Te tocca la tirata, caro Red, ma è normale perchè il restauro è un impiccio ancora maggiore della costruzione, se possibile. Quindi, facile sbagliare. In generale, il restauro deve ricostruire ex-novo il meno possibile, l’obbiettivo è ripulire, ripristinare, ricostruire, anche resuscitando pezzi che starebbero bene giusto nella spazzatura. Inoltre, si tratta di un modello abbastanza naif, non è realistico, quindi non è il caso di ricorrere a piani di particolari barche, piuttosto bisogna provare ad entrare nella testa di chi l’ha costruita. In estrema sintesi, senza staccare nulla, partirei con un abbondante lavaggio con la solita acquaragia, per togliere polvere e grasso accumulati nel tempo. Contemporaneamente, proverei a ricostruire la storia di quell’aggeggio, magari qualcuno in casa si ricorda da dove è arrivata. C’è gente che ha comprato un violino scassato per due lire almercato delle pulci e si è ritrovata con uno Stradivari in casa....non sarà questo il caso, però la nostra barchetta potrebbe anche essere antica e di valore. La vela resta lì com’è, c’è poco da fare. Al massimo, si possono fare dei tentativi per pulirla in un pezzetto limitato, per vedere che effetto fa. Comunque ti posso assicurare che c’è gente che intruglia per settimane per avere un’effetto di vecchio e sporco come quello! Le manovre si possono recuperare, sembrano sufficientemente flessibili. Anche quelle spezzate, i trefoli si possono incollare l’uno con l’altro, anche se la tecnica richiede molta manualità, molta sensibilità sotto ai polpastrelli. In caso, spiego come si fa. Se poi qualche pezzo proprio manca, allora va ricostruito con materiali dello stesso tipo dell’originale. Alla fine si ottiene un oggetto ripulito e ripristinato nelle sue parti, ma con tutta la patina del tempo, che conferisce fascino. Spero che questo restauro proceda, buon lavoro e a presto!
FD
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