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Vecchio 27-01-08, 10:10 AM   #1
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wacko è un newbie...
predefinito il mio povero sciabecco

Il mio sciabecco assomiglia a una ciofeca... lo posso cestinare vero datemi il vostro parere...pleaseee
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Vecchio 27-01-08, 10:23 AM   #2
fax
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fax è un newbie...
predefinito Re:il mio povero sciabecco

a me non sembra affatto una ciofeca...la sua linea è quella!
Se intendi nei particolari, la foto è troppo piccola per giudicare. Ricordati che il bello del legno è che si può rimediare a (quasi) tutto, quindi continua senza esitazioni.
ciao
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Vecchio 27-01-08, 11:01 AM   #3
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titiro è un newbie...
predefinito Re:il mio povero sciabecco

Riesci a postere una foto più grande?
Io non ne capirò nulla, ma non mi pare una ciofeca..
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Vecchio 27-01-08, 11:18 AM   #4
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wacko è un newbie...
predefinito Re:il mio povero sciabecco

Grazie per l'incoraggiamento...ero proprio demoralizzata!!!!forse adesso si vede meglio...è il mio primo lavoro..e nella chiglia ho dovuto fare delle aggiunte perchè il listello del kit non era della grandezza giusta...secondo voi con la verniciatura si vedranno...anzi mi consigliereste come proseguire...sulla scatola appare color legno con la zona dei cannoni in rosso...ma cosa devo passare sulla parte che resta in legno e sui ponti??? e poi va fatto adesso questo lavor o dopo???
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il mio povero sciabecco-27012008138.jpg  
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Vecchio 27-01-08, 12:17 PM   #5
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L'avatar di redhawk
 
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redhawk è un newbie...
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predefinito Re:il mio povero sciabecco

wacko da quello che riesco a vedere non mi pare ci siano grossi problemi, va bene che un modellista non è mai contento dei propri lavori, ma non è corretto buttarsi giù in questo modo!!

Per quanto riguarda i dettagli della chiglia penso che ci vorrebbe una foto un po' più vicina per cogliere eventuali problemi. Personalmente dipingerei la parte immersa, ma per i colori da usare non saprei, forse potrebbe essere d'aiuto lo schema di colorazione che ha usato fax per il suo sciabecco
__________________
Luigi Falco

Syren 1803: gallery build log
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Vecchio 27-01-08, 04:05 PM   #6
fax
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fax è un newbie...
predefinito Re:il mio povero sciabecco

ciao wacko, il mio sciabecco l'avrei voluto lasciare in legno naturale - a parte l'opera viva - ma purtroppo il fasciame l'ho posato così male che mi sono visto costretto a coprirlo con una tinta ad olio color ocra. Fortunatamente il fasciame dell'impavesata è venuto meglio e infatti è rimasto al naturale. A fine lavori passerò una pennellata di trasparente di lino cotto per ravvivare il legno, ma ho letto in questo forum pareri diversi, penso sia a tua discrezione.
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Vecchio 27-01-08, 05:10 PM   #7
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wacko è un newbie...
predefinito Re:il mio povero sciabecco

la mia idea sarebbe quella di lasciarlo in legno natarule ma penso si debba passare comunque qualcosa ma non ho idea di cosa mi potreste consigliare
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Vecchio 27-01-08, 05:27 PM   #8
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L'avatar di maurino
 
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maurino è un newbie...
predefinito Re:il mio povero sciabecco

Ciao wacko ,se lo lasci in legno naturale ti consiglio di applicare 2-3 mani di flatting per imbarcazioni ,oltre a proteggere il legno ne esalterà i colori e le venature .
maurino
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Vecchio 28-01-08, 10:16 AM   #9
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francisdrake è un newbie...
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predefinito Re:il mio povero sciabecco

