Non conosco il "caso Cava"; da noi gli stagisti sono a tutti gli effetti studenti che seguendo un programma scolastico che prevede l'alternanza scuola/lavoro vengono distribuiti in alcune aziende che danno la disponibilità di un tutor interno o diversamente da aziende contattate direttamente dallo studente (perchè conosciute, perchè del cugino del nonno...). L'unica nota positiva è che i ragazzi si rendono conto che fuori dalla scuola la vita è più dura di quel che sembra. Convinti da anni di banco di essere sfortunati obbligati a star chiusi tra quattro mura con un idiota in cattedra a blaterare è forse l'unica occasione di provare cosa vuol dire lavorare otto ore con un rompicoxxioni sul collo ( e in questo penso che a Cava non lo batte nessuno

). Per il resto didatticamente non serve a nulla. Stagisti usati come galoppini in ufficio, stando attenti affinchè nessuno si faccia male mica che vien fuori un pieno con ASL e assicurazione. Fotocopie, archivio.... nella maggior parte dei casi è così. I più fortunati provano l'ebbrezza di un panino al bar in pausa pranzo e la chiavetta della macchinetta del caffè.
Differentemente lo stage post diploma è un modo come un altro di "provare" una persona ( scusate, oggi le persone sono chiamate risorse umane ma a me personalmente sa di asettico.... vuoi mettere dire "licenziamo Pino Cirino" col dire "licenziamo una risorsa"????) senza impegno ( soprattutto da parte dell'azienda). Insomma, una delle tante facilitazioni previste dalla legge per favorire l'assunzione di un dipendente che guarda a c aso torna a vantaggio delle aziende e non dei lavoratori. Ma non vorrei entrare troppo nel sindacalese e nel politico per cui mi fermo qui.
aaahhhh.....
Cava, sei un rompipalle, lasciatelo dire!!!!

un giorno o l'altro trovi uno stagista ad aspettarti fuori.