo all'inizio il complicato verrà in seguito quando cercherò di fare le cose rispettando le misure che sono state oggetto di studio per la realizzazione di Olympias, è inutile negarlo, leggere e approfondire le argomentazioni di Morrison, Coates e Rankov sono state di stimolo e "illuminanti" rispetto a quello che dovevano essere 2500 anni fà queste navi, peccato

che in parte ho iniziato la struttura della quale non ho la certezza piena che sia rispettosa di quelle che sono le misure e caratteristiche tecniche della triere realizzata da Morrison & c., sicuramente per lui non è stata una "passeggiata" dimostrare le proprie convinzioni sulle triere, che serviranno per la realizzazione di Olympias insieme a Coates, sia sul "remeggio" e sulle caratteristiche tecnologiche della triere, cercherò di dare qualche informazione con tutti i limiti mio malgrado, rispetto a quello che è stato oggetto di studio per diversi anni in controtendenza rispetto a quello che si credeva da parte di altri studiosi autorevoli (sicuramente conservatori) quello che fosse una triere,
Nell'approfondire le informazioni sulle caratteristiche tecniche mi sono imbattuto spesso in un termine estratto dal greco antico :
Hypozomata
per farla breve è una corda in fibra vegetale tensionata, che veniva fissata alla ruota di prua e a quello di poppa, solitamente due cavi, che venivano "tensionati" con l'ausilio di un sistema di ritorcitura del cavo, permettendo di assorbire i contraccolpi della chiglia distribuendoli lungo la chiglia stessa, diminuendo le sollecitazioni di flessione che avrebbero danneggiato lo scafo, sembra che un sistema simile esistesse anche sulle galee del 1600, riportato dal Furttenbach formato da due corde denominate cordone e controcordone, nel suo Architectura Navalis del 1629, che veniva teso in prossimita del baglio maggiore, cosi come nelle triere ateniesi duemila anni prima, questo per dire di come era "evoluta" la triere non a caso considerata il "cacciatorpediniere" dei tempi, la sua evoluzione è stata su piu' livelli, sia sullo strutturale e sul sistema propulsivo, ma è ancora presto per cercare "superficialmente" di illustrarne le caratteristiche che sicuramente hanno contribuito nel consolidare le proprietà "strordinarire" rispetto alla velocità che potevano raggiungere di questa nave, e la potenza d'impatto con lo sprone, inizio mettendo un paio di disegni sull' hypozomata e una foto di quello realizzato per Olympias che era in accaio e che sembra che abbia avuto un risultato peggiore rispetto alle caratteristiche edi elasticità tipiche di un cavo in canapa, ovviamente le prove effettuate su Olympias non comprendevano le prove di "speronamento" una delle caratteristiche piu' predominanti delle triere del v. sec. a. C.

questo riportato sopra è il disegno longitudinale del cavo e del sistema di tensionamento del cavo (cavi) tratto da uno studio di Rankov, mentre queloo che segue è il disegno del cordone e controcordone del Furttenbach in "Architectura Navalis"

la prossima immagine è la foto di quello che venne realizzato per Olympias

l'importanza della scoperta dell'utilizzo dell' hypozomata non è solamente relativa alle caratteristiche tecniche dell'imbarcazione, ma fa parte dei reperti storici reperiti negli "Inventari" (manoscritti conservati presso gli arsenali) nei quali viene trascritto che la "triere" è in opera quando viene posizionato e tensionato l' hypozomata proprio perchè la sua realizzazione necessitava di un numero di uomini per la sistemazione e il varo successivo della triera, come riportato in un decreto del 440-425 a.C. e in un brano letterario del poeta Apollonio Rodio nel quale si descrive il varo della nave Argo che come stabilito viene preceduto dalla sistemazione dell' hypozoma, come detto in precedenza la parte storico/letteraria è stato un elemento fondamentale per l'approfondimento della conoscenza sulla triere, ma andiamo avanti con i lavori (molto piu' modesti)
la posa del primo fasciame con listelli a "tutta corsa" sulle ordinate in noce, che ho dovuto ridimensionare (staminali) riportandole ad una misura piu' accettabile rispetto alla scala 1/50, mettere gli spilli per fermare i listelli non è sempre facile, soprattutto nel caso come in questo, in cui bisogna puntare e infilare lo spillo in una costola di noce, (duro !!!) per questo mi permetto di dare un consiglio, soprattutto ai "giovani modellisti" utile per evitare di ritrovarsi con le punte delle dita "doloranti" e con listelli messi stabilmente e con precisione, spesso quando si utilizzano gli spilli da cartografo (quegli con la pallina sulla capocchia ) spesso la pallina si stacca quando si tolgono restando con uno "spillo" molte volte inutilizzato, invece utilizzatelo come punta se avete un trapano con il mandrino, vi servirà per fare velocemente i fori nel punto dove infilerete lo spillo per fermare il listello con precisione e senza spezzare il listello anche in larghezze molto ridotte, lo spillo che utilizzerete al posto di una normale punta fa i fori "conici" senza bruciarsi o rovinarsi permettendovi di infilare precisamente lo spillo e senza sforzo, (e dolori) molto piu' velocemente e con precisione, ovviamente ci vuole un trapano, io utilizzo la prolunga "flessibile " , allego un immagine, capirete meglio,

provate, ne vale la pena !

metto a "raffica" un po' d'immagini del fasciame, come dicevo è il primo, indicamente mi occorrono 22/23 listelli sul baglio maggiore con una forte rastrematura alle estremità di 2/3 mm, sul successivo fasciame, valuterò se fare le rastremature acute, o se fare l'incastro sulla chiglia,

,

,

,
in teoria questa settimana doveva essere per la continuazione dei lavori sul S. Giovanni Battista,,,
ma ormai voglio terminare il primo fasciame
alla prossima
luponero