Scusate, ma i colori e le vernici sono uno dei miei argomenti preferiti, per cui entro in scivolata a gamba tesa, occhio ai parastinchi. Cercherò di fornire uno schema dettagliato della colorazione delle navi antiche, ne avevo uno ottimo che però non riesco a trovare, porca paletta...proviamo ad andare per gradi. Le vernici avevano due compiti, sulle navi antiche: proteggere il legno dagli agenti atmosferici, dall’acqua e dalle teredini e rendere ben visibile e riconoscibile la nave. Il colore della vernice poteva essere “forzato”, per via delle sostanze usate, oppure poteva essere un semplice colore per scopi decorativi. Mi spiego meglio, partendo dall’opera viva (la parte immersa dello scafo): bisognava proteggere il legno dall’acqua salata e soprattutto dalle simpaticissime teredini, graziosi animaletti mangialegno. Per questo si usava un impasto a base di grassi animali, zolfo e porcherie varie, che conferivano un colore bianco sporco-giallastro-verdolino.  . Come si ottiene un colore simile? Mischiate bianco, un po’ di marrone (cercate il bitume di giudea), verde. Meno uniforme è la tinta, meglio è. Non verniciavano mica gli scafi a spruzzo...saliamo un po’ verso l’alto, sull’opera morta: gli incintoni erano nella maggior parte dei casi neri, specialmente sulle navi militari. Barche minori potevano avere incintoni in tinte vivaci o anche decorati. Due parole sul nero: era un colore molto diffuso su tutta la nave, più che da vernici era dato dalla pece che si usava per impermeabilizzare il legno. Poteva sostituire il bianco nell’opera viva e in alcuni casi era esteso a tutto lo scafo. In estremo oriente, le prime navi occidentali che arrivarono furono chiamate “navi nere” dai locali. Erano neri i pennoni, le teste d’albero, le crocette, le maschette, ad esempio. Tornando all’opera morta, il colore variava a seconda delle epoche e delle nazioni. Un colore molto diffuso in varie marinerie, adatto ad uno sciabecco, era l’ocra, in varie tonalità. Il legno naturale, tipo IKEA, è da bandire: il flatting non esisteva (quindi...NON USATELO!!), venivano invece impiegate vernici ricavate da resine naturali, mescolate con chissà quali impiastri, che rendevano il legno molto scuro e semilucido, satinato se preferite. Regola generale: la finitura lucida è da evitare assolutamente, per vari motivi che cercherò di spiegare in un post a parte. Per ora mi fermo qua, vediamo se posso fare altre entrate a gamba tesa più tardi. A presto
Francis Drake
francisdrake non è in linea   Rispondi quotando
Vecchio 28-01-08, 06:17 PM   #10
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wacko è un newbie...
predefinito Re:il mio povero sciabecco

Mille grazie Sir Drake più chiarimenti mi dai meglio è....a dire il vero ho visto qualche modello a cui hanno passato il flatting e devo dire che non mi piace molto quella tendenza al lucido...sulla scatola del kit mostrano pitturato in rosso solo la parte superiore quella dei cannoni per intenderci (scusa ma sono nuova dell'argomento e quindi non conosco i termini) credo si dica sopra gli incintoni...per il resto lo hanno lasciato al naturale...io ho letto non ricordo dove che nelle navi armate usavano colorare quella parte in rosso credo per evitare di fare vedere il sangue e quindi le perdite...BOH??mi sembra un pò strano...cmq io ho fatto così ho verniciato quella parte in rosso...e adesso non so cosa fare...per esempio i ponti vanno colorati prima di montarci su tutti i vari componenti?o vanno lasciati così senza nessun trattamento? e gli alberi devono essere trattati??Aspetto vostre nuove e anche che mi arrivi il libro sui modelli navali di Orazio Curti...spero di trovarci tanto aiuto....sono nuova di questo hobby un pò strano per una ragazza...ma amo il mare e tutto ciò che ne concerne...ciao ciao
wacko non è in linea   Rispondi quotando
Vecchio 28-01-08, 07:21 PM   #11
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L'avatar di hendel
 
