Rileggendo il post di Gianni ho riflettuto meglio su una sua affermazione riguardo alla robustezza che mi ha riportato alla mente una emozione che ho provato costruendo questi modelli e che non fa che accrescere la mia ammirazione per i mastri d'ascia che costruivano queste barche, ricordiamo, senza grandi culture tecniche e senza un vero e proprio progetto, per la cultura e la tradizione centenaria che ha portato a queste realizzazioni e le ha tramandate.
Mi riferisco al senso di robustezza che è molto tangibile maneggiando il modello ed all'emozione di vedere come il tutto diventi sempre più robusto partendo dalle sole costole man mano che si aggiungono il fasciame e le varie suppellettili. E' una sensazione indescrivibile, parti da un mucchietto li legnetti tenuto insieme su un cartoncino con un goccino di colla che hai paura a respirare ed arrivi ad un oggetto che esprime la sua matericità, lo senti che puoi stringerlo in mano a pugno chiuso, lo puoi torcere e lui resiste.
Credo che sia una emozione che costruendo sullo scaletto con le finte ordinate non si possa provare. Lo stesso vale con i modelli di aereo che costruisco quando si aggiunge il rivestimento anche solo di carta.
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