Il prossimo meccanismo del saettione che vi sottopongo nasce da una specie di sfida personale: avevo letto su una vecchia rivista la storia della galea costruita da uno dei grandi modellisti del passato, non ricordo se Barbieri o Fiaschi, che tra le altre meraviglie aveva una piccola porticina apribile, con serratura. Visto che la scala della saettia lo permette, ho provato a rifare la stessa follia. L’operazione ha richiesto una valanga di ore di lavoro, principalmente per il meccanismo a molla della serratura: ne ho fatti diversi prima di arrivare a quello definitivo. Andiamo per gradi: per prima, ho fatto la porta, a listelli incollati di taglio e poi bloccati dalla cornice, come nelle porte vere. Poi ho montato le cerniere, ricavate da lastrine di metallo, con i perni in tondino di ottone. I chiodi li ho simulati con goccioline di colla vinilica. La complicazione maggiore è nell’allineamento dei perni in verticale, se non è perfetto la porta non gira. Quindi, ho cercato immagini di serrature del seicento su internet da riprodurre, trovandone alcune su ebay, se non ricordo male, e ne ho riprodotto la borchia esterna. Per il meccanismo, il problema è stata la molla, non riuscivo a trovarne una sufficientemente piccola e potente. Alla fine, la soluzione è arrivata da una di quelle chiusure usate per collane e catenine, reperita in merceria. La cassa della serratura l’ho fatta con dei profilati a L per modellismo in ottone, uniti con attak, perchè la saldatura mi lasciava troppo stagno e sporcava troppo il lavoro. Qualche limatina qua e là e tutto è andato a posto. Con somma sorpresa del sottoscritto, è molto robusta: dopo almeno quattro anni di aperture e chiusure non mostra segni di cedimento! Ci vediamo alla prossima avventura della saettia, ciao
Francis Drake
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