Voglio fare un esempio, supportato fortunatamente da supporto audio/video!
Premetto: erano altri tempi. Parlo della metà degli anni 90, gli anni in cui pur con un'età non più tenera mi sono avvicinato al modellismo. Ritorno all'infanzia, l'hanno etichettato. Indotto dalla nascita del primo pargolo.
C'era di sicuro meno crisi, si lavorava abbastanza, a differenza di oggi girava qualche soldo da spandere ( non è un errore del T9 o del tablet, spandere sta per spendere "male", per cose non necessarie).
Ecco, questa è una delle mie prime girate fatte su piazzale. Eravamo in due, io e il Lisso. Il piazzale lo si contendeva con un go-kart e chi faceva un pò di "scuola guida" con il babbo. Tra noi e loro era una bella lotta a chi fosse più pericoloso.
Frequentando il negozio di modellismo locale cominciammo a raccontare al gestore delle nostre corsette domenicali. Si stava a giracchiare alla membro di segugio giusto due o tre orette al mattino. Più il tempo in ginocchio a riaccendere con lo strappetto e a cercare di carburare l'incarburabile che la strada percorsa. Insomma in marzo eravamo lì. io e il Lisso
Sta di fatto che la voce nel negozio cominciò a girare, il gestore che all'inizio si limitava a venderci i ricambi aveva raccontato ai nuovi potenziali clienti che, volendo, un qualche modello lo si poteva vedere girare la domenica mattina nel piazzale del supermercato. Arrivarono così i curiosi e gli altri modellisti "da strada" non abbastanza attrezzati e non ancora sicuri da frequentare le piste.
Meno di un anno dopo, lo stesso piazzale. Il negoziante era lì con noi, carburava e dispensava consigli; inutile dire che il ritorno in negozio c'era. A volte avevamo il pubblico a tifare. Solo che non c'era una una gara e la pista era fatta con i rocchi vuoti del rame.
Tanti di quei ragazzi hanno proseguito lungo la via del modellismo dinamico, alcuni anche con buoni risultati. Con gli anni abbiamo abbandonato il piazzale e abbiamo cominciato a frequentare le piste. L'offroad ci contagiò e dopo un solo altro anno finimmo in questo mondo di polvere...
Insomma, tutta questa menata per dire cosa. Che per quel che ho vissuto personalmente in quegli anni, il piazzale è stata per molti di noi la vetrina dove vedere e toccare il modello, ancora più della vetrina del negozio dove tutto è quasi un soprammobile; lucido, pulito, silenzioso e drammaticamente fermo. La pista è venuta dopo, dopo aver vinto la timidezza, dopo essersi impratichiti con l'utilizzo del radiocomando.
Adesso il tuo caso mi sembra solo nascere da uno sfortunato accavallarsi di eventi. La concessionaria stellata da la disponibilità tempo dopo l'iniziale richiesta e guarda a caso si accavalla alla gara ufficiale in pista. Il negozio sponsorizza la pista ma sperava nella vetrina più popolare della manifestazione sul piazzale prestigioso della concessionaria... Insomma, voglio dire, il negozio sponsorizza la pista o la pista sponsorizza il negozio?
Il negozio fa bene a tutelare i propri affari, la pista farebbe meglio a mantenersi lo sponsor. Il pilota esperto preferisce di gran lunga la competizione ufficiale, il novellino predilige la manifestazione magari con gadget e premi un pò per tutti. Ecco, ce la giochiamo per quelli pronti per il balzo in pista che magari tentennano e finisco ancora una volta sul piazzale... Beh, sarà per la prossima volta in pista. A volte basterebbe un pò di buon senso e avere l'occhio lungo, come il gestore del negozio dove ho cominciato a spendere i miei primi denari.
A proposito, mai disdegnare il piazzale... malgrado l'offroad e le gare anni dopo eravamo ancora lì...
peccato non aver continuato a riversare i vecchi VHS...