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LVTP7 - Battaglione San Marco Scala 1:35

Sommario
Materiali

Mezzo
  • LVTP7 - Academy Minicraft, Rif. 1344
  • Fotoincisioni LVTP7 - Eduard, Rif. 35044
  • Griglia - Scale Link, Rif. F13
  • Corda - "Tank Steel Cable" Royal Model, Rif. 063
  • Decal - Bafra, Rif. BA D06
Figurino
  • Figurino - "Us Tank Crew" Dragon, Rif. 3020
  • Testa - "Head Set N.3" Hornet, Rif. HH3
  • Microfoni - "Us Microphones" Royal Model, Rif. 019
Storia

Questo particolare mezzo anfibio, di disegno e produzione statunitense, è attualmente in dotazione al battaglione della Marina "San Marco" di stanza a San Vito, situato a circa 20 Km da Brindisi.
L'LVTP7 italiano ha come unico armamento una mitragliatrice Springfield M85 da 12,7 mm di calibro, e non ha subito nessun miglioramento o ammodernamento rispetto alla versione standard statunitense. E' in grado di trasportare fino a 25 fucilieri esclusi i tre uomini di equipaggio e può raggiungere una velocità di 64 Km/h su strada e di 13,4 Km/h in acqua grazie alle due eliche intubate presenti nella zona posteriore del mezzo.

L'ispirazione per la sua costruzione mi è venuta dopo aver letto un interessante articolo sulle Forze Armate Italiane sulla rivista scientifica Focus: in questo articolo compariva una bella foto di questo mezzo durante una esercitazione Nato in Sardegna ed il mezzo appariva con una mimetica a ben quattro toni!! Direi abbastanza inusuale per un nostro mezzo corazzato italiano moderno. Quale nota di cronaca ricordo che gli schemi mimetici adottati per LVTP7 italiano sono ad oggi solamente due: il verde classico militare dell'esercito e la appena citata mimetizzazione a quattro toni.

A questo punto bisognava recuperare solamente la scatola di montaggio. Quelle attualmente presenti sul mercato, ed in scala 1/35, sono solamente due: una prodotta dalla Tamiya, nella versione più moderna con fari quadrati ed un diverso tipo di torretta e armamento e, quella prodotta dalla Academy Minicraft con i tipici fari rotondi. Si è ovviamente optato, visto il mezzo che si voleva riprodurre, per la seconda scatola di montaggio.

Montaggio

Per la costruzione del mezzo non sono state apportate modifiche rilevanti alla scatola di montaggio, si può dire che si è operato solamente un miglioramento: infatti il modello risulta di buona qualità o con una ottima fattura di dettaglio.

Di seguito vi riepilogo brevemente gli interventi che hanno richiesto un maggiore impegno...e devo dire anche in termini di tempo. Dalle foto sono evidenti i miglioramenti effettuati. Per la riproduzione delle "ringhiere" laterali e posteriori è stato usato del filo d'acciaio armonico da 0, 5 mm, facilmente reperibile nelle ferramenta specializzate. Questo materiale è usualmente utilizzato per riprodurre le molle. Inizialmente sono stati realizzati dei fori in modo da poter incollare gli elementi verticali dalla parte interna del carro: quindi questi elementi sono di tipo "passante". Per incollare l'acciaio è stato utilizzato del comune attack però quello in composizione gel; infatti i tempi di indurimento sono doppi rispetto a quella normale. Infine sono stati piegati gli elementi orizzontali e sono stati collocati al di sopra ed incollati sempre con il cianoacrilato. Lo stesso materiale è servito per riprodurre le tre antenne, a cui si è aggiunto un avvolgimento alla base ottenuto con del filo di rame.

Per la realizzazione dei vetri per i periscopi ho effettuato alcuni tentativi con diversi materiali: la soluzione, a mio avviso ottimale, è stata raggiunta con l'uso di acetato trasparente incollato con colla vinilica molto diluita in acqua. Preliminarmente bisogna però verniciare la parte su cui verrà collocato il pezzo di acetato con un colore grigio-azzurro.

I diversi maniglioni sono stati creati con del comune filo di ferro da 0,7 mm. Questi elementi sono sempre di tipo passante....anche perché è più semplice ottenere una incollatura ad "elevata" resistenza. I piccoli ganci utilizzati per la collocazione dei carichi esterni sono stati ricreati con del filo di rame e sono stati piegati grazie ad una dima creata appositamente con del plasticard: infatti il plasticard è sufficientemente resistente per poter modellare un filo di rame.

Le cerniere dei portelloni superiori sono state rifatte a partire dal pezzo presente nella scatola di montaggio e stampate in più copie in resina. Questi pezzi sono stati poi forati centralmente ed infine, grazie al solito filo di acciaio, è stato ricavato l'elemento centrale.