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hendel è un newbie...
predefinito Re:il mio povero sciabecco

Al limite più che il flatting si può dare un tappapori, una specie di impregnante ma che non rimanga lucido, oppure neanche quello?
hendel non è in linea   Rispondi quotando
Vecchio 28-01-08, 10:38 PM   #12
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...neanche...
FD
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Vecchio 29-01-08, 05:57 PM   #13
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francisdrake è un newbie...
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Aiuto, mi si stanno aggrovigliando le domande e le risposte su questa faccenda dei colori, non è mica semplice venirne a capo...vediamo un po’: il colore rosso veniva dato a tutte la parti sporgenti dal ponte, ma INTERNAMENTE e solo sulle navi armate. Erano rossi l’interno delle murate, le bitte pazienza, eventuali paratie, scalette varie, tricchettracche e putipù. Erano rossi anche i sabordi (le aperture dei cannoni), l’interno dei portelli e gli affusti dei cannoni. Il motivo era semplice: quando arrivava una palla di cannone sul ponte faceva letteralmente un macello: arti troncati, gambe tranciate, marinai sbriciolati...era meglio adottare una tinta che non facesse vedere al nemico se aveva colpito il bersaglio, per cui si usava il rosso. Per il fasciame dei ponti, in un topo recente abbiamo affrontato l’argomento, con molte foto, vedi se riesci a trovarlo. Gli alberi erano bianchi fino quasi alla fine del tronco, fino cioè alla rabazza, la parte più alta che diventava a sezione quadra, che era nera, come le crocette e la testa di moro. Seguivano questo schema i tronchi maggiori e quelli di gabbia, gli alberetti di velaccio e oltre erano tinti con resine belle grasse, quindi color legno molto scuro. I pennoni erano neri, spesso con la varea (l’estremità) bianca.
Per la finitura: ho fatto modelli lucidati con flatting, altri con turapori, lucidi, opachi, satinati...a parer mio, il risultato che si ottiene con l’olio di lino diluito in trementina o acquaragia è imbattibile. Il flatting serve a impermeabilizzare il legno, ma esteticamente non lo esalta. Tenete conto che un modello si guarda spesso col naso a pochi centimetri di distanza, quindi si devono vedere le fibre, la materia di cui è fatto, altrimenti tanto vale farlo di plastica. La finitura che si ottiene è semilucida, il legno sembra quasi bagnato, appena uscito dall’acqua. Fate una prova e difficilmente tornerete indietro.
Andiamo un po’ oltre: un modello si deve vedere come una nave in lontananza; a distanza, le superfici perdono l’aspetto lucido (se ne hanno) e sembrano tutte opache. Inoltre, maggiore è la distanza, maggiore è l’atmosfera tra noi e la nave. Questo provoca uno sbiadimento dei colori, che virano leggermente verso il grigio-blu, avete mai visto le montagne in lontananza? Morale: più il modello è piccolo, maggiore dovrebbe essere l’effetto opaco e la tendenza a sbiadire i colori.
A presto,
Francis Drake
francisdrake non è in linea   Rispondi quotando
Vecchio 29-01-08, 06:17 PM   #14
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wacko è un newbie...
predefinito Re:il mio povero sciabecco

