arrivederci, tocabal, un bel giorno, il più tardi possibile
eravamo in stradina a giocare a calcio, arriva il mio amichetto Alberto, un filo stralunato, e la spara... impietriti tutti, pur se piccoli era "QUALCOSA" . RIP Gilles.
Ho la pelle d'oca.
Io quel giorno non ero nemmeno nato, ma l'alone di leggenda che avvolge il personaggio di Gilles Villeneuve non mi lascia indifferente.
Da appassionato di automobilismo e di formula uno non posso non unirmi nel ricordare un uomo che ha lasciato un segno che resta vivo negli appassionati di corse anche oggi in questa epoca in cui le corse sono molto diverse da quando le faceva lui.
ero al liceo, ero più malato di voi per la F1. Ero riuscito anche ad entrare nello staf della sorveglianza a Monza. Controllavo durante tutto il periodo delle prove che nessuno entrasse scavalcando le recinzioni (la mia zona era la Lesmo) e durante i GP affiancavo i caramba a bordo pista (una gara l'ho seguito seduto sulla monoposto di Arnoux che aveva rotto il motore poco prima della Lesmo, a bordo pista). L'ultima mia gara vissuta da tifoso 25 anni fa. Poi basta, non ho seguito più neanche una gara, con qualche eccezione per la parentesi di Alboreto, secondo altro grande dramma, senonaltro perchè essendo del mio paese un po' lo conoscevo e di Senna, che non si poteva non volere bene anche a lui. Ora sono l'ultimo dei competenti di F1 (come si sarà notato) ma vi assicuro che il ricordo di quello striscione realizzato rubando un vecchio (ma mica poi tanto) lenzuolo di mia mamma con su scritto "ciao Gilles" che rimase appeso alle finestre del liceo per qualche settimana, qualche lacrimuccia la provoca.