Colorazione del Mezzo

Per questi mezzi, con la particolare colorazione a quattro toni, si è riscontrata la difficoltà di interpretare nella maniera più corretta, per quanto sia possibile, le diverse tonalità dei colori, in quanto tutte le fotografie recuperate evidenziano delle differenze a volte anche notevoli. Questa anomalia, oltre che alla scoloritura ed agli agenti atmosferici a cui i mezzi sono sottoposti di continuo, sono ovviamente dovuti al primo passaggio su pellicola e poi al processo di stampa. Si è quindi scelto di percorre una strada intermedia....

La colorazione di base è avvenuta tramite l'utilizzo di mascherine rigide realizzate con del cartoncino da disegno e gli immancabili smalti della Humbrol. Le mascherine rigide, per il tipo di sfumatura da realizzare, si sono rivelate ottimali, se non l'unica soluzione possibile. Il primo colore applicato è stato il verde e successivamente con gli altri tre colori: marrone rossiccio, giallo-verde ed il nero per completare il tutto. Di seguito è riportata la tabella dei colori ricreati. Le percentuali sono abbastanza indicative:


Schema Mimetico Composizioni
Verde Verde (N.86) 80%+ Bianco (N.34) 10%
Marrone rossiccio Ruggine (N. 113)
Giallo-verde Verde (N.86) 70%+ Giallo (N.24) 30%
Nero Nero (N.33) 80% + Bianco (N.34) 10%
Sono state applicate delle lavature con della tempera di colore seppia (nero+rosso) diluita nel latte, nelle parti più in ombra. Il colore in eccesso è stato rimosso con un fazzoletto di stoffa reso umido con dell'acqua.
Le luci sono state ottenute applicando i colori di base schiariti con del bianco ad olio utilizzando la tecnica del pennello asciutto. E' importante non schiarire troppo il colore, questo per evitare un forte contrasto con il colore di base.Inoltre per ottenere una buona lumeggiatura è necessario passare il colore schiarito in più sessioni, ed ogni volta depositando pochissimo colore.

Sulle parti del carro che normalmente vengono bagnate dall'acqua durante la "navigazione" è stato applicato del trasparente lucido (Gloss Humbrol) abbastanza diliuto, riproducendo delle "colature".

Per le decals, escludendo la bandiera italiana e la targa, ricavate dal foglio della Bafra, la scritta "Battaglione San Marco" e la bandierina rossa con il leone alato sono stati realizzati con degli stencilit (mascherine fotoincise) realizzate in proprio dal socio G. Caramellino. Il risultato ottenuto si può dire che sia di massima efficacia.

Figurino

Il corpo del figurino è stato ottenuto da uno di quelli presenti nella scatola di montaggio "U.S. Tank Crew " della Dragon, mentre la testa è stata sostituita con di quelle proposte dalla Hornet, che, a mio avviso, sono di qualità e fattura eccezionali.
Con del milliput è stato modellato il giubbotto salvagente mentre le cinture sono state ottenute da una lattina di coca-cola: l'alluminio delle lattine si presta benissimo a questo scopo. Con delle buone forbici è facile ricavare da questo materiale delle piccole strisce, meno morbide di quelle ricavabili da un foglio di piombo ma... sicuramente più economiche.
Inoltre è stato aggiunto lo scudetto dell'Italia sulla manica del "Marò", ritagliato da un pezzo di plasticard da 0,1 mm.





Diorama

Il mare è stato modellato a partire da una base di Das a cui è stato aggiunto del milliput grigio-verde. Con degli strumenti aventi una punta arrotondata, ad esempio il manico di un grosso pennello, si sono modellate le onde.
Per la fase di modellatura si è ricorso spesso e volentieri alle foto del carro in acqua.
La colorazione è stata eseguita in quattro fasi: una prima mano per la base verde, una lumeggiatura con del verde mescolato con del bianco ad olio e, successivamente è stata applicata una lavatura con dell'azzurro chiaro. Per rendere lucido il mare sono state passate più mani di lucido trasparente, sempre della Humbrol.

I pali sono stati realizzati con del Das e successivamente, dopo una breve asciugatura del Das, sono stati incisi con una punta di cutter per ottenere i segni particolari del legno.
Per la colorazione è stato usato uno smalto (Matt 24 Humbrol) molto diluito in acquaragia e steso come si trattasse di una lavatura.
La catena che cinge i tre pali è stata presa da una di quelle collane di bigiotteria e colorata con il colore ruggine (N.113).

Il gabbiano è stato modellato in milliput: successivamente, con uno stampo in gomma siliconica ne è stata fatta una seconda copia.

Bibliografia

· Marco Amatimaggio, "Il Battaglione San Marco", 1994, Italia Editrice.



Articolo a cura di C.M.T. Torino
Autore articolo: Orsogna Franco
Autore modello: Orsogna Franco
Foto: Ivo Preda


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