Quote:
Francis Drake (29-01-2008 05:57 p.m.):
Aiuto, mi si stanno aggrovigliando le domande e le risposte su questa faccenda dei colori, non è mica semplice venirne a capo...vediamo un po’: il colore rosso veniva dato a tutte la parti sporgenti dal ponte, ma INTERNAMENTE e solo sulle navi armate. Erano rossi l’interno delle murate, le bitte pazienza, eventuali paratie, scalette varie, tricchettracche e putipù. Erano rossi anche i sabordi (le aperture dei cannoni), l’interno dei portelli e gli affusti dei cannoni. Il motivo era semplice: quando arrivava una palla di cannone sul ponte faceva letteralmente un macello: arti troncati, gambe tranciate, marinai sbriciolati...era meglio adottare una tinta che non facesse vedere al nemico se aveva colpito il bersaglio, per cui si usava il rosso. Per il fasciame dei ponti, in un topo recente abbiamo affrontato l’argomento, con molte foto, vedi se riesci a trovarlo. Gli alberi erano bianchi fino quasi alla fine del tronco, fino cioè alla rabazza, la parte più alta che diventava a sezione quadra, che era nera, come le crocette e la testa di moro. Seguivano questo schema i tronchi maggiori e quelli di gabbia, gli alberetti di velaccio e oltre erano tinti con resine belle grasse, quindi color legno molto scuro. I pennoni erano neri, spesso con la varea (l’estremità) bianca.
Per la finitura: ho fatto modelli lucidati con flatting, altri con turapori, lucidi, opachi, satinati...a parer mio, il risultato che si ottiene con l’olio di lino diluito in trementina o acquaragia è imbattibile. Il flatting serve a impermeabilizzare il legno, ma esteticamente non lo esalta. Tenete conto che un modello si guarda spesso col naso a pochi centimetri di distanza, quindi si devono vedere le fibre, la materia di cui è fatto, altrimenti tanto vale farlo di plastica. La finitura che si ottiene è semilucida, il legno sembra quasi bagnato, appena uscito dall’acqua. Fate una prova e difficilmente tornerete indietro.
Andiamo un po’ oltre: un modello si deve vedere come una nave in lontananza; a distanza, le superfici perdono l’aspetto lucido (se ne hanno) e sembrano tutte opache. Inoltre, maggiore è la distanza, maggiore è l’atmosfera tra noi e la nave. Questo provoca uno sbiadimento dei colori, che virano leggermente verso il grigio-blu, avete mai visto le montagne in lontananza? Morale: più il modello è piccolo, maggiore dovrebbe essere l’effetto opaco e la tendenza a sbiadire i colori.
A presto,
Francis Drake
ACC.....allora ho definitivamente rovinato lo sciabby??? Non sapendo che fare (mentre aspetto il mio sospirato libro) mi sono rivolta al tipo da cui l'ho acquistato che mi ha consigliato di farlo in rosso come nell'immagine del kit...così mi ha venduto lo smalto...e adesso???si può rimediare oppure devo lasciarlo in rosso e rassegnarmi?
Mi sapresti dire dove leggere per farmi una cultura sull'argomento????
Grazie mille in anticipo...
wacko non è in linea   Rispondi quotando
Vecchio 30-01-08, 12:46 PM   #15
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francisdrake è un newbie...
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predefinito Re:il mio povero sciabecco

Per curiosità, che mestiere faceva prima, ‘sto negoziante? Il carrozziere?? In generale, fare qualcosa perchè c’è scritto sulle istruzioni oppure si vede sulla scatola, è un buon sistema per fare una porcheria, visto il livello dei kit. Di per sè, fare una nave con l’opera morta rossa non è un delitto: il rosso si otteneva facilmente, mediante ossidi, ad esempio (la ruggine è rossa...) e c’è rimasta la testimonianza di un grandioso vascello, il Vasa, che era tutto bello rosso. E’ un azzardo, generalmente si usava l’ocra, per quel periodo e per quel tipo di imbarcazione. Non so se riesci a tornare indietro, dipende da come e quanto in profondità hai verniciato, forse si può provare a carteggiare. Spero che almeno non sia uno smalto lucido, altrimenti più che uno sciabecco viene fuori un motoscafo Arno Ferrari...prova a mandare qualche foto.
La colorazione è un argomento difficile da trovare sui testi, alla fine riesci a capirci qualcosa solo mettendo insieme tutto quello che hai letto, due parole lì, una riga qua, un dipinto sbiadito...c'è una scheda che non riesco più a trovare, tratta da una rivista stravecchia, dove era tutto ben spiegato, se mi riesce di scovarla la posto. Ciao
Francis Drake
francisdrake non è in linea   Rispondi quotando
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