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trinchetto 19-06-09 08:50 PM

"pulizia" del lavoro
 
Cari naviganti,
mi capita spesso di leggere tra i commenti positivi che si fanno ad un lavoro, frasi del tipo: "complimenti per la pulizia", oppure "hai fatto un lavoro pulito", e così via.....

Mi chiedo così cosa si intenda, cosa intendiamo, in realtà per lavoro "pulito". Premesso che, ovviamente, non è termine da contrapporre a lavoro "sozzo", mi piacerebbe arrivare ad un po' più di chiarezza su due punti:

1) cosa intendiamo per lavoro "pulito"

2) quali siano le caratteristiche di quella "pulizia"

Mi son permesso di postare in questa sezione perchè la "pulizia" è stata inequivocabilmente associata ad una valutazione positiva sotto l'aspetto tecnico, dunque contiene uno o più elementi oggettivi, percepibili e valutabili per quanto attiene la complessiva qualità realizzativa. E che, una volta individuati, magari ci possono permettere di realizzare un modello un po' più..... "pulito"...!!!!

Posta la questione, do anche una mia prima idea. Trovo che un lavoro è "pulito" quando la prima impressione che ho del modello è di armonia complessiva quanto a forme, dimensioni e simmetrie. In esso i particolari sono definiti da contorni netti e, se ripetuti (es: sabordi, bigotte, paiolati,...), hanno la stessa modularità; i colori (dei pigmenti o dei legni) si distinguono e legano armonicamente nel complesso.

Che ne pensate?

Trink

Gicci70 20-06-09 10:01 AM

....dormito bene stanotte????:rovatfl::rovatfl::rovatfl:

....ma te guarda....propongo di aprire un sottoforum con una sezione di FILOSOFIA DEI MODELLI NAVALI.....
chiaramente sto scherzando.... non mi ero mai posto il problema...

credo che in effetti quando si parla di modello "pulito" si intendano tutta una serie di fattori tra loro collegati e che ne restituiscano nel complesso un'immagine "pulita", quindi direi: nitida (senza sbavature di lavorazione), equilibrata (dove ci siano equilibri nelle forme e nei contrasti di colore), omogenea (dove la mano del modellista sia riconoscibile in ogni particolare)...

Grande Trink.... però se hai problemi di insonnia la proxima volta fammi sapere....che così siamo in 2!!!!!!:asd:

caracciolo 21-06-09 10:32 PM

io credevo di imparare a fare un lavoro pulito invece mi tocca spiegare che intendo per pulizia del lavoro
io per pulizzia intendo accuratezza precisione nei tagli legno ben levifgato non c e nulla di piu brutto per un modello di una scarsa qualita di legno che appare ruvido e poroso oppure tra le giunture rta le tavole la giuntura deve essere visibile sufficentemente ma non troppo e per me trinck e uno tra i miogliori sotto questo punto di vista tra quelli che ho seguito

Ferrux 22-06-09 12:10 AM

Sono assolutamente d'accordo con caracciolo (definizione tecnica) e con Gianclaudio (definizione più complessiva).

Gli inglesi usano il termine "crisp" (croccante) per definire i modelli i cui c'è appunto accuratezza e precisione nei tagli e nell'assemblaggio. Credo renda l'idea.

Per me poi "pulito" è anche sinonimo di "in scala".

Trink (e non solo lui su questo forum...) docet.

Ciao
Ferruccio

PS: Filosofia del modellismo ... LOL!!!

dr.Maturin 24-06-09 04:51 PM

Credo che siamo un pò tutti d'accordo con le definizioni esposte; aggiungerei l'impressione generale di "realtà" che dovrebbe scaturire da un modello e questo si vede molto bene dalle fotografie particolareggiate che nei casi di modelli "molto puliti" da l'impressione di una nave vera.

