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Vecchio 24-01-08, 04:54 PM   #1
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predefinito PARTICOLARI SULLA MICROFUSIONE

Particolari sulla Microfusione :

By :mircoinfinito
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Vecchio 24-01-08, 05:17 PM   #2
mircoinfinito
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predefinito Re:PARTICOLARI SULLA MICROFUSIONE

Particolari sulla Microfusione

Questa sezione dell’articolo è piuttosto dettagliata ed esula dal campo standard del modellismo.
Se ne consiglia la lettura solo agli interessati dei particolari della tecnica di microfusione.


Negli ultimi anni la tecnologia della fusione di precisione ha trovato nuovi campi di applicazione soprattutto nella realizzazione di forme complesse e sofisticate. Ciò ha comportato un aumento del numero di aziende che applica su larga scala il processo di microfusione a cera persa.

La tecnologia produttiva mediante fusione a cera persa è un processo che risale all’antichità e veniva applicato alla produzione di oggetti ornamentali, di oreficeria e di statue, anche di notevoli dimensioni; si pensi, a riguardo, ai famosi “Bronzi di Riace”.
Tale tecnologia era originariamente limitata all’impiego di metalli a basso punto di fusione, quali rame, oro, stagno e loro leghe. Tale tecnica si è tramandata, pressoché immutata, fino ai giorni nostri, ove trova largo impiego nelle fusioni artistiche ed orafe.
L’evoluzione tecnica ha consentito di ampliare il campo di impiego di questa tecnologia al settore industriale sia per la produzione di particolari in serie (mediante la fusione “a grappolo”) sia per la possibilità di utilizzo delle leghe ferrose.
La necessità di produrre particolari meccanici in acciaio con geometria complessa, trova soluzione nell’applicazione del processo di microfusione a cera persa che costituisce una valida alternativa rispetto ad altri procedimenti tecnologici più tradizionali.

La microfusione a cera persa consente attualmente l’utilizzo di una vasta gamma di acciai, compresi gli altolegati e gli acciai inossidabili della serie 300/400/600. La possibilità di realizzare getti con geometrie ad elevata complessità e praticamente senza limitazione di materiale, permette di produrre, in maniera economica, i più diversi particolari destinati a numerosi settori dell’industria come ad esempio alle macchine per l’industria alimentare, alle macchine automatiche per il confezionamento e l’imbottigliamento, alle macchine tessili, a componenti idraulici, oltre a particolari ornamentali di elevata finitura estetica. La prima parte del processo produttivo prevede l’allestimento dell’attrezzatura per la produzione dei particolari in cera simili, nella forma, a quelli che saranno poi prodotti in metallo.
A tal fine possono seguirsi diverse strade a seconda della complessità della forma del pezzo. E’ possibile realizzare uno stampo cavo, in bronzo o in ottone o in alluminio, (materiali facilmente lavorabili alle macchine utensili), entro cui colare la cera fusa che, una volta solidificata ed estratta dallo stampo, costituirà uno degli elementi del “grappolo”.

L’eventuale presenza di sottosquadri, rientranze o cavità, se non eccessiva, può essere risolta mediante l’utilizzo di inserti mobili negli stampi.
Per pezzi di forma complessa o che presentano numerosi recessi, specialmente di piccole dimensioni, si ricorre dapprima alla realizzazione di un modello in resina simile al pezzo da produrre e poi, su questo, si effettua una colata di gomma che, una volta solidificata consente l’estrazione del modello e presenta all’interno il calco del pezzo in cera da produrre.
Talora la realizzazione dei modelli di cera non si effettua per mezzo di stampi ma mediante incisione al laser di blocchi di cera; questa tecnica permette di realizzare finiture estremamente accurate con una notevole definizione dei dettagli.
Il modello in cera viene costruito sulla base del disegno finale del particolare che si vuole ottenere, attuando però opportune maggiorazioni dimensionali per tenere conto del ritiro che subirà la cera all’atto della solidificazione e delle variazioni dimensionali del materiale metallico
che costituirà il pezzo finito.


A causa delle caratteristiche bassofondenti della cera, della sua scarsa aggressività e della modesta azione erosiva che esercita, gli stampi destinati alla realizzazione dei modelli possono essere ottenuti con materiali a basso punto di fusione, quali ottone alluminio e bronzo, e dalle caratteristiche meccaniche modeste.
Questo comporta che la vita degli stampi, poco soggetti ad usura, sia relativamente lunga ed inoltre è d’obbligo aggiungere che l’impiego di materiali ad elevata lavorabilità meccanica abbassa ulteriormente il costo delle attrezzature di produzione.
Il limitato costo di attrezzatura rende il procedimento conveniente anche per serie poco numerose.
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Vecchio 24-01-08, 05:36 PM   #3
mircoinfinito
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predefinito Re:PARTICOLARI SULLA MICROFUSIONE

Le fasi occorrenti per costruire il getto in acciaio si svolgono secondo i seguenti punti:

Si ricavano i particolari in cera per mezzo di presse ad iniezione, utilizzando il relativo stampo, o per fusione a gravità o con la modellazione al laser.


I particolari in cera ottenuti in serie vengono saldati assieme al colatoio e a canali di alimentazione per formare il grappolo che è inizialmente tutto in cera.


Successivamente, una volta formato il grappolo, esso viene immerso in vasche contenenti un impasto di silice colloidale che ha anche lo scopo di favorire il distacco del metallo dal refrattario.


In seguito ha luogo il rivestimento per spruzzatura di materiale refrattario in polvere.


Queste operazioni vengono ripetute più volte, impiegando polvere a base di quarzo a granulometria crescente, fino ad ottenere un rivestimento di refrattario dello spessore voluto e della necessaria consistenza.


Si provvede poi all’eliminazione della cera per semplice riscaldamento (evacuazione); in questa fase il refrattario, che ha al suo interno il calco in negativo dei pezzi da produrre, non ha ancora una consistenza tale da poter sopportare la spinta metallostatica del metallo fuso e, per sopperire a ciò, viene messo in forni di preriscaldamento ad alta temperatura (circa 1000 C°) dove subisce un processo di vetrificazione.


Contemporaneamente, con appositi forni fusori, il metallo viene fuso e portato alla temperatura richiesta per essere colato, a gravità negli stampi di refrattario.


Avvenuta la solidificazione, il grappolo di metallo viene estratto dal suo rivestimento con sistemi manuali a percussione che sgretolano e spaccano il rivestimento di terra refrattaria. L’operazione si conclude con l’impiego di macchine sabbiatrici che puliscono il pezzo da ogni residuo di terra.


Vengono a questo punto tagliati i canali di alimentazione e le diverse materozze, liberando così i particolari in acciaio.
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