Ciao RH, credo che la porta sia alta circa 5 cm, mm più, mm meno. La serratura è un filo fuori scala, ma non era possibile fare altrimenti, per via delle dimensioni dei materiali: non sono riuscito a trovare profilati e molle più piccoli ed in ogni caso, se avessi ridotto le dimensioni ulteriormente, forse sarebbe risultata troppo fragile. A presto,
FD
Per le lezioni a domicilio, se non è comprovato che siete di sesso femminile, se non avete i capelli biondi, se le vostre misure non sono 60-90-60, se non siete di facili costumi, allora nisba. Ci si vede on line...
Francis Drake
Io sono di sesso femminile, basta come condizione?
guardando e riguardando la precisione e l'armonia dei tuoi dettagli, sono lentamente caduto nello sconforto ... io sto avendo già i primi problemi con la struttura della mia nave, riuscirò mai ad arrivare ai tuoi livelli? intagliare cornici da se ... che utopia x me!
procurati un pezzetto di pero, un set di lame nuove, un po' di lime di forme diverse, un dizionario di parolacce in varie lingue e comincia a tagliuzzare, un pezzetto grande come la testa di uno spillo alla volta. Buon Lavoro!!
FD
per i fregi ed i piccoli particolari come le gallocce e le caviglie servono legni dalle fibre molto compatte e non troppo duri. Pero e faggio sono ottimi, ad esempio, mentre Il bosso è un po' troppo duro da lavorare. ciao
FD
Ciao modellari, vi invio qualche aggiornamento sui lavori nel cantiere del Saettione: in particolare, ho iniziato a torturarmi con l’alberatura. È una fase un po’ meno divertente delle altre, ci sono molti particolari tutti uguali da fare, può diventare un po’ ripetitivo, ma si può fare. L’albero di maestra, così solo soletto, appare un po’ spoglio, con le sartie a colonne andrà meglio ma in generale risulta meno caotico rispetto ad un albero a vela quadra.
Questo è il calcese, una specie di scatola con dentro le pulegge della drizza. Le pulegge inferiori erano destinate all’antenna della vela latina, con il bel tempo. Quando il vento rinforzava, si usavano invece due pennoni a vele quadre ed entravano in funzione anche le due pulegge in alto. Il calcese era dipinto in colori vivaci, anche come segno di riconoscimento, in questo caso ho scelto il bianco. La finitura è quella dovuto ad un uso intenso: scrostature, ruggine dai bullloni, grasso nelle pulegge. Quando il modello sarà ad uno stadio più avanzato, armonizzerò l’aspetto del calcese con il resto, pulendo o sporcando a seconda del caso. Nella seconda foto, il calcese di trinchetto, ancora grezzo, in legno di pero.
Ultima modifica di francisdrake : 08-09-08 alle ore 04:16 PM.
Alla base dell’albero fioriscono le gallocce, quegli aggeggi a forma di corna. Sono praticamente assenti nei kit ma tremendamente presenti nella realtà, servono a dar volta alle cime. Anche sui modelli devono sopportare delle belle tensioni, per cui le ho fatte in faggio, legno che si adatta anche a lavorazioni di precisione. Per fissarle ho inserito un piccolo perno di 2 mm di diametro, in modo da aumentare la resistenza laterale. Per ora è tutto, alle prossime fatiche
Francis Drake
Ultima modifica di francisdrake : 09-09-08 alle ore 10:56 AM.
come al solito ci mostri un lavoro di qualità superiore, non mi meraviglierei se le pulegge fossero funzionanti, ma in ogni caso il risultato è reso in maniera estremamente realistica. Sarebbe davvero interessante vederti all'opera mentre invecchi il modellino, ci sarebbe molto da imparare, peccato che i post scritti non si prestano ottimamente allo scopo...
Sull'alberatura sono pienamente d'accordo con te, per non parlare di quando dopo si devono installare le sartie con tutte le griselle... c'è davvero da restarci secchi
Usi qualche tecnica particolare per la produzione in serie delle gallocce?
Ciao RH, non so se ne avrò il tempo, ma mi resta ancora un calcese, quello di trinchetto, da insozzare per bene, posso provare a scattare qualche fotina per mettere insieme una sequenza utile per chi vuole dedicarsi all’arte dell’imbrattatura dei modelli. Una volta afferrate due o tre dritte fondamentali, però, si tratta di prendere pennelli, colori e acquaragia e provare. Ad esempio, all’inizio mi è stato di grande utilità simulare i miei pasticci su tavolette di compensato rivestite con lo stesso tipo di listelli del modello, per non correre il rischio di dovermi mangiare le mani dopo aver rovinato qualche particolare costato ore di lavoro. Le pulegge sono fisse e ben incollate, non è un particolare problema farle mobili, basta forarle e farci passare un perno di filo di ferro, se pò fà. Però non mi sono fidato: devono sopportare il peso dell’antenna, che è lunga circa quanto la saettia, sui 60-70 cm, con la relativa vela latina; soprattutto, devono resistere agli strattoni che inevitabilmente ‘sto pennone extra large finirà per ricevere da tutte le parti, impigliandosi drammaticamente ogni volta che sposto il modellone. Quindi, ho preferito chiudere per bene il calcese con più colla possibile, visto che è fatto di più di dieci pezzi ed è quindi deboluccio di suo. Le griselle stavolta me le risparmio, sulle sartie a colonna degi alberi a calcese non si usavano, meno male...per le gallocce, vale il discorso del calcese, forse varrebbe la pena fare due scatti significativi. Però alla fine non ci sono barbatrucchi: taglio con l’archetto, sgrosso col dremel, rifinisco con lime e carta. Quello che posso dire è che vedo un po’ poche gallocce su tutti i modelli, è un elemento in genere molto trascurato. Buon lavoro e a presto
FD