madamalouise 12-08-09 11:09 AM

4 allegato(i)
Per me un lavoro "pulito" è determinato dall'accuratezza e dalla precisione del lavoro. "Sporco" definirei quel lavoro caratterizzato da notevole disomogeneità.
Posto pure una imagine di lavoro inarrivabilmente (per me) pulito

caracciolo 17-08-09 11:44 AM

madame posso chiederti che vascello e questo rivoli io non l ho mai sentito

madamalouise 17-08-09 04:54 PM

2 allegato(i)
Buon vento, Caracciolo (il mio ammiraglio preferito... e non me ne voglia l'altro Ammiraglio del forum, ma quando una adotta per nom de plume quello di un generale francese, Nelson non le sta simpatico :tongues:)

Il RIVOLI è una nave interessantissima sotto il profilo costruttivo, ma non è "famosa" come la Victory o la Constitution.
Costruito nel 1812, ce n'è un bel modello contemporaneo presso il Museo navale di Parigi, modello trattato con molte foto in Boudriot - I vascelli da 74 a 120 cannoni.
Altri disegni (cinque fogli) si trovano presso il National Maritime Museum di Londra, redatti in occasione della cattura e riparazione della nave.

Vascello francese da 74 cannoni costruito nel 1812 presso l'Arsenale di Venezia (sarebbe il caso di spulciare anche quello a caccia di materiali), nel quadro di una generale operazione di rilancio della città lagunare da parte di Napoleone.
L'arsenale di Venezia, specializzato in galee, non aveva fondali sufficientemente profondi per consentire l'allestimento di un '74.
Si pensò allora ad un sistema di pontoni galleggianti (chameaux) accoppiati a costituire una sorta di cantiere flottante. Il RIVOLI racchiuso tra i suoi due chameaux è appunto il soggetto del modello di Parigi.
Il risultato fu una splendida nave, ma gli Inglesi con una operazione di spionaggio riuscirono a sapere esattamente quando sarebbe salpata, e la catturarono dopo un violento combattimento.
LE RIVOLI divenne allora HMS RIVOLI, e si segnalò ancora in battaglia catturando la Melpoméne.

In foto: un altro vascello, non il RIVOLI, racchiuso tra i chameaux.

caracciolo 17-08-09 07:27 PM

bella questa storia non la conosceva e me ne vergogno da ammiraglio republicano anche se su una rivista vidi quelle strutture che cingono la nave chepraticamente e un ossatura al rovescioanche se e mo.lto diversa dalle strutture flottanti del ottocento francesi e americane complimenti per il grado di informazione

trinchetto 18-08-09 12:23 PM

strutture di questo genere se non ricordo male le vidi (in modello, ovviamente) in una delle sezioni del museo marino di Monaco e qualcosa anche all'Arsenale di Venezia.

Trink

madamalouise 18-08-09 04:57 PM

Già... ma come operavano effettivamente i chameaux per me è un mistero.
Si impostava lo scafo su uno scaletto a terra, e poi dopo il lancio lo si chiudeva tra i pontoni per terminare l'allestimento?
Oppure si metteva in opera la chiglia direttamente tra i chameaux? E in tal caso regolavano l'immersione, lasciando "affondare" il vascello man mano che il lavoro avanzava?
E' una cosa molto intrigante, e una pagina di storia poco nota

caracciolo 19-08-09 12:51 AM

ha ispirato i bacini galleggianti una gran cosa per porti senza infrastutture solide molto piu economici di bacini di carenaggio quasi indispensabili per arsenali soggetti a forti dislivelli di marea tipo i bacini oceanici
sec me e poco conoscoiuto perche come e pensato ha troppi handicap e e durato troppo poco
poco versatile per altre carene
debole
complicato uso e allestimento
costoso
puo provocar danni alle navi

cobra11 16-10-09 05:51 PM

Vai trichetto sei il numero 1. :Ok:

trinchetto 16-10-09 08:09 PM

Quote:

Originariamente inviata da cobra11 (Messaggio 645850)
Vai trichetto sei il numero 1. :Ok:

:hmm::hmm::hmm: perchè?? :look::look::look:

Mario97 16-10-09 09:18 PM

Madama, il tuo lavoro e' pulitissssssssssssssimo (a parer mio ovviamente!)

Mario97


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