Plasma Dash: teoria e pratica
In questo articolo vedremo come è composto il motore Plasma Dash per mini4wd e cercheremo di dare qualche consiglio per tenerlo sempre perfettamente funzionante!
Il materiale occorrente è il seguente: cacciavite a punta piccolo, gomma da cancellare morbida (o gomma specifica per carboncini), straccio pulito, olio sgrassante (o cleaner per motori).
Attenzione: in moltissime gare di mini4wd è assolutamente vietato aprire i motori!
Come si smonta
Consultando i disegni forniti con il motore per prima cosa si tolgono i carboncini.
- Con un cacciavitino allentate le linguette di metallo (verso l'esterno) presenti sulla cassa del motore [Vedi figura a lato]. Fate questa operazione con la massima cautela; se sforzate troppo le linguette potrebbero rompersi.
- Togliere il tappo.
- Tolgliere l'indotto stando molto attenti a non perdere lo spessore.
- Il motore e' smontato! Notate i due magneti all'interno della cassa.
Pulizia e manutenzione
Pulite l'interno della cassa, il tappo e l'indotto con uno straccio umido di olio sgrassante o cleaner.
- Soffiate dell'aria compressa sulla cassa, sul tappo e sull'indotto per eliminare i residui di polvere ed olio.
- Con una gomma da cancellare morbida pulite il collettore (la parte superiore dell'indotto in rame).
- Fate la medesima operazione di pulizia con i carboncini.
- Riassemblate tutto.
| Tappo |
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| Cassa |
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| Carboncini |
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| Spessore |
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| Indotto |
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| Teoria e tecnica: Principi di funzionamento del motore elettrico |
Il principio su cui si basa il funzionamento del motore elettrico a collettore, in corrente continua, è quello classico della spira percorsa da corrente ed immersa in un campo magnetico generato dalle due espansioni polari di una calamita.
Il passaggio della corrente elettrica nella spira crea, attorno ad essa, un campo magnetico che viene influenzato da quello prodotto dalla calamita e nel quale risulta immersa. Il risultato tangibile di questa influenza reciproca tra i due flussi magnetici è l'insorgere di una forza tendente a far ruotare la spira attorno al proprio asse longitudinale.
L'intensità di questa forza dipende sia dalla intensità del campo magnetico prodotto dalla calamita, o induttore, che dalla corrente che circola nella spira, quindi dal flusso magnetico indotto.
Inoltre invertendo il senso di circolazione della corrente nella spira, e ciò risulta possibile semplicemente scambiando tra di loro le polarità di alimentazione collegate alla batteria di accumulatori, anche la forza tendente a farla ruotare assumerà segno contrario per cui la spira stessa ruoterà in senso opposto al precedente.
Se il motore fosse realmente congegnato secondo questo schema di principio si fermerebbe dopo mezzo giro; cioè quando le due espansioni polari dell'indotto verrebbero a trovarsi affacciate alle espansioni polari di segno opposto dalla calamita permanente, senza dar luogo a nessuna coppia motrice.
Ma, come abbiamo appena visto, per far continuare la rotazione della spira basterebbe invertire il senso della corrente che circola in essa; operazione, quest'ultima, cui provvede il sistema di commutazione collettore-spazzola.
In tal modo, infatti, dopo mezzo giro della spira risulta ruotato di mezzo giro anche il collettore che le è solidale e le cui lamelle si trovano ciascuna a contatto con una spazzola portatrice di corrente.
Ad ogni mezzo giro la corrente circolerà pertanto nella spira in senso opposto, cioè cambierà di segno, consentendo la rotazione continua della spira stessa.
Un motore così concepito avrebbe un rotore a doppio T, cioè a due sole espansioni polari con i relativi avvolgimenti.
Esso, pur potendo in teoria funzionante regolarmente, presenta l'inconveniente di avere un punto morto ogni mezzo giro per cui difficilmente riuscirebbe a mettersi in moto spontaneamente.
Una volta fattogli superare il punto morto, che coincide al momento in cui le espansioni polari dell'indotto si trovano affacciate a quelle di segno opposto dell'induttore, esso è però in grado di continuare la sua rotazione superando per inerzia il punto morto che gli si presenta ad ogni successivo mezzo giro.
Questi tipi di motori, molto rudimentali, trovano rare applicazioni solo nel settore dei giocattoli mentre tipi adatti all'impiego automodellistico vengono impiegati, come già visto, almeno rotori a triplo T.
In altre parole: l'indotto più comunemente usato ha tre espansioni polari, anzichè le due sin qui esaminate, disposte a 120 gradi.
La costituzione del motore a triplo T fa si che, qualunque sia la posizione inerziale del rotore, non vi sia mai una situazione di equilibrio tra le forze magnetiche per cui, immettendo corrente nel circuito di alimentazione, l'indotto entrerà in rotazione immediatamente.
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